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Conciliazione vita-lavoro, contributi alle imprese che si certificano

di Barbara Weisz

9 Settembre 2026 09:59

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Domande dal 21 settembre sul portale ReStart di Unioncamere, voucher di assistenza, costi di audit coperti e 450 euro in più per chi ha già la UNI/PdR 125

È partito il conto alla rovescia per il bando sulla conciliazione vita-lavoro che paga alle imprese la certificazione delle politiche su maternità, paternità e carichi di cura dei dipendenti. Unioncamere mette sul piatto 7,5 milioni di euro e apre le domande il 21 settembre. L’Avviso 2026 copre la consulenza e l’audit dell’organismo accreditato, concedendo fino a 14.459,01 euro a ciascuna impresa. La certificazione UNI/PdR 192:2026 apre poi l’esonero contributivo del Decreto Lavoro, fino a esaurimento dei fondi.

In sintesi:

  • le domande di controbuto si presentano dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026 alle ore 16:00 del 31 marzo 2027 sul sito restart.infocamere.it, salvo esaurimento anticipato delle risorse (Avviso Unioncamere del 21 luglio 2026);
  • la dotazione di 7,5 milioni si divide in 3,25 milioni per i voucher di assistenza e 4,25 milioni per i servizi di certificazione, con il 60% riservato alle micro, piccole e medie imprese (art. 5);
  • i massimali per impresa sono 2.459,01 euro di voucher e 12.000 euro di contributo per l’audit, con 450 euro aggiuntivi per chi è già certificato UNI/PdR 125:2022 o Family Audit (artt. 5, 8 e 9);
  • la scadenza per conseguire la certificazione è il 30 giugno 2027, dopo la comunicazione di concessione, pena la revoca dell’agevolazione (artt. 9 e 13).

Contributi Unioncamere per la certificazione conciliazione vita-lavoro

Il pacchetto Unioncamere copre due voci di spesa che un’impresa affronta separatamente, la consulenza per costruire il sistema di gestione e l’audit dell’organismo accreditato che rilascia il certificato. I contributi per la certificazione della conciliazione vita-lavoro valgono fino a 2.459,01 euro per la prima voce e fino a 12.000 euro per la seconda, cumulabili sulla stessa domanda per un massimale di 14.459,01 euro.

La dotazione complessiva di 7.500.000 euro è ripartita in 3.250.000 euro per i voucher e 4.250.000 euro per i servizi di certificazione, con una quota del 60% riservata alle micro, piccole e medie imprese (PMI) e un ulteriore 5% accantonato per le aziende in possesso del rating di legalità, che godono anche di precedenza a parità di condizioni.

La misura nasce dal Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e dalla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, e poggia sulla prassi UNI/PdR 192:2026 “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie”, pubblicata il 14 aprile 2026. Unioncamere agisce come Soggetto Attuatore in base all’Accordo sottoscritto il 31 dicembre 2025 con il Dipartimento per le pari opportunità e il Dipartimento per le politiche della famiglia, registrato dalla Corte dei conti il 16 febbraio 2026 con il n. 478.

Requisiti imprese e pre-screening UNI/PdR 192

Possono chiedere i contributi le imprese con almeno un dipendente in pianta organica, partita IVA attiva e sede legale e operativa in Italia, oppure domicilio fiscale italiano per i titolari di sola partita IVA non iscritti al Registro delle imprese. L’art. 4 dell’Avviso richiede inoltre il pieno esercizio dei diritti senza procedure liquidatorie, la regolarità contributiva attestata dal DURC, l’assenza di cause ostative antimafia e di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001, il rispetto degli obblighi sul collocamento mirato previsti dalla L. 68/1999 e l’assolvimento dell’obbligo di polizza contro gli eventi catastrofali introdotto dall’art. 1 comma 101 della L. 213/2023, dove applicabile. Le aziende con più di 50 dipendenti devono aver trasmesso il rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile previsto dall’art. 46 del D.Lgs. 198/2006.

Prima di inoltrare la domanda l’impresa deve anche superare il test di pre-screening disponibile online sul sito web conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it, attivo dal 21 settembre 2026. Il questionario misura la maturità organizzativa rispetto ai requisiti della prassi e, se il punteggio non raggiunge la soglia, indica le azioni da introdurre prima di ripeterlo. Tutti i requisiti vanno mantenuti dalla presentazione della domanda fino all’erogazione dei servizi.

Voucher per l’assistenza alla certificazione

Il voucher finanzia un percorso di tutoraggio con un esperto selezionato da Unioncamere, per un massimo di sei giornate del valore di 409,84 euro ciascuna al netto di IVA, pari a 2.459,01 euro complessivi. L’accompagnamento riguarda l’analisi dei processi aziendali, l’individuazione degli scostamenti rispetto ai requisiti della UNI/PdR 192:2026, la personalizzazione della documentazione messa a disposizione dal Soggetto Attuatore, l’implementazione del sistema di gestione, l’elaborazione del Piano aziendale, il monitoraggio degli indicatori di performance e la pre-verifica di conformità.

Unioncamere salda direttamente l’esperto dopo la rendicontazione delle attività, firmata dal legale rappresentante e dal consulente, così l’azienda evita ogni anticipo di cassa. Se durante il percorso emerge che il livello di conformità è già adeguato, l’impresa può rinunciare a una o più giornate con l’apposito modulo, senza perdere il contributo per la certificazione.

