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Sconti IMU e TARI e bonus prima casa, il Governo studia nuovi incentivi

di Redazione PMI.it

15 Luglio 2026 11:30

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Obiettivo riqualificazione e la transizione sostenibile del patrimonio edilizio pubblico, il viceministro Leo ipotizza sconti fiscali e nuovi bonus casa.

Nuovi incentivi fiscali per la rigenerazione urbana e per la casa. È l’apertura del viceministro dell’Economia Maurizio Leo alla presentazione del Rapporto annuale dell’Agenzia del Demanio alla Camera. Un pacchetto di ipotesi che va dallo sconti fiscali per gli immobili rigenerati all’IVA agevolata sulle locazioni residenziali, fino a nuovi aiuti per gli under 36, con una condizione ripetuta a ogni voce: se ne farà qualcosa solo reperendo le risorse.

Le ipotesi allo studio, coperture permettendo:

  • riduzione di IMU e TARI e dei canoni di occupazione del suolo per gli immobili oggetto di rigenerazione urbana;
  • IVA agevolata al 5% sulle locazioni residenziali;
  • assimilazione agli immobili strumentali dei fabbricati residenziali locati dalle imprese di costruzione;
  • nuovi incentivi per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36.

Le ipotesi fiscali per la rigenerazione anticipate da Leo

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha aperto a un pacchetto di misure incentivanti per accelerare il recupero del patrimonio immobiliare, pur precisando che si tratta di ipotesi legate alla disponibilità di coperture. «Per incentivare il partenariato pubblico-privato possiamo pensare a interventi fiscali», ha dichiarato alla Camera, alla presentazione del Rapporto Demanio 2026 dell’8 luglio. Al momento nessun provvedimento è stato depositato e ogni misura rimane subordinata alle risorse che il Governo riuscirà a trovare.

IMU e TARI più leggere sugli immobili rigenerati

La prima leva ipotizzata agisce sui tributi locali che gravano sugli immobili rigenerati, con una riduzione di IMU e TARI e dei canoni di occupazione del suolo per chi ristruttura o riconverte un edificio con criteri di sostenibilità e nuova funzione urbana.

Oggi un’agevolazione del genere non esiste: le riduzioni IMU e TARI in vigore seguono altre logiche, dal canone concordato al comodato ai parenti, e non premiano la rigenerazione in quanto tale. L’ipotesi introdurrebbe un beneficio nuovo, agganciato all’intervento edilizio e non alla tipologia di contratto o di possessore.

IVA agevolata sugli affitti e immobili strumentali per i costruttori

Per le imprese del settore le ipotesi toccano due fronti. L’IVA sulle locazioni residenziali scenderebbe al 5% e i fabbricati residenziali locati dalle imprese di costruzione sarebbero assimilati agli immobili strumentali.

L’assimilazione avrebbe l’effetto pratico di rendere più conveniente investire in edilizia residenziale destinata all’affitto, favorendo la liquidità degli operatori e la rotazione del patrimonio, con la possibilità di riportare a reddito immobili dismessi o sfitti. È la parte del pacchetto pensata per mobilitare i capitali privati sulla rigenerazione, che il Demanio indica come leva strategica del proprio lavoro sui compendi pubblici.

Prima casa under 36, l’ipotesi di nuovi aiuti

Per i giovani, Leo ha ipotizzato nuovi incentivi all’acquisto della prima casa under 36, che oggi possono contare soprattutto sul Fondo di garanzia mutui prima casa.

Le agevolazioni fiscali dirette del vecchio bonus under 36, ossia l’esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale e il credito d’imposta sull’IVA, non sono più riconosciute in via generalizzata: rimane operativa la garanzia statale sul mutuo, mentre gli sgravi sull’atto valgono solo nei casi previsti dalla normativa ordinaria. Un intervento come quello anticipato dal viceministro segnerebbe quindi un ritorno delle agevolazioni fiscali per i più giovani.

I numeri del Rapporto Demanio 2026

Sul fronte del recupero energetico del patrimonio esistente, nel 2025 le iniziative di valorizzazione hanno attratto 120 milioni di euro di investimenti privati, il segnale di interesse su cui il Governo conta per costruire, risorse permettendo, gli incentivi fiscali annunciati.

Il patrimonio immobiliare dello Stato vale 63,2 miliardi di euro, distribuiti su oltre 45mila immobili tra caserme, uffici, carceri, edifici storici e musei. È il quadro del Rapporto annuale 2026 dell’Agenzia del Demanio, che ha attivato 5,1 miliardi di investimenti, un quinto dei quali già realizzato, e che nella classifica OICE risulta la prima stazione appaltante per volumi di affidamenti in BIM.

«L’immobile pubblico torna a essere visto come strumento attivo del Paese», ha affermato la direttrice Alessandra dal Verme. Lo strumento centrale è il Piano Città degli Immobili Pubblici: al 30 giugno 2026 sono 37 gli accordi firmati, con l’obiettivo di arrivare a 65 entro il 2028 su 439 immobili e 5,1 milioni di metri quadrati di superficie lorda.