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Certificazione parità di genere: requisiti, KPI e incentivi per le PMI

di Anna Fabi

17 Settembre 2026 11:03

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Organizzazioni certificate UNI/PdR 125, FAQ 2026 vincolanti per l'audit: la tabella con stima dell'esonero INPS in base al numero di dipendenti.

La certificazione della parità di genere, rilasciata sulla base della prassi di riferimento UNI, si è diffusa in pochi anni anche tra le piccole imprese italiane, perché al sistema di gestione su carriere, retribuzioni e genitorialità la legge collega un esonero contributivo e un maggior punteggio nelle gare pubbliche. Quest’anno gli audit seguono la nuova edizione delle FAQ di Accredia e UNI, vincolante per gli organismi che rilasciano il certificato, e per le PMI il numero di indicatori da rispettare varia con i dipendenti.

In sintesi:

  • a maggio 2026 le organizzazioni certificate UNI/PdR 125 sono 14.612 per circa 40mila siti (dati Accredia diffusi da UNI nel Rendiconto di sostenibilità);
  • la certificazione richiede almeno il 60% del punteggio su 33 indicatori, che per le microimprese si riducono a 8 e per le piccole imprese a 13, secondo la prassi UNI/PdR 125:2022;
  • l’esonero previsto dall’art. 5 della L. n. 162/2021 arriva all’1% dei contributi a carico del datore di lavoro, entro 50.000 euro annui per codice fiscale;
  • le stazioni appaltanti assegnano un maggior punteggio alle imprese certificate, ai sensi dell’art. 108, comma 7, del D.Lgs. n. 36/2023.

Prassi UNI/PdR 125 per la certificazione sulla parità di genere

La certificazione della parità di genere è un attestato volontario previsto dall’art. 46-bis del D.Lgs. n. 198/2006, introdotto dall’art. 4 della L. n. 162/2021, che un organismo accreditato ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 rilascia alle organizzazioni conformi alla prassi UNI/PdR 125:2022, pubblicata da UNI il 16 marzo 2022. La disciplina si completa con l’art. 1, commi 145-147, della L. n. 234/2021 e con il decreto della Ministra per le pari opportunità e la famiglia del 29 aprile 2022, che ha recepito la prassi come parametro minimo e obbliga il datore di lavoro a un’informativa annuale sul grado di adeguamento, destinata alle rappresentanze sindacali aziendali e alle consigliere e ai consiglieri territoriali e regionali di parità.

Possono chiederla organizzazioni pubbliche e private di ogni dimensione, compresi consorzi e reti d’impresa iscritte al Registro delle imprese. Le organizzazioni certificate sono cresciute da 150 nel 2022 a 14.612 a maggio 2026, per circa 40mila siti, mentre gli organismi accreditati da Accredia per lo schema erano 62 a settembre 2025.

Sei aree di valutazione, KPI per dimensione e soglia del 60%

La prassi valuta l’organizzazione su sei aree con peso diverso e su 33 indicatori di prestazione, qualitativi e quantitativi, e rilascia la certificazione a chi ottiene almeno il 60% del punteggio massimo previsto per la propria fascia dimensionale.

Area di valutazione Peso e numero di indicatori
Cultura e strategia 15%, 7 indicatori
Governance 15%, 5 indicatori
Processi HR 10%, 6 indicatori
Opportunità di crescita e inclusione delle donne 20%, 7 indicatori
Equità remunerativa per genere 20%, 3 indicatori
Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro 20%, 5 indicatori

Per le imprese più piccole il numero di indicatori applicabili si riduce, secondo fasce definite dagli addetti.

Fascia dimensionale KPI da rispettare
Microimpresa, da 1 a 9 addetti 8
Piccola impresa, da 10 a 49 addetti 13
Media impresa (50-249 addetti) e grande impresa (250 e oltre) tutti gli indicatori della prassi

Nelle FAQ 2026 Accredia e UNI chiariscono che un KPI non misurabile vale zero e che gli indicatori qualitativi danno punteggio solo se pienamente soddisfatti; per molti KPI servono i benchmark ISTAT e INPS riferiti ai due anni precedenti la verifica. Per gli indicatori sulle donne dirigenti, quando il CCNL applicato non prevede la qualifica, conta il ruolo effettivo desumibile da organigramma e mansionario, con una motivazione documentata.

La politica per la parità di genere è definita dalla direzione con un comitato guida, affidata a una figura responsabile con competenze organizzative e di genere e pubblicata sul sito dell’organizzazione.

Come ottenere la certificazione: audit, sorveglianza e rinnovo

Il certificato ha una validità di 36 mesi e si mantiene con audit di sorveglianza annuali, rivalutazione dei KPI ogni due anni e rinnovo alla scadenza, secondo la terza edizione delle FAQ Accredia-UNI pubblicata a gennaio 2026, prescrittiva per gli organismi di certificazione.

