Struttura manageriale e sviluppo delle PMI

di Chiara Basciano

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Struttura manageriale, assetto internazionale e dinamicità del business le parole chiave per lo sviluppo delle PMI.

I terreni su cui si gioca la sfida per le PMI nella complessità degli scenari moderni sono principalmente legati alla dinamicità dei mercati esteri, l’internazionalizzazione del business, la delocalizzazione della produzione o la presenza sui mercati locali. Poche chance per quanti si affidino ai vecchi modelli, mentre la tendenza sembra quella di investire sulla struttura manageriale, sull’assetto internazionale e la dinamicità del business, per aprirsi nuove prospettive di sviluppo.

Questo quanto emerge dai dati della ricerca «Dimensioni di complessità aziendale e valore dei sistemi informativi», curata da Severino Meregalli e Gianluca Salviotti della Sda Bocconi School of management, in collaborazione con Sap, multinazionale tedesca leader nelle soluzioni software utilizzate nelle imprese a supporto dei processi aziendali, che verranno presentati il prossimo 7 maggio a Milano.

Nelle 200 medie imprese con un giro d’affari tra i 50 e i 500 milioni coinvolte nel sondaggio, sono presenti manager indipendenti nella maggioranza dei casi, e in un’azienda su tre i membri della proprietà sono affiancati nella governance da manager. Che possibilmente hanno un profilo internazionale, magari maturato nell’ambito di qualche multinazionale.

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In più, la presenza diretta all’estero e l’export sono in crescita per il 43% delle imprese del campione. «La crescita genera complessità e deve essere gestita con logiche e strumenti per ridurla – il commento di Gianluca Salviotti – Nei casi analizzati i sistemi informativi hanno rappresentato una leva per affrontare una complessità crescente, così come una struttura fatta di manager con pregresse esperienze in altre realtà».