La legge di Bilancio 2024 ha tagliato le aliquote di rendimento sulle pensioni dei dipendenti pubblici iscritti a CPDEL, CPS, CPI e CPUG — enti locali, sanitari, insegnanti di asilo e scuole primarie, ufficiali giudiziari — e ha allungato le finestre mobili per le pensioni anticipate. Chi vuole evitare il taglio deve aspettare la pensione di vecchiaia, perché le nuove aliquote penalizzanti non si applicano all’uscita a 67 anni.
A quantificare gli effetti è la CGIL con una nuova analisi dell’Osservatorio Previdenza. I lavoratori nati fra il 1968 e il 1972, con carriere iniziate fra i 19 e i 21 anni, devono mettere in conto da 3 anni e 10 mesi a 5 anni e 8 mesi di lavoro aggiuntivo per non subire decurtazioni. Chi invece esce con la pensione anticipata ci rimette fino a 14.415 euro all’anno di assegno.
Stretta pensioni pubbliche e aspettative di vita
Il ragionamento parte dalla riduzione delle aliquote di rendimento per il calcolo della pensione anticipata degli iscritti alle quattro gestioni, contenuta nella legge di Bilancio 2024 (commi 157 e seguenti della legge 213/2023). Il taglio riguarda esclusivamente chi aveva un massimo di 15 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995. La stessa norma ha allungato le finestre mobili, con una progressione che raggiunge i cinque mesi nel 2026 e arriverà a 9 mesi nel 2028. La legge di Bilancio 2026 ha invece lasciato invariato il meccanismo degli adeguamenti alle speranze di vita, scaglionando su due annualità i tre mesi che altrimenti sarebbero scattati dal 2027.
Esempi di penalizzazione
Un lavoratore nato nel 1968 e che ha iniziato a lavorare nel 1987 a 19 anni, perfeziona il requisito per la pensione anticipata nel 2030, con 43 anni e 4 mesi di contributi. L’ipotesi incorpora sei mesi in più rispetto agli attuali 42 anni e dieci mesi, legati agli adeguamenti alle attese di vita previsti nei prossimi quattro anni. La finestra mobile nel 2030 sarà a nove mesi: per non avere mensilità scoperte, il dipendente pubblico dovrà restare al lavoro fino al 2031, con 44 anni e un mese di attività.
A questo punto ci sono due scelte: ritirarsi con una pensione ridotta rispetto ai colleghi usciti prima del taglio oppure continuare a lavorare fino a recuperare la penalizzazione. Per raggiungere questo secondo obiettivo, si deve attendere la pensione di vecchiaia: in base alle proiezioni sulle attese di vita, la raggiungerà nel 2036, con 49 anni e due mesi di attività lavorativa e 67 anni e 10 mesi di età. Sono 5 anni e 8 mesi di lavoro in più.
Come funzionano i coefficienti di rendimento
I calcoli sulla penalizzazione dipendono dall’entità dello stipendio e dall’anzianità contributiva al 1995. Per chi aveva già 15 anni di versamenti la decurtazione è relativamente bassa, mentre per chi aveva appena iniziato a lavorare lo svantaggio è più consistente. Su uno stipendio da 30mila euro il taglio varia da 900 a oltre 6mila euro; per uno stipendio di 50mila euro oscilla da 1.545 a oltre 10mila euro; una busta paga da 70mila euro perde circa 14mila euro all’anno di pensione. In tabella i dati per i tre livelli retributivi scaglionati per anzianità contributiva:
| Inizio contribuzione / Fascia stipendio | Taglio annuo stimato |
|---|---|
| Inizio contribuzione: 1983 | |
| Stipendio 30.000 € | 927 € |
| Stipendio 50.000 € | 1.545 € |
| Stipendio 70.000 € | 2.163 € |
| Inizio contribuzione: 1987 | |
| Stipendio 30.000 € | 2.645 € |
| Stipendio 50.000 € | 4.409 € |
| Stipendio 70.000 € | 6.173 € |
| Inizio contribuzione: 1990 | |
| Stipendio 30.000 € | 4.077 € |
| Stipendio 50.000 € | 6.796 € |
| Stipendio 70.000 € | 9.515 € |
| Inizio contribuzione: 1992 | |
| Stipendio 30.000 € | 5.100 € |
| Stipendio 50.000 € | 8.501 € |
| Stipendio 70.000 € | 11.901 € |
| Inizio contribuzione: 1994 | |
| Stipendio 30.000 € | 6.177 € |
| Stipendio 50.000 € | 10.296 € |
| Stipendio 70.000 € | 14.415 € |
Ipotizzando 19 anni di pensionamento, chi si ritira con uno stipendio da 30mila euro perde fra 17mila e 117mila euro complessivi. Sullo stipendio da 70mila euro il taglio supera i 273mila euro. Le cifre precise:
