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CPB 2026-2027 con adesione o rinnovo entro il 2 novembre: regole, vantaggi e sanatoria

di Teresa Barone

25 Settembre 2026 09:30

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Concordato preventivo biennale 2026-2027, rinnovo e adesione entro il 2 novembre: i premi per chi resta e il costo del ravvedimento speciale per fascia ISA

Gli studi professionali si attendono per il concordato preventivo biennale 2026-2027 un’adesione entro la scadenza del 2 novembre simile a quella del primo biennio: una platea selezionata di Partite IVA e piccole imprese, con i rinnovi destinati a incidere non poco sul risultato finale. Nel frattempo, l’Agenzia delle Entrate ha caricato nei cassetti fiscali le schede CPB nel Cassetto fiscale, con il punteggio di affidabilità e, per chi rinnova, il calcolo della sanatoria sugli anni pregressi.

Il Decreto Omnibus ha infatti concentrato i vantaggi maggiori su chi resta nel CPB, ossia su chi rinnova: soglie più alte per compensazioni e rimborsi, accertamenti più brevi e un ravvedimento speciale sugli anni pregressi, il cui costo varia molto in base al punteggio ISA.

In sintesi:

  • il rinnovo riguarda circa 460mila Partite IVA entrate nel 2024-2025, mentre le comunicazioni AdE nei Cassetti fiscali online hanno raggiuto 2,7 milioni soggetti ISA;
  • 6 studi su 10 hanno già calcolato il reddito proposto e oltre il 96% prevede adesioni per il 25% dei clienti secondo una survey del Sole 24 Ore tra gli iscritti a Speciale Telefisco, condotta dall’11 al 15 settembre 2026
  • l’articolo 28 del D.Lgs. 148/2026 porta per chi rinnova l’esonero dal visto di conformità a 100.000 euro annui per i crediti IVA e a 70.000 euro per imposte dirette e IRAP;
  • l’articolo 29 del D.Lgs. 148/2026 concede a chi rinnova una sanatoria per le annualità dal 2020 al 2023 con un’imposta sostitutiva dal 10% al 15% su un reddito maggiorato in base al punteggio ISA.

Scadenza CPB 2026-2027 al 2 novembre

Il termine per aderire al CPB 2026-2027 è lunedì 2 novembre 2026 per chi ha il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. L’articolo 7-bis del D.L. 27 marzo 2026, n. 38, convertito dalla Legge 22 maggio 2026, n. 88, ha fissato il termine legale al 31 ottobre, che quest’anno cade di sabato, allineandolo alla presentazione del Modello Redditi 2026: la convenienza si valuta così sui dati definitivi della dichiarazione.

L’adesione si comunica con il Modello CPB 2026/2027, inviato insieme al modello ISA allegato a Redditi 2026 oppure in via autonoma con il solo frontespizio di Redditi 2026, indicando il codice 1 nella casella “Comunicazione CPB”. Entro lo stesso termine è possibile trasmettere una nuova comunicazione che sostituisce la precedente oppure revocare l’adesione.

Per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare, la scadenza è fissata all’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta.

Rinnovo CPB con nuovi soci fino a 35mila euro

Il rinnovo del CPB 2026-2027 può proseguire anche in presenza di alcune modifiche della compagine sociale o associativa. L’articolo 28 del D.Lgs. 148/2026 ammette l’ingresso di nuovi soci o associati che nell’anno precedente abbiano percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati, oppure conseguito redditi d’impresa o di lavoro autonomo, nel rispetto del limite di 35.000 euro previsto dalla norma.

La modifica riduce uno degli ostacoli che potevano interrompere la continuità del concordato per società e associazioni interessate da variazioni nella propria composizione. Per società tra professionisti, associazioni professionali e società tra avvocati il decreto interviene inoltre sul rapporto tra attività esercitata e ISA applicabile.

Regole per la prima adesione e per il rinnovo

Il Decreto Omnibus distingue con maggiore nettezza le regole applicabili a tutti gli aderenti dai benefici riservati al rinnovo. Il confronto aiuta a individuare subito quali novità possono essere utilizzate dal contribuente:

Regola Trattamento nel CPB 2026-2027
Debiti tributari e contributivi Il requisito previsto dall’articolo 10, comma 2, del D.Lgs. 13/2024 continua a essere verificato ai fini dell’accesso.
Ingresso di nuovi soci o associati La deroga con soglia reddituale di 35.000 euro è prevista per il rinnovo.
Correzione di errori nella dichiarazione La dichiarazione integrativa può rideterminare la proposta e le sanzioni possono essere definite con ravvedimento operoso.
Benefici ISA rafforzati Le nuove soglie per visto di conformità, rimborsi e termini di accertamento sono riservate a chi rinnova.
Rate delle imposte 2026-2027 Chi rinnova può effettuare i versamenti rateali senza interessi.
Ravvedimento speciale 2020-2023 Possono utilizzarlo i soggetti ISA che rinnovano il concordato.