Il percorso per una PMI si articola in cinque fasi:

  1. analisi degli scostamenti rispetto ai KPI della propria fascia dimensionale, con i dati interni e i benchmark ISTAT e INPS;
  2. adozione del sistema di gestione, con politica per la parità, piano strategico, comitato guida e responsabile;
  3. richiesta di preventivo a un organismo accreditato per lo schema, individuabile nelle banche dati Accredia;
  4. audit di certificazione in presenza o da remoto e rilascio del certificato;
  5. informativa annuale a rappresentanze sindacali e consigliere di parità, audit di sorveglianza e domanda di esonero all’INPS nella prima campagna utile.

Gli audit da remoto sono ammessi solo in modalità sincrona, e gli organismi certificano esclusivamente la UNI/PdR 125:2022: la UNI ISO 30415 su diversità e inclusione non contiene requisiti certificabili.

Esonero contributivo INPS, stima per numero dipendenti

Le imprese certificate hanno diritto a un esonero contributivo non superiore all’1% dei contributi previdenziali a proprio carico, esclusi premi e contributi INAIL, entro 50.000 euro annui per codice fiscale, pari a 4.166,66 euro per ciascun mese di validità del certificato, ai sensi dell’art. 5 della L. n. 162/2021. Lo stanziamento vale 50 milioni di euro annui e, se le richieste lo superano, l’INPS ripartisce le risorse tra gli aventi diritto.

L’INPS raccoglie le domande di esonero contributivo per la certificazione di parità con campagne annuali sul modulo SGRAVIO PAR_GEN del Portale delle Agevolazioni. Il Messaggio INPS n. 3804/2025 del 16 dicembre 2025 ha fissato al 30 aprile 2026 il termine per le certificazioni rilasciate entro il 31 dicembre 2025, come riporta l‘INPS. Chi si certifica nel 2026 presenta domanda nella campagna successiva, mentre chi ha già ottenuto l’accoglimento non la ripete, perché l’esonero copre tutti i 36 mesi di validità.

Nella domanda l’impresa indica retribuzione media mensile globale, aliquota contributiva datoriale media e forza aziendale stimate per il periodo di validità, e l’esonero si ricava applicando la percentuale riconosciuta ai contributi datoriali che ne derivano. La tabella stima il beneficio annuo per una PMI con retribuzione media di 2.000 euro al mese per dipendente e aliquota datoriale media ipotizzata al 30%, su 12 mensilità e prima dell’eventuale riparto.

Dipendenti Esonero annuo stimato
5 360 euro
10 720 euro
25 1.800 euro
50 3.600 euro
100 7.200 euro
249 17.928 euro

Con le stesse ipotesi ogni dipendente vale 72 euro di esonero l’anno e il tetto annuo si raggiunge solo oltre i 694 dipendenti: per una piccola o media impresa il beneficio cresce in proporzione all’organico senza incontrare il limite.

Appalti pubblici e aiuti di Stato, i punteggi premiali

Nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti le stazioni appaltanti prevedono un maggior punteggio per le imprese che dimostrano politiche per la parità di genere con il possesso della certificazione, ai sensi dell’art. 108, comma 7, del D.Lgs. n. 36/2023, nel testo modificato dall’art. 2 del DL n. 57/2023. La modifica ha eliminato l’autocertificazione prevista nella prima versione del Codice: per il punteggio serve il certificato rilasciato dall’organismo accreditato.

L’art. 5, comma 3, della L. n. 162/2021 prevede inoltre un punteggio premiale per le imprese certificate quando le autorità titolari di fondi europei, nazionali o regionali valutano i progetti presentati per ottenere aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti.

Contributi alle PMI per la certificazione e misure collegate

I contributi PNRR per accompagnare le micro, piccole e medie imprese verso la certificazione sono stati assegnati con due avvisi gestiti da Unioncamere per il Dipartimento per le pari opportunità: il primo, pubblicato il 6 novembre 2023, si è chiuso il 28 marzo 2024; il secondo, aperto anche ai professionisti, ha raccolto domande dal 26 febbraio al 18 aprile 2025. A metà settembre 2026 il portale Unioncamere dedicato non indica nuove finestre, mentre le imprese già ammesse possono prenotare cinque giornate di assistenza con gli esperti selezionati.

Per le imprese già certificate UNI/PdR 125:2022 si apre un secondo percorso sulla conciliazione vita-lavoro: i contributi Unioncamere per la certificazione UNI/PdR 192 si chiedono dal 21 settembre 2026 e riconoscono 450 euro in più a chi ha già la certificazione di parità, mentre lo sgravio contributivo per le aziende certificate UNI/PdR 192 ha un decreto attuativo sottoscritto e attende le istruzioni INPS.