Calendario emissioni BTP fino a dicembre: il Tesoro lancia il 5 anni

di Anna Fabi

29 Settembre 2026 07:47

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Da ottobre a dicembre emissioni lorde tra 59 e 69 miliardi e nette più alte di 14 miliardi rispetto al 2025: i numeri del programma messi a confronto

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il programma delle nuove emissioni BTP e degli altri titoli di Stato per l’ultimo trimestre dell’anno: il Tesoro annuncia un solo titolo nuovo, il BTP a cinque anni, e affida il resto della raccolta alle riaperture dei BTP lanciati in estate. Il MEF stima il debito a medio-lungo termine ancora da collocare entro dicembre e aggiorna costo e durata media del debito dopo il secondo rialzo dei tassi deciso dalla BCE nel 2026, con indicazioni utili ai risparmiatori che sottoscrivono titoli di Stato in asta e alle imprese che vi investono la liquidità.

In sintesi:

  • il nuovo BTP a 5 anni dovrà raggiungere un circolante minimo di 10 miliardi di euro, secondo il Programma trimestrale di emissione del MEF per il quarto trimestre 2026 (comunicato n. 105 del 28 settembre 2026);
  • per il periodo ottobre-dicembre 2026 il MEF stima emissioni lorde di titoli a medio-lungo termine tra 59 e 69 miliardi di euro ed emissioni nette tra 28 e 38 miliardi;
  • a fine agosto il MEF aveva completato il programma di emissione 2026 intorno al 75%, quota che sale all’83% includendo le emissioni regolate a settembre;
  • il costo medio all’emissione dei titoli di Stato è stato del 2,94% da gennaio ad agosto 2026, contro il 2,75% medio del 2025, secondo il MEF.

Nuovo BTP a 5 anni con cedola al 3,95%

Il nuovo BTP a 5 anni con scadenza 1° febbraio 2032 è il primo titolo del programma del quarto trimestre: la prima tranche, offerta tra 3 e 3,5 miliardi di euro nell’asta del 29 settembre 2026 con cedola annua del 3,95%, si regola il 1° ottobre, data da cui il titolo è emesso e matura gli interessi. Per il quinquennale il Tesoro fissa un ammontare minimo di 10 miliardi di euro, cioè il circolante che il titolo deve raggiungere prima che una nuova emissione lo sostituisca sulla stessa scadenza.

Dato che la prima tranche copre meno della metà del circolante minimo, il Tesoro dovrà riaprire il quinquennale nelle aste dei prossimi mesi. I risparmiatori che scelgono di investire in titoli di Stato possono sottoscriverlo in quelle occasioni prenotandolo presso la propria banca nei termini fissati dal comunicato che il MEF pubblica prima di ogni asta, con un taglio minimo di 1.000 euro. Gli intermediari ricevono dal Tesoro una provvigione di collocamento, pari allo 0,15% per la prima tranche del quinquennale, e per questo non possono applicare oneri di intermediazione sulle sottoscrizioni della clientela.

Il prezzo di aggiudicazione, e con esso il rendimento effettivo, emerge da ogni asta e il MEF lo rende noto con comunicato stampa: il confronto con i rendimenti dei BTP già quotati sul mercato secondario indica se il nuovo titolo paga più o meno delle linee con scadenza vicina. Il confronto con i rendimenti dei BTP già quotati sul mercato secondario indica se il nuovo titolo paga più o meno delle linee con scadenza vicina.

La prima cedola del quinquennale è corta: vale l’1,320245% lordo e matura il 1° febbraio 2027 su 123 giorni di un semestre di 184, mentre le cedole successive si pagano il 1° febbraio e il 1° agosto di ogni anno. Nella stessa asta il MEF offre la terza tranche del BTP a 10 anni, tra 2,5 e 3 miliardi, e la nona tranche del CCTeu con scadenza 15 aprile 2036, tra 1,25 e 1,5 miliardi, per un’offerta massima complessiva di 8 miliardi di euro, come indica il comunicato stampa MEF n. 103 del 24 settembre 2026.

Riaperture BTP nel quarto trimestre 2026

Nel quarto trimestre 2026 il Tesoro può offrire nuove tranche di quattro BTP in corso di emissione: tre sono i titoli lanciati in estate come nuovi benchmark del programma del terzo trimestre, il quarto è il BTP con godimento 15 giugno 2026, scadenza 15 settembre 2029 e cedola 3,00%, già riapribile da luglio a settembre. La tabella ricostruisce, sulla base dei due programmi trimestrali del MEF, la posizione di ciascun nuovo titolo annunciato a giugno.