| Inizio contribuzione / Fascia stipendio | Taglio annuo — Perdita stimata |
|---|---|
| Inizio contribuzione: 1983 | |
| Stipendio 30.000 € | 927 € — 17.613 € |
| Stipendio 50.000 € | 1.545 € — 29.355 € |
| Stipendio 70.000 € | 2.163 € — 41.097 € |
| Inizio contribuzione: 1987 | |
| Stipendio 30.000 € | 2.645 € — 50.255 € |
| Stipendio 50.000 € | 4.409 € — 83.771 € |
| Stipendio 70.000 € | 6.173 € — 117.287 € |
| Inizio contribuzione: 1990 | |
| Stipendio 30.000 € | 4.077 € — 77.463 € |
| Stipendio 50.000 € | 6.796 € — 129.124 € |
| Stipendio 70.000 € | 9.515 € — 180.785 € |
| Inizio contribuzione: 1992 | |
| Stipendio 30.000 € | 5.100 € — 96.900 € |
| Stipendio 50.000 € | 8.501 € — 161.519 € |
| Stipendio 70.000 € | 11.901 € — 226.119 € |
| Inizio contribuzione: 1994 | |
| Stipendio 30.000 € | 6.177 € — 117.363 € |
| Stipendio 50.000 € | 10.296 € — 195.624 € |
| Stipendio 70.000 € | 14.415 € — 273.885 € |
Per quanto riguarda l’allungamento delle finestre mobili introdotto dalla legge di Bilancio 2024, l’esatta progressione è la seguente:
| Anno | Finestra mobile (allungamento) |
|---|---|
| 2024 | 3 mesi → 3 mesi (nessuna modifica) |
| 2025 | 3 mesi → 4 mesi (+1 mese) |
| 2026 | 3 mesi → 5 mesi (+2 mesi) |
| 2027 | 3 mesi → 7 mesi (+4 mesi) |
| 2028 | 3 mesi → 9 mesi (+6 mesi) |
Gli scatti legati alle nuove speranze di vita
I dati ufficiali sulle aspettative di vita vengono comunicati annualmente, quindi i calcoli proposti dal sindacato si basano su proiezioni statistiche. L’unica certezza è un aumento di un mese nel 2027, stabilito dalla legge di Bilancio 2026, a cui nel 2028 si aggiungerà il periodo mancante in base ai dati ufficiali — prevedibilmente altri due mesi. Gli scatti sono biennali: quello del 2029, in base alle stime della Ragioneria Generale dello Stato, sarà di altri tre mesi; altri due si aggiungeranno nel 2031. Nel 2031 per andare in pensione serviranno 8 mesi in più rispetto agli attuali requisiti: 67 anni e 8 mesi per la vecchiaia e 43 anni e sei mesi per l’anticipata.
Due esempi di calcolo
- Nato nel 1970, inizia a lavorare nel 1990. Raggiunge il requisito contributivo per la pensione anticipata nel 2034, con 43 anni e 7 mesi di contributi. La finestra mobile di 9 mesi sposta l’uscita effettiva al 2034, con 44 anni e 5 mesi di lavoro. Se va in pensione subirà la decurtazione. In alternativa deve attendere la pensione di vecchiaia nel 2038, a 68 anni, con 48 anni e 4 mesi complessivi di lavoro. Sono 4 anni e 9 mesi in più.
- Nato nel 1972, con inizio attività nel 1993. Perfeziona il requisito per la pensione anticipata nel 2037, a 43 anni e 10 mesi di contributi. Con la finestra mobile esce nel 2038 con 44 anni e 7 mesi di lavoro. Per evitare il taglio deve lavorare fino al 2040, uscendo a 68 anni e due mesi, con 47 anni e 8 mesi di attività. Sono 3 anni e 10 mesi in più.
Quanti anni servono per recuperare il taglio
In conclusione, il prolungamento della vita lavorativa nei tre profili analizzati dalla CGIL:
| Profilo e requisiti | Date e contribuzione |
|---|---|
| Caso 1 — Nato nel 1968, inizia a lavorare a 19 anni nel 1987 | |
| Pensione anticipata | Nel 2030 con 43 anni e 4 mesi di contributi |
| Pensione di vecchiaia | Nel 2036, a 67 anni e 10 mesi, con 49 anni e 2 mesi di contributi |
| Lavoro in più per evitare il taglio | 5 anni e 8 mesi |
| Caso 2 — Nato nel 1970, inizia a lavorare a 20 anni nel 1990 | |
| Pensione anticipata | Nel 2034 con 43 anni e 7 mesi di contributi |
| Pensione di vecchiaia | Nel 2038, a 68 anni, con 48 anni e 4 mesi di contributi |
| Lavoro in più per evitare il taglio | 4 anni e 9 mesi |
| Caso 3 — Nato nel 1972, inizia a lavorare a 21 anni nel 1993 | |
| Pensione anticipata | Nel 2037 con 43 anni e 10 mesi di contributi |
| Pensione di vecchiaia | Nel 2040, a 68 anni e 2 mesi, con 47 anni e 8 mesi di contributi |
| Lavoro in più per evitare il taglio | 3 anni e 10 mesi |