Commercialisti avanti sugli strumenti AI e indietro sulle regole

di Anna Fabi

24 Settembre 2026 17:05

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L’AI riduce i tempi di lavoro dei commercialisti italiani ma ancora pochi studi professionali hanno una policy. Il modello CNDCEC per l’informativa

L’intelligenza artificiale fa ormai parte del lavoro quotidiani dei commercialisti italiani sebbene non ancora in modo intensivo: secondo la ricerca della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti con le Università di Bergamo, Politecnica delle Marche e LUM, la utilizza a vario titolo l’80% della categoria. I risultati sono stati al centro della quinta edizione dello Scenario delle Professioni, il forum che TeamSystem, Euroconference e The European House – Ambrosetti hanno riunito a Roma il 24 settembre.

Negli studi commerciali la diffusione degli strumenti è comunque andata più veloce dell’organizzazione: regole interne, competenze e informativa ai clienti prevista dalla legge italiana sull’AI riguardano ancora una minoranza di strutture. Per le PMI che affidano al commercialista contabilità, adempimenti e consulenza, però, da queste regole dipendono la tutela dei propri dati e la qualità della prestazione.

In sintesi:

  • il 71% dei professionisti segnala tempi di lavoro ridotti grazie all’AI, secondo i dati raccolti al Convegno nazionale UNGDCEC di Napoli 2026 e diffusi da TeamSystem il 24 settembre 2026;
  • l’uso intenso, «molto» o «abbastanza», riguarda il 34,1% dei commercialisti secondo l’indagine della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti;
  • dal 10 ottobre 2025 l’art. 13 della L. n. 132/2025 impone al professionista di informare il cliente sui sistemi di AI utilizzati, e il CNDCEC ha pubblicato il 24 ottobre 2025 una clausola tipo per il mandato;
  • due imprese su tre chiedono consulenza strategica al professionista di fiducia, secondo la ricerca Kantar-TeamSystem di settembre 2025.

Commercialisti e AI: diffusione e intensità d’uso

L’uso dell’AI tra i commercialisti riguarda otto professionisti su dieci ma è intenso per una minoranza, secondo l’indagine «Organizzazione dello studio e impatto dell’intelligenza artificiale» della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, condotta con l’Università degli Studi di Bergamo, l’Università Politecnica delle Marche e la LUM «Giuseppe Degennaro».

L’anteprima presentata al Congresso nazionale dei commercialisti di Genova nell’ottobre 2025 si basava su oltre 4.000 risposte raccolte tra luglio e settembre; i risultati sui 3.676 questionari validi, illustrati dal presidente del CNDCEC Elbano de Nuccio, distinguono il grado di utilizzo dichiarato. La quota dell’80% diffusa per il forum di Roma conta chi ha già utilizzato l’AI, anche in modo saltuario.

Grado di utilizzo dichiarato Quota di commercialisti
Utilizzo dell’AI, in qualunque misura 81,4%
Utilizzo «molto» o «abbastanza» 34,1% (anteprima di Genova)
Utilizzo «molto» 7,5%
Utilizzo «poco» quasi la metà del campione
Nessun utilizzo 18,6% (differenza tra il totale e l’81,4%)
Utilizzo «molto» o «abbastanza» previsto entro tre anni 71,9% (anteprima di Genova)

Le quote provengono dalla stessa indagine, su basi di risposte diverse: l’uso intenso è minoritario, la fascia più ampia della categoria impiega gli strumenti in modo occasionale e la previsione a tre anni indica un raddoppio della quota intensiva.

Una ulteriore rilevazione, raccolta al Convegno nazionale dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC) di Napoli 2026, colloca oltre un professionista su due tra chi ha adottato soluzioni integrate nei processi di studio o le sta consolidando e sperimentando.

Automazione contabile e riconciliazioni bancarie con IA

L’automazione contabile e amministrativa e la ricerca normativa sono gli impieghi più frequenti dell’AI negli studi: vi ricorre oltre il 70% dei professionisti che la usano, secondo il White Paper «Professioni, Intelligenza Artificiale e competitività del Paese – Verso un nuovo paradigma di creazione del valore», realizzato da TeamSystem con The European House – Ambrosetti ed Euroconference sulle ricerche di Kantar, UNGDCEC, Fondazione Nazionale dei Commercialisti e Consiglio Nazionale Forense.