Titolo annunciato a giugno Posizione nel programma del quarto trimestre
BTP Short Term, scadenza 30 ottobre 2028 riapribile, con godimento 28 agosto 2026 e cedola 3,00%
BTP 5 anni, scadenza 2032 riproposto tra i nuovi titoli, con la prima tranche in regolamento il 1° ottobre
BTP 7 anni, scadenza 15 settembre 2033 riapribile, con godimento 15 luglio 2026 e cedola 3,35%
BTP 10 anni, scadenza 1° ottobre 2036 riapribile, con godimento 1° settembre 2026 e cedola 4,00%

Le date delle singole operazioni seguono il calendario delle aste di BOT e BTP, con importi e caratteristiche dei titoli annunciati dal MEF pochi giorni prima di ogni collocamento. Il Ministero si riserva inoltre di offrire tranche di titoli nominali con scadenza oltre i 10 anni, di CCTeu e di BTP indicizzati all’inflazione, anche per correggere eventuali dislocazioni sul mercato secondario, e di riaprire titoli non più in corso di emissione per assicurare l’efficienza degli scambi. Tutte le aste a medio e lungo termine seguono la procedura dell’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa, come stabilisce il Programma trimestrale di emissione del MEF per il quarto trimestre 2026.

Emissione titoli di Stato da ottobre a dicembre, il confronto con il 2025

Nell’ultimo trimestre del 2026 il Tesoro prevede emissioni nette più alte di circa 14 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025, con una stima lorda superiore di soli 4 miliardi: la differenza nasce soprattutto dalle scadenze, più leggere quest’anno. Tra settembre e dicembre arrivano a scadenza titoli a medio-lungo termine per circa 64,4 miliardi, di cui 33,1 a settembre, per cui le scadenze di ottobre-dicembre valgono circa 31,3 miliardi, contro i circa 41 miliardi impliciti nel programma dello scorso anno (elaborazioni PMI.it su dati MEF).

Indicatore Programma IV trimestre 2025 Programma IV trimestre 2026
Emissioni a medio-lungo termine a fine agosto circa 260 miliardi circa 261,8 miliardi
Titoli rifinanziati a fine agosto circa 174 miliardi circa 196,7 miliardi
Emissioni regolate a settembre circa 35 miliardi circa 29 miliardi
Emissioni lorde ottobre-dicembre 55-65 miliardi 59-69 miliardi
Emissioni nette ottobre-dicembre 14-24 miliardi 28-38 miliardi
Programma annuale completato a fine agosto 73% 75%
Programma annuale completato con settembre 83% 83%

I due programmi non sono del tutto omogenei: nel 2025 la stima lorda includeva esplicitamente le eventuali operazioni di liability management, cioè concambi e riacquisti, e le scadenze comprendevano i prestiti SURE; i titoli rifinanziati nel 2026 comprendono anche emissioni in formato non domestico e circa 4,7 miliardi ritirati con concambi e riacquisti. Sommando le emissioni fino ad agosto, quelle di settembre e la forchetta di fine anno, il volume lordo dei titoli a medio-lungo termine del 2026 si colloca tra circa 350 e 360 miliardi di euro; con lo stesso calcolo sul programma di giugno la forchetta era tra circa 351 e 366 miliardi, quindi il Tesoro ha ridotto di quasi 7 miliardi l’estremo superiore della raccolta annua (elaborazioni PMI.it su dati MEF).

Costo medio del debito e vita media dei titoli di Stato

Il costo medio all’emissione dei titoli di Stato è cresciuto di quasi due decimi di punto nel 2026 rispetto alla media dell’anno precedente, mentre la vita media del debito è stabile poco sotto i sette anni, secondo i programmi trimestrali del MEF.

Rilevazione Costo medio all’emissione Vita media del debito
2025 2,75% (media annua) 6,92 anni al 31 dicembre
Fine maggio 2026 2,91% 6,96 anni
Fine agosto 2026 2,94% 6,93 anni

Sul costo della nuova raccolta incide la politica monetaria: la BCE ha alzato i tassi di riferimento di 25 punti base l’11 giugno e di altri 25 punti base il 10 settembre, portando il tasso sui depositi al 2,50%, e il rialzo dei tassi BCE si riflette sulle cedole dei nuovi titoli. Il BTP a 10 anni lanciato a settembre paga una cedola del 4,00%, contro il 3,80% del decennale con godimento 22 aprile 2026 riapribile nel terzo trimestre: 20 punti base in più sulla stessa durata a distanza di cinque mesi.

