Tratto dallo speciale:

La classifica dei redditi dichiarati in Italia, per settore e professione

di Barbara Weisz

2 Ottobre 2026 09:56

logo PMI+ logo PMI+
I redditi medi lordi dichiarati in Italia, categoria per categoria: in testa gli sportivi e i notai, seguono gli intermediari del commercio: le classifiche comparate

Gli sportivi professionisti guidano la graduatoria dei redditi dichiarati al Fisco, davanti ai sanitari iscritti alla Cassa Pensioni Sanitari e ai giornalisti dipendenti. Tra i liberi professionisti il primo posto va ai notai, tra gli autonomi agli intermediari del commercio.

Le medie della classifica – stilata dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali su dati MEF inerenti le dichiarazioni 2025 – riguardano chi presenta la dichiarazione e comprendono anche gli iscritti che dichiarano reddito zero o negativo, fattore chiave che spiega buona parte della distanza tra questi importi e le retribuzioni rilevate sul mercato del lavoro.

In sintesi:

  • la tredicesima edizione dell’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali ha elaborato i dati del Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni presentate nel 2025 per i redditi prodotti nel 2024;
  • gli importi sono redditi lordi, tengono conto delle aliquote IRPEF 2026 ed elaborano fonti MEF relative all’anno d’imposta 2024, compresi gli iscritti con reddito zero;
  • gli sportivi professionisti dichiarano in media venti volte il reddito dei coltivatori diretti, le due categorie agli estremi della graduatoria degli iscritti INPS;
  • tra gli iscritti alle Casse professionali il rapporto tra il primo posto dei notai e l’ultimo dei giornalisti con contratto di collaborazione è di quindici a uno.

Iscritti INPS: in testa i redditi di sportivi e sanitari

Tra i lavoratori iscritti all’INPS, il reddito medio lordo più alto del 2024 è quello degli sportivi professionisti, 250.830 euro, su una platea di circa 8.400 contribuenti tra calcio, ciclismo e altre discipline. Seguono i 117mila sanitari iscritti alla Cassa Pensioni Sanitari, con 94.020 euro, e i 13.700 giornalisti dipendenti transitati dall’INPGI all’INPS nel luglio 2022, con 70.220 euro.

La fascia intermedia raccoglie servizi e pubblico impiego: 12.831 addetti del settore volo tra piloti e personale di bordo a 40.530 euro, i 3,2 milioni di dipendenti di Stato ed enti locali tra 38.390 e 35.020 euro, il settore trasporti a 34.240 euro.

La graduatoria mette in fila lavoro dipendente e gestioni autonome INPS, quindi accanto a statali e insegnanti compaiono artigiani, commercianti e coltivatori diretti, che chiudono la classifica con 12.320 euro.

Categoria di iscritti INPS Reddito medio 2024 (variazione sul 2023)
Sportivi professionisti 250.830 euro (-7,1%)
Sanitari (Cassa Pensioni Sanitari) 94.020 euro (+8,1%)
Giornalisti dipendenti 70.220 euro (+2,8%)
Lavoratori del settore volo 40.530 euro (+1,9%)
Statali 38.390 euro (+1,9%)
Dipendenti enti locali 35.020 euro (+0,9%)
Lavoratori del settore trasporti 34.240 euro (+2,9%)
Ufficiali giudiziari 34.000 euro (-7,8%)
Dipendenti Poste 33.410 euro (+2,0%)
Artigiani 29.940 euro (+19,7%)
Insegnanti 28.300 euro (+5,4%)
Dipendenti privati 26.930 euro (+4,2%)
Commercianti 25.110 euro (+8,3%)
Lavoratori dello spettacolo 24.810 euro (-4,2%)
Parasubordinati 23.580 euro (-1,2%)
Coltivatori diretti, coloni e mezzadri 12.320 euro (+1,7%)

Casse professionali: notai, attuari e farmacisti sul podio

Tra i liberi professionisti iscritti alle Casse privatizzate il reddito più alto è quello dei 5.238 notai, 164.758 euro di media, davanti ai 250 attuari con 112.966 euro e ai 23.800 farmacisti titolari di farmacia con 112.525 euro, importo stimato dal rapporto su base Federfarma.

