Lo SPAM è in aumento, anzi no, in diminuzione

di Stefano Besana

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Leggevo qualche giorno fa di una notizia riportata da Francesco Federico sul Blog di Webnews, nella quale venivano messe in evidenza le dichiarazioni di Google in merito al fenomeno dello SPAM.

Stando alle dichiarazioni del colosso informatico gli spammer starebbero rinunciando gradualmente a questa pratica sulla base di alcune analisi dei dati di GMail.

Ora, i dati non sono disponibili al pubblico e quindi non possiamo commentarli, ma possiamo comunque trarre spunto dalla notizia per elaborare qualche riflessione.

Ciò che va posto in evidenza secondo me è il fattore di percezione dello SPAM. Avevamo messo tempo fa in evidenza i risultati di un’analisi che poneva l’accento sull’assuefazione allo SPAM: oramai siamo assolutamente avvezzi al fenomeno e il cancellare le mail indesiderate è per noi un elemento della routine quotidiana, al quale non diamo più nemmeno molta importanza.

Certo è che il fatto che se ne dia meno importanza non significa che il fenomeno si sia esaurito o estinto.

Ho abbastanza fiducia comunque nelle tecniche euristiche di Google per credere che abbiano preso in considerazione anche questi aspetti.

Credo che in ogni caso (in accordo con quello che dice Francesco) le tecniche stiano evolvendo verso altri metodi e sistemi di produzione dello SPAM, il fatto che il fenomeno sia diminuito sotto l’aspetto delle mail ricevuto non significa che si stia estinguendo a livello generale.

Se da un lato i filtri Gmail offrono una protezione eccellente è anche vero che d’altro canto è bene ricordare che gli spammer hanno costi bassissimi da sostenere nella loro attività e che il fenomeno è comunque redditizio.

Forse si modificano le tendenze generali: meno SPAM e più Phishing, oppure più malware, non ci è dato saperlo.

Certo è che abbassare la guardia di fronte a notizie come questa (e non parlo solo a livello di utenze) sarebbe un errore davvero imperdonabile. Voi cosa ne pensate?