Contributo per audit di certificazione UNI/PdR 192

Il contributo per l’audit vale fino a 1.200 euro per ogni giornata di verifica, entro il tetto di 12.000 euro per impresa, ed è parametrato ai tempi di audit fissati dal documento internazionale IAF MD 5. Il calcolo si basa sugli addetti equivalenti coinvolti nei processi più critici del sistema di gestione, un insieme più ristretto dell’organico aziendale complessivo. Una società con centocinquanta dipendenti che circoscrive l’area certificata a venti addetti rientra così nella fascia da tre giornate, e le eccedenze rispetto ai massimali gravano sull’impresa.

Addetti equivalenti Giornate di audit e contributo massimo
1-5 1,5 giornate, 1.800 euro
5,1-10 2 giornate, 2.400 euro
10,1-15 2,5 giornate, 3.000 euro
15,1-25 3 giornate, 3.600 euro
25,1-45 4 giornate, 4.800 euro
45,1-65 5 giornate, 6.000 euro
65,1-85 6 giornate, 7.200 euro
85,1-125 7 giornate, 8.400 euro
125,1-175 8 giornate, 9.600 euro
175,1-249 9 giornate, 10.800 euro
oltre 250 10 giornate, fino a 12.000 euro

Alle aziende che alla data della domanda possiedono già la certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 o lo standard Family Audit spetta, su richiesta, un incremento di 450 euro del contributo di certificazione. La somma copre i costi di sorveglianza per il mantenimento della certificazione preesistente che maturano tra la domanda e il rilascio della UNI/PdR 192:2026, e porta il massimale complessivo a 14.909,01 euro. La previsione dell’art. 5 comma 4 dell’Avviso attua l’art. 5 comma 3 della L. 162/2021.

Domanda su ReStart, i documenti da allegare

La domanda si inoltra per via telematica sul sito restart.infocamere.it e deve contenere quattro allegati firmati digitalmente, a pena di inammissibilità. Servono il modulo dichiarazioni generato online sul portale della conciliazione, il riepilogo delle risposte al test di pre-screening con l’esito positivo, il preventivo di un organismo di certificazione iscritto all’Elenco ufficiale e il modulo prodotto dalla procedura ReStart. È obbligatorio indicare un unico indirizzo PEC, presso il quale si intendono validamente ricevute tutte le comunicazioni.

Il preventivo dell’organismo deve indicare la durata dell’audit, la tariffa giornaliera comprensiva di trasferte e oneri di pratica, e la clausola che addossa all’impresa i costi in caso di mancato conseguimento della certificazione o di superamento del massimale. L’accettazione formale del preventivo può arrivare anche dopo la comunicazione di concessione, mentre ogni variazione dell’organismo o del preventivo va autorizzata prima dell’avvio delle attività e non può in nessun caso aumentare il contributo concesso.

Tempi di istruttoria e scadenze di certificazione

L’istruttoria si chiude entro 90 giorni dall’invio telematico e la certificazione va conseguita entro il 30 giugno 2027; chi presenta la domanda negli ultimi giorni della finestra rischia pertanto di non avere il tempo materiale per arrivare al certificato.

L’istruttoria segue l’ordine cronologico di presentazione, con sospensione dei termini in caso di richiesta di integrazioni. La certificazione, per espressa previsione dell’art. 9 comma 4, va ottenuta in data successiva alla comunicazione di concessione, e l’azienda che si certifica prima subisce la revoca del contributo.

La procedura a sportello sospende le domande non finanziabili per esaurimento delle risorse e le istruisce soltanto se si liberano fondi per rinunce, revoche o rifinanziamento della misura.

Il termine del 30 giugno 2027 vale anche per il voucher, che va speso in tempo utile per arrivare alla certificazione, pena la decadenza di tutte le agevolazioni concesse. Se il certificato non arriva entro quella data, il contributo salta e il compenso dell’organismo è interamente a carico dell’azienda. Unioncamere si è riservata la possibilità di comunicare una proroga, che al momento non è stata disposta.

Spese escluse dal contributo

Il contributo copre soltanto quattro voci della prima certificazione, ossia: esame della domanda, verifica documentale, verifica in sede con osservazione diretta dell’attività e rilascio del certificato. Sono esclusi il pre-audit, gli audit supplementari, la sorveglianza annuale e il rinnovo, che l’azienda paga per intero.

Ogni impresa può beneficiare una sola volta di ciascuna delle due tipologie di agevolazione.

Rispetto delle soglie de minimis

I contributi sono concessi in regime de minimis ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831, con le discipline specifiche per agricoltura e pesca, e non sono cumulabili sugli stessi costi ammissibili con altri aiuti di Stato o de minimis. L’impatto sul plafond disponibile va verificato prima della domanda, perché l’istruttoria include il controllo dei massimali sul Registro nazionale degli aiuti di Stato. L’elenco delle imprese beneficiarie è pubblicato sul portale della conciliazione e quella pubblicazione ha valore di notifica a ogni effetto di legge.

Il testo dell’Avviso e i quattro allegati sono consultabili sul sito ufficiale del bando Unioncamere.

Esonero contributivo per imprese certificate UNI/PdR 192

La certificazione UNI/PdR 192:2026 apre l’accesso ad ulteriore beneficio. L’art. 6 del DL 62/2026, convertito con modificazioni dalla L. 112 del 25 giugno 2026, riconosce infatti alle aziende certificate un esonero contributivo fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite di 50.000 euro annui per impresa e con l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche invariata.

L’1% indica il tetto massimo dell’agevolazione, la cui entità effettiva è affidata a un decreto interministeriale, insieme alla riparametrazione mensile e alle procedure di acquisizione delle certificazioni. Il provvedimento era atteso entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione e non risulta ancora adottato, così come mancano le istruzioni INPS per l’applicazione in denuncia contributiva.

Alle imprese certificate il decreto riconosce anche l’accesso ad attività di promozione offerte dall’ICE per l’internazionalizzazione.