Google Android: per gli sviluppatori arriva Donut

di Tullio Matteo Fanti

scritto il

Google ha rilasciato agli sviluppatori la versione preliminare di Donut, ovvero la release 2.0 di Android. Numerose le migliorie e le nuova funzionalità, ma sembra mancare il supporto al multitouch

Donut, la nuova edizione di Google Android che porta il sistema operativo verso la versione 2.0, è stata rilasciata agli sviluppatori per i primi test. L’aggiornamento introduce numerose migliorie e nuova funzionalità, seppure appaia ancora assente l’atteso supporto al multitouch.

Tra le novità introdotte da Donut, il supporto per i dispositivi CDMA, elemento in grado di riportare in gioco gli operatori che lavorano con tale tecnologia, come ad esempio Sprint, nonché i comandi vocali, che integrano le funzionalità di Google Voice e grazie ai quali risulta possibile comandare il proprio smartphone.

Il nuovo OS supporta inoltre le impostazioni avanzate WPA per la gestione delle reti WiFi, elemento di particolare rilevanza in ambito aziendale, oltre ad introdurre il supporto alle reti private (VPN). Introdotte inoltre nuove funzionalità di ricerca, in grado di rintracciare contenuti e informazioni sia all’interno del proprio apparecchio che online, attraverso una interfaccia unificata.

Donut offre il riconoscimento delle gestualità effettuate sullo schermo, rendendo così possibile ad esempio richiamare un contatto dalla rubrica disegnando l’iniziale del nome ricercato, ma non sembra ancora contenere la porzione di codice deputata alla gestione del multitouch, funzionalità che però potrebbe essere introdotta nella versione definitiva.

Non mancano inoltre numerose migliorie al codice del sistema operativo, ora sensibilmente più stabile e performante, mentre un nutrito numero di nuovi widget permette una gestione più veloce e semplice di alcuni elementi chiave propri degli smartphone, quali WiFi, Bluetooth e GPS.

La versione definitiva di Android 2.0 è attesa, stando alle prime indiscrezioni, entro fine autunno.

I Video di PMI

Google Analytics: attenzione alla Frequenza di Rimbalzo!