Le posizioni successive sono occupate dall’area economico-contabile e da quella sanitaria: commercialisti a 96.846 euro, 39.670 chirurghi a 79.736 euro, 36.628 odontoiatri a 74.200 euro, ragionieri a 65.897 euro. I 233.260 avvocati, la categoria più numerosa dell’intero gruppo, si fermano a 51.912 euro, sotto ingegneri, consulenti del lavoro e periti industriali.

Le medie comprendono gli iscritti che dichiarano zero o redditi negativi e quelli che nell’anno non presentano alcuna dichiarazione, condizione che il rapporto esclude per i notai, tutti dichiaranti. Il valore è più basso di quello che risulta dagli indici di affidabilità fiscale, 336.930 euro, perché quel calcolo riguarda i soli notai titolari di partita IVA attiva e misura il reddito dell’attività, mentre la media della Cassa comprende tutti gli iscritti.

Categoria iscritta alle Casse professionali Reddito medio 2024 (variazione sul 2023)
Notai 164.758 euro (+2,6%)
Attuari 112.966 euro (+6,6%)
Farmacisti titolari di farmacia 112.525 euro (+5,1%)
Commercialisti 96.846 euro (+9,6%)
Chirurghi 79.736 euro (+7,8%)
Odontoiatri 74.200 euro (+10,7%)
Ragionieri 65.897 euro (+7,7%)
Ingegneri 64.269 euro (+2,8%)
Consulenti del lavoro 59.386 euro (+6,3%)
Periti industriali 57.487 euro (-2,5%)
Avvocati 51.912 euro (+8,9%)
Chimici e fisici 47.963 euro (+6,0%)
Geologi 42.277 euro (+10,1%)
Geometri 40.381 euro (-0,6%)
Architetti 38.192 euro (+2,1%)
Agronomi e forestali 31.913 euro (+9,0%)
Veterinari 30.937 euro (+6,9%)
Infermieri 29.723 euro (+6,5%)
Psicologi 26.000 euro (+1,3%)
Biologi 22.025 euro (+5,3%)
Giornalisti liberi professionisti 18.341 euro (+5,8%)
Giornalisti con contratto di collaborazione 10.857 euro (-2,1%)

Autonomi: intermediari del commercio e informatici in testa

Tra i lavoratori autonomi iscritti all’INPS e soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale il reddito medio più alto è quello degli intermediari del commercio, 69.500 euro, seguiti dagli informatici con 60.300 euro e dai revisori contabili con 58.300 euro. Nessuna delle trentasette attività considerate raggiunge i 70mila euro. La metà inferiore della graduatoria raccoglie il commercio al dettaglio e i servizi alla persona, dai negozi di abbigliamento agli estetisti, tutti sotto i 17mila euro, con i gestori di discoteche, sale da ballo e scuole di danza ultimi a 11.700 euro.

