Al G8 ripetitori GSM solari

di Lorenzo Gennari

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Con la chiusura del G8, si completerà anche la sperimentazione dei ripetitori GSM ad energia solare di Telecom ed Ericsson. L'antenna installata a L'Aquila è la prima a consumo zero

La giornata conclusiva del G8 vede chiudersi, oltre all’importante appuntamento politico, la sperimentazione da parte di Telecom e di Ericsson di un progetto, tutto italiano, consistente nell?utilizzo di moduli fotovoltaici flessibili organizzati in senso verticale per l’alimentazione energetica di un’antenna di telefonia mobile.

Telecom, da tempo impegnata nella ricerca tecnologica a favore dell?ambiente, grazie alla soluzione “Eco-smart? fornita da Ericsson avrà ora una base di studio per ipotizzare una copertura più ampia di siti di telefonia mobile utilizzando moduli solari flessibili in grado di alimentare totalmente i ripetitori di segnale. Una piacevole svolta verde che rientra negli interventi previsti dall?intesa Telecom-Ericsson in materia di utilizzo di tecnologie solari nella telefonia mobile, firmata nel 2008.

L’antenna sperimentale posizionata all’interno del territorio del capoluogo abruzzese è il primo campione in grado di assorbire energia da ogni direzione (i pannelli sono disposti su una superficie coassiale alla struttura di sostegno degli apparati di trasmissione e ricezione). Oltre ad una forte riduzione del consumo di energia (pari circa al 50%), la Eco-smart contribuisce all?abbassamento dei livelli di CO2 prodotta.

L’installazione, non a caso, è stata fatta in concomitanza con il G8, dove si stanno prendendo decisioni circa l?importante ruolo del clima, del risparmio energetico e della salvaguardia ambientale anche in vista della Conferenza di Copenhagen dove si discuterà dell?accordo post-Kyoto. Nel caso in cui l’impianto dovesse funzionare a dovere, tutti gli attuali ripetitori GSM potrebbero essere convertiti a questa tecnologia in grado di garantire un impatto energetico “zero”. Questo comporterebbe non solo più rispetto per l’ambiente, ma anche notevoli risparmi sui costi, in grado di far recuperare l’investimento iniziale nel giro di pochi anni.

Anche l’impatto visivo non verrebbe compromesso poichè i pannelli fotovoltaici di silicio amorfo sono agganciati alla struttura stessa, e non richiedono di occupare nuovo spazio intorno ai piloni.

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