Apple iPhone 5, niente NFC e pagamenti mobile

di Floriana Giambarresi

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Per iPhone 5, Apple dovrebbe rinunciare alla tecnologia NFC e dunque ai pagamenti mobile per incrementare l'autonomia della batteria.

Apple non integrerà la tecnologia NFC in iPhone 5, ovvero il nuovo smartphone previsto in uscita per l’autunno: niente pagamenti mobile, dunque, anche se le indiscrezioni vedono Cupertino interessata a lanciare una soluzione proprietaria che sfrutti i milioni di utenti registrati su iTunes che utilizzano la carta di credito per acquistare i contenuti.

È quanto ha reso noto il Wall Street Journal, con indiscrezioni che dunque rappresenterebbero una conferma del fatto che l’NFC non troverà spazio nel nuovo iPhone. Ciò sarebbe dovuto al fatto che andrebbe a incidere in maniera negativa sull’autonomia della batteria, già carente su iPhone 4S, per questo motivo l’azienda di Tim Cook starebbe cercando un’alternativa con funzioni analoghe ma che non incida così tanto sul consumo di energia.

Apple potrebbe scegliere PassBook, un’applicazione utile a gestire prenotazioni, biglietti, carte d’imbarco o punti di carte fedeltà che nella versione attualmente disponibile su iPhone non permette di collegare la carta di credito, dunque nemmeno di usare il melafonino per pagare in mobilità. Quest’applicazione potrebbe però essere aggiornata proprio per iPhone 5, così da creare una rete proprietaria di pagamento che vada a sfruttare gli utenti con carte di credito registrati su iTunes. Qualcosa di simile, dunque, a quanto fatto da Google con Wallet.

Al momento la tecnologia NFC non ha ancora preso piede ma è considerata come il futuro delle transazioni su smartphone e tablet: gli analisti credono che entro il 2016 il valore delle stesse supererà i 600 miliardi di dollari in tutto il mondo e chiaramente anche l’azienda di Cupertino vorrà una fetta di questo mercato, ma c’è tempo e pertanto l’ipotesi migliore potrebbe essere proprio quella di attendere prima di gettarsi in questo segmento.

Phil Schiller di Apple aveva affermato che “gli altri servizi di portafoglio digitale stanno tutti combattendo per il proprio pezzo di torta, e noi non lo faremo”, ma secondo l’analista di Piper Jeffray, Gene Munster, l’azienda starebbe solamente attuando una vera e propria strategia, ovvero quella di attendere per imparare da eventuali errori commessi dai competitor e gettarsi così in questo mercato al meglio.