Con il bando Valore PA 2026, l’INPS apre agli atenei la selezione dei corsi universitari del progetto Valore PA. Dal 4 settembre università, consorzi e fondazioni possono candidare i propri percorsi, che l’Istituto finanzia per intero a beneficio dei dipendenti pubblici ammessi.
In sintesi:
- l’avviso è stato pubblicato dall’INPS il 26 agosto 2026 e le proposte formative si presentano dal 4 al 25 settembre 2026 attraverso il servizio online dell’Istituto;
- possono candidarsi università statali, non statali e telematiche accreditate dal MUR, consorzi universitari e interuniversitari e fondazioni universitarie;
- i corsi si svolgono in presenza o a distanza in modalità sincrona, con costo di partecipazione a carico dell’INPS;
- le amministrazioni hanno aderito ed espresso i fabbisogni formativi dal 4 al 23 giugno 2026.
Valore PA, il programma INPS che finanzia i corsi
Valore PA è l’iniziativa con cui l’INPS paga la formazione universitaria del personale delle pubbliche amministrazioni iscritto alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, senza alcun onere per l’ente di appartenenza né per il dipendente. L’Istituto seleziona ogni anno, con una procedura pubblica, i percorsi proposti dagli atenei e ne copre integralmente la quota di iscrizione.
Le materie sono quelle indicate come prioritarie per la modernizzazione degli uffici pubblici. L’avviso 2026 richiama fra le altre la transizione digitale, l’intelligenza artificiale, la comunicazione pubblica, il lavoro agile, l’organizzazione e la performance, la previdenza e il welfare, la contabilità pubblica e le competenze linguistiche.
Proposte formative dal 4 al 25 settembre 2026
La finestra per candidare i corsi va dal 4 al 25 settembre 2026 e si apre sul servizio online dedicato del portale INPS. Chiusa l’istruttoria, l’Istituto pubblica il catalogo dei corsi approvati, dal quale i dipendenti designati dalle rispettive amministrazioni scelgono il percorso di interesse.
La struttura dell’offerta ricalca quella consolidata nelle edizioni precedenti, articolata su un primo livello di aggiornamento e un secondo livello di alta formazione, quest’ultimo distinto fra lezioni in presenza e percorsi costruiti con la metodologia del learning by doing, dove l’attività didattica accompagna la progettazione di un modello di gestione di servizi pubblici condiviso fra più enti.
Chi può partecipare al bando Valore PA
Alla selezione partecipano le istituzioni universitarie statali, non statali e telematiche legalmente riconosciute e accreditate dal Ministero dell’Università e della Ricerca, i consorzi universitari e interuniversitari ai quali il Ministero ha riconosciuto la personalità giuridica con apposito decreto e le fondazioni universitarie collegate a un ateneo abilitato al rilascio di titoli accademici. Gli atenei possono presentarsi anche in collaborazione con soggetti pubblici e privati specializzati, attraverso convenzioni stipulate a monte della candidatura.
I soggetti che non hanno mai partecipato devono prima ottenere l’abilitazione ai servizi telematici dell’Istituto, richiesta alla Direzione regionale o alla Direzione di coordinamento metropolitano competente per territorio, che è anche la struttura responsabile del procedimento.
Dalle adesioni PA alla scelta dei dipendenti
Il ciclo annuale si compone di quattro momenti distinti, ciascuno con un soggetto diverso chiamato ad agire.
| Fase | Tempi e soggetti |
|---|---|
| Adesione delle amministrazioni | dal 4 al 23 giugno 2026, con dichiarazione dei fabbisogni formativi |
| Proposte degli atenei | dal 4 al 25 settembre 2026, sul servizio online INPS |
| Istruttoria e catalogo | a cura dell’INPS, con pubblicazione dei corsi approvati |
| Scelta del corso | dipendenti designati dall’amministrazione, in ordine di preferenza |
| Avvio delle lezioni | solo per i corsi che raggiungono il numero minimo di iscritti |
L’individuazione dei partecipanti spetta interamente all’ente di appartenenza, che sceglie in base alle mansioni svolte e all’utilità attesa dall’attività formativa. Nell’edizione 2025 l’attivazione di ciascun corso era subordinata a un minimo di 20 e a un massimo di 50 partecipanti.
Corsi Valore PA, obiettivo 40 ore annue
Un percorso Valore PA copre da solo l’intero obbligo formativo annuo di un dipendente pubblico. La direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione del 14 gennaio 2025, “Valorizzazione delle persone e produzione di valore pubblico attraverso la formazione. Principi, obiettivi e strumenti”, fissa a partire dal 2025 un numero di ore di formazione pro capite annue non inferiore a 40, dirigenti inclusi, e ne fa un obiettivo di performance dei dirigenti responsabili del personale. I corsi accreditati nell’ultima edizione hanno un monte ore di 40 ore, distribuite su più mesi.
Un dipendente inserito in un corso Valore PA raggiunge l’obiettivo annuo senza che l’amministrazione spenda un euro in docenza, aule o materiali. La condizione è la frequenza effettiva. Gli atenei fissano una soglia di presenza obbligatoria e l’Università di Genova, per i corsi dell’edizione 2025/2026, indica una tolleranza di assenza pari al 30 per cento del monte ore, ossia 12 ore su 40. Chi supera quella soglia perde l’attestato e, con l’attestato, la copertura dell’obiettivo annuo, che l’ente dovrà finanziare altrove.
Vincolo regionale e selezione dei partecipanti
I dipendenti designati possono frequentare esclusivamente i corsi accreditati nella regione in cui prestano servizio, e questo rende la geografia dell’offerta una variabile decisiva quanto i contenuti: un percorso eccellente attivato in un’altra regione non è accessibile. La scelta si esprime in ordine di preferenza e l’attivazione premia i corsi che raccolgono il maggior numero di prime scelte.
Quando le domande superano il numero massimo di posti, l’ateneo organizza una prova selettiva con criteri meritocratici per individuare gli effettivi fruitori, secondo quanto previsto dall’articolo 10 dell’avviso di selezione. Il rapporto con i docenti prosegue oltre le lezioni: i partecipanti possono sottoporre quesiti prima dell’avvio del corso, perché siano trattati durante il percorso, e nei tre mesi successivi alla conclusione i docenti assicurano assistenza sugli argomenti affrontati.