Attività autonoma soggetta a ISA Reddito medio 2024
Intermediari del commercio 69.500 euro
Informatici 60.300 euro
Revisori contabili 58.300 euro
Amministratori di condomini 53.700 euro
Tabaccai 50.700 euro
Agenti di mediazione immobiliare 48.900 euro
Commercianti all’ingrosso di medicinali e articoli medicali 47.000 euro
Esperti in ricerca e sviluppo 46.900 euro
Ricercatori di mercato e sondaggisti 46.000 euro
Servizi di pompe funebri 43.600 euro
Gestori di sale da gioco 40.600 euro
Autoscuole 39.200 euro
Servizi di catering 36.200 euro
Ferramenta 34.200 euro
Strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere 34.100 euro
Paramedici indipendenti 31.900 euro
Agenti di viaggio e tour operator 29.500 euro
Meccanici 29.200 euro
Panettieri 27.900 euro
Gestori di stabilimenti balneari 27.800 euro
Orologiai e gioiellieri 27.000 euro
Ristoranti, pizzerie e trattorie 26.100 euro
Guide turistiche 25.200 euro
Benzinai 24.300 euro
Bar, gelaterie e pasticcerie 20.500 euro
Gestori di erboristerie 19.700 euro
Macellai 19.400 euro
Acconciatori 18.100 euro
Agriturismi 17.700 euro
Fiorai 17.500 euro
Commercianti al dettaglio di generi alimentari 17.400 euro
Giornalai 17.300 euro
Gestori di impianti sportivi 17.000 euro
Negozi di abbigliamento e calzature 16.700 euro
Estetisti 16.500 euro
Tintorie e lavanderie 16.400 euro
Gestori di discoteche, sale da ballo e scuole di danza 11.700 euro

Chi guadagna di più secondo il Fisco e chi arretra

L’analisi comparata con i dati dell’anno d’imposta precedente assegna l’aumento più ampio agli artigiani, saliti del 19,7% dai 25.010 euro del 2023, e ai commercianti, cresciuti dell’8,3%. Il calo più marcato tra gli iscritti INPS tocca gli ufficiali giudiziari, -7,8%, e gli sportivi professionisti, scesi del 7,1% dai 270.070 euro dell’anno prima.

Tra le Casse professionali l’anno ha premiato odontoiatri, con un aumento del 10,7%, geologi, commercialisti e avvocati, tutti oltre l’8,9%. Arretrano i periti industriali, i giornalisti con contratto di collaborazione e i geometri, questi ultimi di appena lo 0,6%.

Il movimento complessivo porta le categorie tecniche e contabili verso l’alto e lascia indietro due gruppi diversi tra loro: le professioni dell’informazione in regime di collaborazione e i lavoratori dello spettacolo, in calo del 4,2%.

Dal reddito lordo dichiarato al netto: il calcolo dell’IRPEF 2026

Gli importi della graduatoria sono redditi lordi, sui quali l’imposta si applica per scaglioni: dal 2026 l’aliquota è del 23% fino a 28.000 euro, del 33% tra 28.001 e 50.000 euro e del 43% oltre i 50.000 euro, dopo la riduzione di due punti del secondo scaglione disposta dall’art. 1, comma 3, della L. 30 dicembre 2025, n. 199, che ha modificato l’art. 11 del TUIR.

Su un imponibile pari al reddito medio dei dipendenti privati l’IRPEF lorda è di 6.193,90 euro, interamente nel primo scaglione e prima delle detrazioni per lavoro dipendente. Su quello dei commercialisti supera i 33.800 euro, perché oltre 46mila euro di reddito ricadono nell’aliquota massima, alla quale si aggiungono le addizionali regionale e comunale.

Il calcolo dell’IRPEF per scaglioni restituisce imposta dovuta e aliquota media effettiva sul proprio imponibile, che è il dato con cui confrontare la propria posizione nella graduatoria.

Redditi dichiarati vs. retribuzioni di mercato

La media dei redditi dichiarati dai dipendenti privati, pari a 26.930 euro, è più bassa della retribuzione annua lorda media del settore privato, pari a 32.991 euro nel 2025, perché il dato fiscale comprende i rapporti part-time, quelli durati pochi mesi e chi ha dichiarato importi minimi.

La stessa discrepanza si rileva anche in senso contrario per gli autonomi, dove il reddito dichiarato è quello che residua dopo i costi dell’attività e non il fatturato. Per questo motivo, la classifica dei lavori più pagati in Italia per retribuzione di mercato segue una gerarchia  guidata da finanza, energia e ruoli tecnici specializzati.

Il reddito dichiarato misura infatti la base imponibile su cui poggia il finanziamento della spesa pubblica, la retribuzione di mercato misura quanto un ruolo viene pagato da un datore di lavoro.