Circa il 65% impiega gli strumenti per la riconciliazione bancaria dei movimenti e oltre il 35% per produrre documenti e report. Il 71% dei professionisti rilevati dall’UNGDCEC indica una riduzione dei tempi di lavoro, con risparmi stimati che arrivano a oltre la metà del monte ore dedicato alle attività ripetitive.

I benefici misurati riguardano per ora l’efficienza dei processi: il White Paper indica come tappa successiva la conversione del tempo liberato in capacità di consulenza verso i clienti.

Policy AI: meno del 5% degli studi con regole formali

Una policy formale sull’uso dell’AI esiste in meno del 5% degli studi, e meno del 3% dei professionisti dichiara una conoscenza avanzata delle norme sull’intelligenza artificiale, secondo i dati diffusi da TeamSystem per lo Scenario delle Professioni 2026.

Circa un quarto degli studi ha introdotto strumenti di AI prima di dotarsi di linee guida strutturate, e circa il 40% dei professionisti indica la mancanza di competenze specifiche come principale ostacolo all’adozione.

Per l’impresa cliente l’assenza di regole scritte lascia aperte due domande: quali dati dello studio finiscono su strumenti esterni e chi controlla i testi generati prima che arrivino al cliente con la firma del professionista.

Legge 132/2025: l’informativa AI ai clienti dello studio

Il commercialista che impiega sistemi di AI in un incarico deve comunicarlo al cliente in forma comprensibile e può usarli solo a supporto della prestazione.

L’obbligo di informativa IA per i professionisti vale dal 10 ottobre 2025 per tutte le professioni intellettuali e discende dall’art. 13 della Legge 23 settembre 2025, n. 132: il comma 1 limita i sistemi di AI alle attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera; il comma 2 richiede di comunicare al destinatario della prestazione le informazioni sui sistemi utilizzati con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.

In pratica il giudizio e la firma spettano al professionista, e il cliente ha diritto di sapere quali strumenti di AI trattano i documenti del suo incarico.

Policy e registro AI: i modelli CNDCEC per lo studio

I modelli per mettere in regola lo studio sono nella Guida operativa di intelligenza artificiale #3 «L’aiuto intelligente al Commercialista», pubblicata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con la Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti: la clausola per il mandato professionale, il modello di policy, le checklist e il registro dei sistemi di AI.

Documento dello studio Contenuti indicati dalla Guida CNDCEC #3
Clausola nel mandato professionale (Appendice D) uso dell’AI limitato ad attività di supporto, revisione e validazione di ogni output da parte del professionista, facoltà del cliente di chiedere che l’incarico si svolga senza strumenti di AI
Policy di utilizzo dell’intelligenza artificiale (Allegato 1) scopo e ambito, principi, ruoli e responsabilità, regole d’uso, rapporti con i fornitori, formazione, registro, gestione degli incidenti e revisione periodica
Registro dei sistemi di intelligenza artificiale (Allegato 3) nome, tipo e versione di ogni sistema, finalità e processi coinvolti, livello di rischio, misure di sicurezza, responsabile interno, data dell’ultima revisione
Checklist operative di supporto (Allegato 2) assessment iniziale, valutazione operativa, monitoraggio continuo e verifica della compliance normativa

La guida parte dalla mappatura di tutti gli strumenti in uso, compresi quelli introdotti in autonomia da collaboratori e dipendenti, prosegue con la valutazione dei rischi e si chiude con il monitoraggio periodico, con audit almeno semestrali sui sistemi classificati ad alto rischio.

Consulenza alle PMI nel tempo liberato dall’AI

Due imprese su tre chiedono consulenza strategica al professionista di fiducia, secondo la ricerca Kantar-TeamSystem «PMI e Professionisti: le tendenze del presente e del futuro» di settembre 2025, e il tempo recuperato con l’automazione è la risorsa che gli studi possono spostare su questa domanda.

Le richieste delle imprese clienti riguardano soprattutto le scelte di innovazione e trasformazione digitale, compresa l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle PMI, dove il commercialista è spesso il primo interlocutore esterno.

Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem e amministratore delegato di Euroconference, indica nell’AI agentica, cioè nei sistemi in grado di gestire da soli interi flussi di lavoro, la fase successiva: a suo giudizio gli studi che hanno già integrato l’AI nei processi saranno i primi a trasformare l’efficienza in vantaggio competitivo.