La spesa per interessi di cassa cresce in misura contenuta perché, spiega il MEF, a differenza della spesa di competenza non risente subito dell’inflazione più alta sui titoli indicizzati: una parte rilevante degli oneri di rivalutazione del capitale si paga al rimborso, e gli effetti emergeranno in modo graduale in base al calendario delle scadenze. Il MEF calcola la vita media al netto dei prestiti SURE e NGEU.

PIL, inflazione e credito alle imprese nel quadro del Tesoro

La crescita acquisita del PIL per il 2026 è dello 0,8% dopo il +0,2% congiunturale del secondo trimestre, sopra la previsione ufficiale dello 0,6% del Documento di finanza pubblica 2026, che secondo il MEF potrebbe essere superata se la seconda metà dell’anno confermasse il profilo trimestrale previsto. Il 22 settembre l’ISTAT ha rivisto al rialzo la crescita reale del 2024 all’1,1%, dallo 0,8%, e quella del 2025 allo 0,6%, dallo 0,5%. Nel secondo trimestre il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni ha toccato il massimo storico del 63,1%, con la disoccupazione al 5,6%.

L’inflazione armonizzata ha raggiunto il 3,2% ad agosto, dal 2,9% di luglio, spinta dai beni energetici, mentre l’inflazione di fondo è all’1,4%: il MEF osserva che la trasmissione dei rincari energetici alle componenti meno volatili del paniere è per ora lenta. Per le imprese, a luglio il tasso sui nuovi prestiti alle società non finanziarie è salito al 3,79%, 9 centesimi di punto sopra giugno, e i prestiti alle imprese sono cresciuti del 4,1% su base annua, dal 3,2% di giugno. Ad agosto l’indice PMI della manifattura è sceso a 49,6, sotto la soglia di 50 che separa espansione e contrazione per la prima volta da inizio anno, mentre quello dei servizi è salito a 55,2.

Entrate fiscali e fabbisogno dello Stato nel 2026

Le entrate tributarie sono cresciute del 2,7% tra gennaio e luglio 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, trainate dalle imposte dirette (+2,8%) e in misura minore dalle indirette (+2,6%), secondo il MEF. Il gettito IVA è salito del 4,1%, sostenuto dalla tenuta dei consumi e dall’aumento dei prezzi, mentre le accise sono scese dell’1,2% per le misure adottate dal Governo contro i rincari dei carburanti; tra le imposte dirette le ritenute IRPEF crescono del 3,4% e il calo del gettito IRES si è ridotto a -0,5%.

Il fabbisogno di cassa fino ad agosto è coerente con l’obiettivo annuale del 5,6% del PIL, secondo il MEF, che registra tra gli incassi la nona rata del PNRR, circa 12,8 miliardi di cui 6,6 di sussidi, pagata a giugno. Il Ministero definisce neutrali per i conti pubblici le misure adottate finora contro la crisi energetica e rinvia al Documento programmatico di finanza pubblica, annunciato per i prossimi giorni, l’aggiornamento delle previsioni su cui il Governo imposta la manovra 2027.

BTP Valore e BTP Green 2038, le altre emissioni dell’autunno

Fuori dalle aste ordinarie il Tesoro colloca dal 19 al 23 ottobre, salvo chiusura anticipata, il BTP Valore in due versioni riservate al mercato retail, entrambe con durata di cinque anni: una con cedole trimestrali e una con cedola unica pagata alla scadenza, sottoscrivibili in banca, in ufficio postale o tramite home banking abilitato al trading online. Il 22 settembre il MEF ha collocato via sindacato il nuovo BTP Green 2038, con scadenza 30 ottobre 2038, per un importo di 8 miliardi di euro.

Per le imprese che valutano di investire la liquidità aziendale in titoli di Stato, il confronto tra BTP in asta, BTP Valore e conto deposito si fa sul rendimento netto in capo alla società: il quinquennale del quarto trimestre e i due BTP Valore hanno la stessa durata e diverse modalità di pagamento degli interessi.