Si avvicina la data di scadenza per il pagamento dell’acconto IVA dovuto per l’anno d’imposta 2025, un adempimento che coinvolge gran parte dei titolari di Partita IVA e che quest’anno slitta al 29 dicembre, perché il termine ordinario ricade nel fine settimana. Si tratta di uno degli appuntamenti fiscali più importanti di fine anno. Il versamento anticipa parte dell’imposta sul valore aggiunto dovuta per l’anno in corso e il suo calcolo, così come le esenzioni, dipendono dalla situazione fiscale specifica di ciascun contribuente.
DI seguito, tutte le regole in dettaglio.
Chi è tenuto al versamento IVA di fine anno
L’obbligo di pagamento dell’acconto IVA riguarda tutti i contribuenti che effettuano liquidazioni periodiche dell’imposta, siano essi mensili o trimestrali: lavoratori autonomi e professionisti iscritti o non iscritti ad albi e ordini, così come anche imprenditori artigiani e commercianti, agenti e rappresentanti di commercio, società di persone e società semplici, Snc, Sas, SpA, Srl, Soc, studi associati e società di capitali, cooperative e Sapa, enti commerciali, enti pubblici e privati diversi dalle società.
I produttori agricoli e altri soggetti particolari, come le associazioni sportive dilettantistiche in regime forfetario, sono invece esclusi. Inoltre, non devono versare l’acconto i contribuenti che chiudono l’anno con un credito IVA, o chi prevede un’eccedenza detraibile. Un’ulteriore esenzione riguarda i debiti inferiori a 103,29 euro.
Esenzione acconto IVA
Ricapitolando, l’obbligo riguarda i titolari di partita IVA che effettuano liquidazioni periodiche, mensili o trimestrali ad esclusione dei seguenti soggetti:
- contribuenti che hanno cessato l’attività entro il 30 novembre (per i mensili) o il 30 settembre (per i trimestrali);
- chi ha iniziato una nuova attività nel corso del 2024;
- coloro che prevedono di chiudere il periodo con un credito IVA o eccedenza detraibile;
- i contribuenti con un acconto inferiore a 103,29 euro;
- chi ha effettuato esclusivamente operazioni non imponibili, esenti, o senza obbligo di versamento IVA.
Altri soggetti esonerati includono i produttori agricoli in regime speciale, le associazioni sportive dilettantistiche in regime forfetario, e categorie particolari come i raccoglitori di rottami o i contribuenti che hanno affittato l’unica azienda senza svolgere altre attività IVA.
Metodi per calcolare l’acconto
Sono tre le modalità per determinare l’importo dovuto:
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metodo storico basato sull’88% dell’imposta versata nello stesso periodo dell’anno precedente
- per i contribuenti mensili si considera la liquidazione di dicembre 2023,
- per i trimestrali si usa l’importo risultante dalla dichiarazione annuale o 4° trimestre 2023,
- per i trimestrali speciali si fa riferimento alla liquidazione dell’ultimo trimestre (es. distributori di carburante o somministratori di energia).
- metodo previsionale calcolato su una stima del debito IVA atteso, utile per chi prevede un calo del fatturato (utile se si prevede un volume d’affari inferiore rispetto all’anno precedente. Tuttavia, è rischioso perché eventuali errori possono comportare sanzioni);
- metodo analitico basato su una liquidazione effettiva effettuata al 20 dicembre 2024, considerando le operazioni registrate fino a quella data (si include il totale delle operazioni registrate o da registrare fino a quella data per i mensili o fino al 20 dicembre per i trimestrali) e in questo caso, l’acconto corrisponde al 100% del debito IVA effettivo).
=> Guida pratica ai metodi di calcolo IVA
Variazione della periodicità
In caso di modifica del regime di liquidazione IVA, il calcolo dell’acconto cambia. Chi passa da un regime trimestrale a uno mensile dovrà calcolare l’acconto basandosi su un terzo dell’imposta annuale. Al contrario, chi passa da mensile a trimestrale utilizzerà la somma delle liquidazioni degli ultimi tre mesi del 2023.
Contabilità separata
I contribuenti che gestiscono più attività con contabilità separata devono calcolare distinti acconti per ciascuna attività e compensare i risultati. Questo richiede una gestione accurata delle registrazioni contabili. Per approfondire i dettagli normativi o chiarire eventuali dubbi, si consiglia di consultare il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o rivolgersi al proprio consulente fiscale.
Come versare l’acconto IVA
Il modello di pagamento deve essere trasmesso telematicamente e l’importo versato sarà scalato dal debito d’imposta risultante dalla successiva liquidazione. Il versamento deve essere effettuato tramite F24, utilizzando i codici tributo:
- 6013 per i contribuenti mensili,
- 6035 per quelli trimestrali.
In caso di versamento omesso, tardivo o insufficiente si va incontro a sanzioni amministrative che variano in base all’importo non versato e al ritardo stesso. È sempre possibile regolarizzate quanto dovuto mediante il ravvedimento operoso.