Debiti fiscali e accesso al CPB

Per l’accesso al Concordato Preventivo Biennale continua a valere il requisito dell’articolo 10, comma 2, del D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13. Con riferimento al periodo d’imposta precedente, devono essere verificati i debiti per tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate e quelli contributivi definitivamente accertati, tenendo conto della soglia complessiva di 5.000 euro e delle regole previste per estinzione, sospensione e rateazione.

Il Decreto Omnibus interviene invece sugli effetti successivi. L’articolo 28 sopprime dall’articolo 22 del D.Lgs. 13/2024 la precedente lettera d), collegata alla decadenza per il venir meno della condizione prevista dall’articolo 10, comma 2. La presenza dei debiti fiscali o contributivi conserva quindi rilievo nella verifica iniziale dei requisiti, mentre cambia la disciplina della decadenza.

Adesione irregolare e decadenza dal CPB

Dal biennio 2026-2027, l’adesione effettuata senza i requisiti richiesti oppure in presenza di una causa di esclusione è priva di effetti. Il D.Lgs. 148/2026 inserisce questa regola direttamente negli articoli 10 e 11 della disciplina del CPB, separando tali fattispecie dalle ipotesi di decadenza.

Il decreto riscrive anche una delle cause di decadenza dal CPB. Se, a seguito di un accertamento sul periodo d’imposta precedente a quelli concordati, emergono errori od omissioni nei dati utilizzati per determinare la proposta, la decadenza si produce quando il reddito o il valore netto della produzione ricalcolati risultano superiori di almeno il 30% rispetto a quelli concordati.

Errori dichiarativi corretti con ravvedimento

Gli errori o le omissioni nei ricavi, nei compensi o negli altri dati comunicati per elaborare la proposta possono essere rimossi attraverso una dichiarazione integrativa. In base al nuovo comma 3-bis dell’articolo 19 del D.Lgs. 13/2024, il reddito o il valore netto della produzione concordati sono rideterminati sui dati corretti.

Le sanzioni collegate alle violazioni possono essere definite mediante ravvedimento operoso ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472. La novità consente quindi di riallineare i dati dichiarativi e la proposta di concordato senza lasciare cristallizzati valori derivanti da informazioni errate.

Più vantaggi per chi rinnova il CPB

Il rinnovo del Concordato Preventivo Biennale dà accesso a un pacchetto premiale più ampio previsto dall’articolo 28 del D.Lgs. 148/2026:

  • l’esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti sale fino a 100.000 euro annui per l’IVA e fino a 70.000 euro annui per imposte dirette e IRAP, contro i 70.000 e 50.000 euro riconosciuti agli altri aderenti;
  • l’esonero dal visto di conformità o dalla garanzia per i rimborsi IVA si applica fino a 100.000 euro annui;
  • i termini di decadenza per l’attività di accertamento sui redditi d’impresa e di lavoro autonomo e ai fini IVA sono anticipati di due anni, anziché di uno;
  • per il biennio 2026-2027 i versamenti rateali delle imposte effettuati ai sensi dell’articolo 20 del D.Lgs. 241/1997 sono eseguiti senza interessi;
  • chi rinnova non versa la maggiorazione dell’acconto sulla differenza tra reddito concordato e reddito dell’anno precedente.

Ravvedimento speciale CPB 2020-2023

Il ravvedimento speciale previsto dall’articolo 29 del D.Lgs. 148/2026 è riservato ai soggetti ISA che hanno aderito al biennio 2024-2025 e rinnovano il concordato per il 2026-2027 entro il termine di legge: ne sono esclusi chi aderisce per la prima volta e chi è entrato soltanto nel 2025-2026. Si può sanare anche una sola annualità tra il 2020 e il 2023.

La base imponibile è la maggiorazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato, graduata sul punteggio ISA di ciascun anno. Sulla maggiorazione si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle addizionali, più il 3,9% a titolo di IRAP dove dovuta:

Punteggio ISA
dell’annualità
Maggiorazione
del reddito dichiarato
Aliquota sostitutiva
2022 e 2023
10 5% 10%
da 8 a meno di 10 10% 10%
da 6 a meno di 8 20% 12%
da 4 a meno di 6 30% 15%
da 3 a meno di 4 40% 15%
inferiore a 3 50% 15%

Per il 2020 e il 2021 le imposte sostitutive sono ridotte del 30% in considerazione della pandemia. Regole specifiche riguardano gli anni con cause di esclusione dagli ISA legate al Covid, al non normale svolgimento dell’attività o all’esercizio di più attività non comprese nello stesso ISA, quando i ricavi delle attività secondarie superano il 30% del totale.

Quanto costa il ravvedimento per fascia ISA

Moltiplicando la maggiorazione per l’aliquota si ottiene l’imposta effettiva in percentuale del reddito dichiarato. L’imposta sui redditi e sulle addizionali dovuta per ciascuna annualità non può essere inferiore a 1.000 euro: sotto una certa soglia di reddito si paga quindi il minimo.

