Reati tributari: quando l’assoluzione penale non basta

di Teresa Barone

17 Novembre 2025 10:50

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L’assoluzione penale non determina da sola l’annullamento degli accertamenti tributari ma può essere presa in esame come prova dal giudice tributario.

Una sentenza penale di assoluzione con formula piena non è sufficiente per risolvere il giudizio tributario e annullare gli accertamenti fiscali, rendendo necessario provare l’irrevocabilità della decisione.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 26467 depositata il 1° ottobre 2025, si è espressa in merito alla validità della sentenza penale di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, sottolineando come la sua efficacia non si estenda automaticamente al processo tributario.

Tenendo conto che i fatti accertati in sede penale sono oggetto di accertamento da parte dell’Amministrazione finanziaria, la sentenza può essere presa in esame come prova da parte del giudice tributario.

Come hanno precisato i giudici, infatti, la sentenza penale irrevocabile di assoluzione dal reato tributario:

“Può essere presa in considerazione come possibile fonte di prova dal giudice tributario, il quale, nell’esercizio dei propri poteri di valutazione, deve rilevarne la rilevanza nell’ambito specifico in cui detta decisione è destinata ad operare”.