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Pensioni pubbliche, recupero INPS da dicembre: 30 giorni per il riesame

di Francesca Vinciarelli

12 Agosto 2026 13:57

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Al via il recupero degli importi corrisposti in più ai pensionati delle gestioni dei dipendenti pubblici, con effetto sulle pensioni di agosto 2015.

L’INPS ha concluso la verifica reddituale sulle pensioni della Gestione pubblica liquidate provvisoriamente nel 2024 e prepara il recupero delle somme risultate non dovute. Il Messaggio INPS n. 2608 dell’11 agosto 2026 interessa in particolare quattordicesima e pensioni ai superstiti soggette ai limiti di cumulabilità con altri redditi.

In sintesi, per chi riceve la notifica occorre considerare che:

  • le trattenute sulla quattordicesima iniziano da dicembre 2026, sulle pensioni ai superstiti da gennaio 2027;
  • il recupero può arrivare a un quinto della pensione e svilupparsi fino a un massimo di 60 rate;
  • la comunicazione viene inviata tramite PEC o raccomandata A/R con il dettaglio della posizione debitoria;
  • il pensionato può chiedere il riesame entro 30 giorni dalla notifica, presentando la documentazione utile alla struttura INPS competente.

Pensioni pubbliche con verifica reddituale

Il controllo 2026 riguarda pensioni della Gestione pubblica liquidate attraverso i sistemi proprietari SIN e GPP e le prestazioni collegate al reddito erogate provvisoriamente nel 2024. Il Messaggio INPS n. 2608/2026 concentra la verifica sulla quattordicesima e sui limiti di cumulabilità delle pensioni ai superstiti previsti dall’articolo 1, comma 41, della Legge n. 335/1995.

L’INPS ha confrontato i redditi utilizzati per il pagamento provvisorio con quelli successivamente dichiarati e disponibili nelle proprie banche dati. Il controllo serve a stabilire se la prestazione spettasse, se l’importo fosse corretto oppure se una parte delle somme debba essere restituita.

Il meccanismo è quello previsto per le prestazioni INPS collegate al reddito: alcune somme vengono riconosciute sulla base dei dati disponibili al momento del pagamento e successivamente ricalcolate quando l’Istituto dispone della situazione reddituale definitiva.

Recupero quattordicesima da dicembre

Per la quattordicesima erogata in eccesso il recupero inizia dalla mensilità di dicembre 2026. Si tratta della somma aggiuntiva riconosciuta ai pensionati in possesso dei requisiti anagrafici, contributivi e reddituali previsti dall’articolo 5 del D.L. n. 81/2007.

La quattordicesima viene normalmente attribuita d’ufficio sulla base delle informazioni disponibili e può quindi essere pagata inizialmente in via provvisoria. La successiva verifica dei redditi effettivi del pensionato può confermare l’importo oppure determinare un indebito, totale o parziale.

I requisiti ordinari della quattordicesima pensione INPS rimangono distinti dalla lavorazione annunciata ad agosto: il Messaggio n. 2608/2026 riguarda specificamente la verifica delle somme corrisposte provvisoriamente nel 2024 ai pensionati pubblici interessati.

Pensioni ai superstiti da gennaio 2027

Per le pensioni ai superstiti il recupero degli importi risultati eccedenti è programmato dalla rata di gennaio 2027. La verifica riguarda l’applicazione dei limiti di cumulabilità fra il trattamento pensionistico e gli altri redditi del beneficiario previsti dall’articolo 1, comma 41, della Legge n. 335/1995.

Il reddito del titolare può determinare una riduzione della pensione ai superstiti e rende quindi necessaria una verifica periodica della misura effettivamente spettante. Se il trattamento pagato nel 2024 risulta superiore a quello determinato sulla base dei redditi successivamente acquisiti, nasce l’importo da recuperare.

Le due decorrenze indicate dall’INPS sono quindi differenti:

Prestazione verificata Inizio del recupero
quattordicesima corrisposta in eccesso dicembre 2026
pensione ai superstiti eccedente i limiti di cumulabilità gennaio 2027

Trattenute fino a un quinto per 60 rate

Il Messaggio INPS n. 2608/2026 prevede che il recupero dell’indebito avvenga attraverso trattenute sulla pensione. La rata può arrivare a un quinto dell’importo complessivo del trattamento, al netto delle ritenute IRPEF, e il piano può svilupparsi per un massimo di 60 rate.

La durata effettiva dipende quindi dall’ammontare della somma da restituire e dall’importo pensionistico sul quale può essere effettuata la trattenuta. La comunicazione inviata al pensionato indica il debito accertato e le modalità con cui l’Istituto intende recuperarlo.

Se il piano massimo non consente di estinguere l’intera somma, il residuo dell’indebito viene gestito secondo le ulteriori modalità indicate dall’INPS, compreso l’Avviso di pagamento pagoPA o, quando disponibile, il recupero su un altro trattamento pensionistico.

Riesame INPS entro 30 giorni

Il pensionato che ritiene inesatti i dati utilizzati può chiedere il riesame entro 30 giorni dalla notifica. L’INPS invia agli interessati una comunicazione tramite PEC oppure raccomandata A/R contenente l’importo dell’indebito e le modalità di recupero.

La richiesta deve essere rivolta alla struttura territoriale INPS competente e può essere accompagnata dalla documentazione necessaria a correggere o integrare i dati reddituali. Prima di presentarla è utile ricostruire la posizione sulla base degli elementi indicati nella comunicazione:

  • verificare l’anno e la prestazione da cui deriva l’indebito comunicato dall’INPS;
  • confrontare i redditi indicati nella lavorazione con dichiarazioni fiscali e documentazione reddituale riferita al periodo controllato;
  • controllare eventuali redditi esclusi o conteggiati in modo differente ai fini della specifica prestazione;
  • raccogliere la documentazione che consente di dimostrare l’eventuale errore nei dati reddituali utilizzati dall’Istituto;
  • presentare la richiesta alla sede competente entro il termine di 30 giorni indicato nella comunicazione.

Il termine decorre dalla ricezione della notifica e non dalla data del Messaggio INPS. Per questo la comunicazione ricevuta via PEC o raccomandata diventa il documento da cui partire per calcolare la scadenza individuale.

Come controllare l’indebito online

Una volta registrata la posizione debitoria è possibile consultare anche il servizio INPS per visualizzare gli indebiti. Nell’area dedicata sono disponibili natura del debito, dettagli della comunicazione, stato del recupero e informazioni sull’eventuale piano rateale.

La consultazione online aiuta a distinguere il debito accertato dalle trattenute già effettuate e a seguire l’andamento del recupero nel tempo. Non sostituisce però il riesame previsto dal Messaggio n. 2608/2026: chi contesta i dati reddituali deve rispettare il termine di 30 giorni indicato dall’Istituto.

Rispetto alla precedente verifica sulle pensioni pubbliche, la procedura conserva quindi lo stesso principio: il controllo reddituale può generare un recupero di somme pensionistiche già pagate, mentre al pensionato viene riconosciuta una finestra per documentare eventuali errori prima che la posizione venga definitivamente gestita secondo il piano comunicato.