Punteggio ISA Imposta sul reddito
dichiarato, 2022 e 2023
Reddito dichiarato
sotto cui si paga il minimo
10 0,5% 200.000 euro
da 8 a meno di 10 1% 100.000 euro
da 6 a meno di 8 2,4% circa 41.700 euro
da 4 a meno di 6 4,5% circa 22.200 euro
da 3 a meno di 4 6% circa 16.700 euro
inferiore a 3 7,5% circa 13.300 euro

Per i contribuenti più affidabili il minimo per annualità copre gran parte dei casi: con un punteggio tra 8 e 10 l’imposta calcolata è inferiore al minimo fino a 100.000 euro di reddito dichiarato. Per il 2020 e il 2021, con l’aliquota ridotta del 30%, la soglia della stessa fascia sale a circa 142.900 euro.

Un professionista con punteggio ISA di 8,5 in tutti e quattro gli anni e 60.000 euro di reddito dichiarato in ciascuno calcolerebbe 600 euro per il 2022 e il 2023 e 420 euro per il 2020 e il 2021. In tutti gli anni paga quindi il minimo, per un totale di 4.000 euro di imposte sui redditi, oltre all’eventuale IRAP sostitutiva. Con un punteggio di 7 e lo stesso reddito, la maggiorazione sale al 20% e l’aliquota al 12%: 1.440 euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e 1.008 euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, in totale 4.896 euro.

Il versamento si effettua in unica soluzione dal 1° gennaio al 15 marzo 2027 oppure in un massimo di dieci rate mensili, con interessi al tasso legale dal 16 marzo 2027. Il perfezionamento esclude, per le annualità definite, le rettifiche del reddito d’impresa o di lavoro autonomo, salvo decadenza dal concordato.

Tetti ISA sulla proposta CPB

La Legge 88/2026 ha esteso i limiti all’incremento della proposta CPB anche ai contribuenti con punteggi ISA inferiori a 8. La percentuale massima rispetto al reddito dichiarato nel periodo precedente, rettificato secondo le regole del concordato, segue questa scala:

Punteggio ISA Incremento massimo della proposta
10 10%
da 9 a meno di 10 15%
da 8 a meno di 9 25%
da 6 a meno di 8 30%
da 1 a meno di 6 35%

Il limite percentuale deve essere coordinato con i valori di riferimento settoriali utilizzati nella metodologia di elaborazione della proposta. Il software ISA 2026 e i criteri della proposta CPB consentono di lavorare sui dati fiscali e contabili utilizzati dall’Agenzia delle Entrate.

Iperammortamento e reddito concordato

La disciplina del 2026 comprende anche l’iperammortamento tra le componenti che rettificano il reddito concordato. L’articolo 7 del D.L. 38/2026, come convertito dalla Legge 88/2026, ha inserito nell’articolo 16 del D.Lgs. 13/2024 la maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria prevista dalla Legge di Bilancio 2026.

Per le imprese aderenti al CPB, la maggiorazione fiscale collegata agli investimenti agevolati determina quindi una variazione del reddito concordato secondo le regole proprie dell’incentivo. Requisiti, aliquote e adempimenti dell’iperammortamento 2026 devono essere verificati insieme alla proposta fiscale del biennio.

Adesioni al CPB 2026-2027, le previsioni dei commercialisti

Oltre il 96% dei professionisti che hanno risposto alla survey del Sole 24 Ore prevede che i clienti interessati al CPB 2026-2027 non superino il 25% del portafoglio. La stima ricalca il primo biennio: per il 2024-2025 l’88,7% dei partecipanti indica adesioni fino al 25% della clientela. Più dell’80% degli studi segnala clienti in possesso dei requisiti, e 6 su 10 hanno già calcolato il reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate.

Tra i vantaggi del patto con il Fisco, il 77,6% dei professionisti indica la possibilità di tassare un reddito inferiore a quello effettivo, il 15% i limiti agli accertamenti e una quota ridotta il regime premiale ISA. La scelta dipende quindi dallo scarto fra il reddito proposto e quello atteso per il 2026 e il 2027: a ridosso della scadenza lo studio conosce l’andamento di quasi tutto l’anno in corso. La rilevazione raccoglie le risposte degli iscritti a un servizio di aggiornamento professionale e non ha valore statistico sul totale degli studi.

La platea comprende circa 460mila Partite IVA entrate nel concordato per il 2024-2025, chiamate a decidere sul rinnovo, oltre ai soggetti ISA che non hanno mai aderito. Chi ha scelto il CPB soltanto per il 2025-2026 completa il biennio in corso ed è escluso dall’adesione al 2026-2027. Le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, disponibili nei cassetti fiscali dal 21 settembre, riguardano circa 2,7 milioni di contribuenti ISA.