Rating ambientale per i data center UE: dal 2027 etichetta su energia e acqua

di Barbara Weisz

8 Ottobre 2026 09:00

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Classi A-G su efficienza energetica e idrica per i data center da 500 kW: il rating pubblico aiuterà PA e imprese a confrontare strutture e servizi digitali.

La Commissione europea ha adottato un rating UE di sostenibilità per i data center che renderà confrontabili efficienza energetica, utilizzo dell’acqua e contributo al sistema energetico. Le prime etichette elettroniche sono previste nel 2027 e offriranno a imprese e Pubblica Amministrazione nuovi dati per valutare strutture e servizi digitali.

In sintesi:

  • il Regolamento delegato della Commissione C(2026) 3472 final prevede le prime etichette elettroniche entro il 15 agosto 2027 e il loro aggiornamento annuale;
  • le classi da A a G misurano separatamente efficienza energetica PUE ed efficienza idrica WUE, secondo le soglie fissate negli allegati al Regolamento;
  • la direttiva (UE) 2023/1791 impone la rendicontazione ai data center con domanda di potenza IT installata di almeno 500 kW, mentre sotto questa soglia la partecipazione al rating è volontaria;
  • la relazione COM(2026) 500 final indica consumi elettrici UE pari a 68 TWh nel 2024, attesi a 114 TWh nel 2030, equivalenti al 3,2% della domanda elettrica dell’Unione.

Data center UE, dal 2027 doppia classe A-G per energia e acqua

Dal 15 agosto 2027 il database europeo genererà ogni anno un’etichetta elettronica per i data center che comunicano i dati previsti dalla normativa UE. Il Regolamento delegato della Commissione C(2026) 3472 final del 21 settembre 2026 utilizza due scale separate da A a G, una per l’efficienza energetica e una per quella idrica. La prima classe deriva dal Power Usage Effectiveness (PUE), cioè dal rapporto tra l’energia complessivamente utilizzata dalla struttura e quella assorbita dalle apparecchiature informatiche. Un valore più vicino a 1 indica una quota inferiore di energia destinata a raffreddamento, distribuzione elettrica e altri sistemi di supporto.

Classe energetica Valore PUE
A fino a 1,15
B oltre 1,15 e fino a 1,25
C oltre 1,25 e fino a 1,35
D oltre 1,35 e fino a 1,50
E oltre 1,50 e fino a 1,70
F oltre 1,70 e fino a 1,90
G oltre 1,90

La seconda scala utilizza il Water Usage Effectiveness (WUE), che mette in rapporto l’apporto di acqua dolce con il consumo energetico delle apparecchiature IT. Anche in questo caso un valore inferiore corrisponde a una maggiore efficienza.

Classe idrica Valore WUE
A fino a 0,10
B oltre 0,10 e fino a 0,20
C oltre 0,20 e fino a 0,40
D oltre 0,40 e fino a 0,60
E oltre 0,60 e fino a 0,80
F oltre 0,80 e fino a 1,00
G oltre 1,00

Il sistema si innesta sull’obbligo previsto dall’articolo 12 della direttiva (UE) 2023/1791 per i data center con potenza IT installata di almeno 500 kW. Gli impianti sotto questa soglia e quelli ancora in costruzione possono partecipare volontariamente comunicando al database europeo gli indicatori richiesti.

Rating su energia utilizzata, rete e recupero del calore

L’etichetta europea dei data center affianca alle classi PUE e WUE informazioni sulla provenienza dell’energia, sulla capacità di offrire flessibilità alla rete elettrica e sulla predisposizione al recupero del calore prodotto dai server.

Il documento riporta anche localizzazione e dimensione della struttura, periodo di riferimento, condizioni climatiche utili a interpretare l’efficienza, mix delle fonti energetiche e un QR code che rimanda alla scheda conservata nel database europeo. La Commissione vuole così consentire confronti soprattutto fra strutture collocate nella stessa area o con caratteristiche analoghe.

Il testo adottato nel 2026 assegna due classi A-G separate per energia e acqua; un eventuale indicatore unico capace di aggregare l’intera sostenibilità del data center figura tra le opzioni che la Commissione valuterà nel riesame previsto entro il 31 dicembre 2028.

Consumi data center UE fino a 114 TWh nel 2030

I data center dell’Unione europea hanno utilizzato circa 68 TWh di elettricità nel 2024 e la Commissione stima un aumento fino a 114 TWh nel 2030, pari al 3,2% della domanda elettrica dell’UE. I dati sono riportati nella relazione COM(2026) 500 final sull’efficienza energetica dei centri dati.

La crescita deriva anche dall’espansione dell’intelligenza artificiale e dei servizi cloud, mentre l’Unione punta ad aumentare fortemente la capacità di calcolo disponibile sul proprio territorio. Il fabbisogno elettrico si accompagna all’impiego di acqua nei sistemi di raffreddamento e alla necessità di integrare le nuove infrastrutture con reti e generazione energetica.

Il margine di efficienza può essere ampio. Nella valutazione che accompagna il Regolamento, la Commissione stima che portare il PUE da 1,6 a 1,2 possa ridurre del 25% il consumo elettrico del data center; dimezzare il WUE da 1,0 a 0,5 corrisponde invece a una riduzione del 50% dell’utilizzo di acqua.

Per imprese e PA l’etichetta diventa un dato per il procurement

Per imprese e Pubblica Amministrazione il rating UE offre una base comune per confrontare data center e servizi digitali anche nelle procedure di procurement, senza trasformare le classi ambientali in un requisito automatico di acquisto o di investimento.

La Commissione indica espressamente tra gli obiettivi del sistema il supporto all’acquisto di asset e servizi digitali più sostenibili. Nella valutazione di un fornitore cloud o di colocation sarà quindi possibile affiancare a prezzo, sicurezza, localizzazione e livelli di servizio informazioni omogenee sull’efficienza energetica e idrica della struttura.

Il rating si inserisce nella più ampia strategia UE per cloud e data center, che con il Cloud and AI Development Act punta ad ampliare la capacità europea di calcolo e a rafforzare la sovranità tecnologica. La sostenibilità delle infrastrutture diventa così uno dei criteri con cui accompagnare l’espansione richiesta dall’AI.

Standard minimi per data center

Le classi A-G del rating UE servono a misurare e confrontare le prestazioni e non fissano, nel testo adottato a settembre 2026, una classe minima che ogni data center deve raggiungere.

La Commissione ha avviato separatamente il lavoro sugli standard minimi di prestazione per le strutture nuove ed esistenti e prevede una proposta legislativa nel secondo trimestre del 2027. Le future soglie potranno quindi incidere direttamente sui livelli di efficienza ammessi, mentre l’etichetta introduce anzitutto trasparenza e comparabilità.

Il Regolamento delegato sul rating, adottato il 21 settembre 2026, è sottoposto a due mesi di scrutinio del Parlamento europeo e del Consiglio. In assenza di obiezioni, entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, lasciando confermata la prima generazione delle etichette entro il 15 agosto 2027.