Se il manager è un avatar

di Chiara Basciano

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iRobot mette a punto Ava 500, un robot a navigazione autonoma che promette di rivoluzionare il mondo delle videoconferenze.

Quando si parla di telepresenza ci si riferisce ad un insieme di tecnologie che permettano ad una persona di dare l’impressione di essere presente in un luogo diverso dalla sua vera posizione. Sistemi che fanno sì che i confini fisici cadano all’istante, che si possa tenere una conferenza dal proprio ufficio ed essere ascoltati a chilometri e chilometri di distanza. E da oggi – anche se sarebbe meglio dire dal prossimo anno, visto che entrerà in produzione nel 2014 – tutto ciò assumerà anche le sembianze di un robot, per dare ancora meglio l’impressione della presenza fisica, tanto che sarà possibile anche effettuare ispezioni di luoghi, o di uffici, rimanendo alla propria scrivania.

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Si chiama Ava (abbreviazione di avatar) 500, ed è il nuovo robot a navigazione autonoma che la visionaria società iRobot ha messo a punto con la collaborazione del TelePresence di Cisco, un sistema di videoconferenza ad alta qualità. L’azienda lo definisce come un costoso (pare sarà affittato alle aziende per 2000/2500 dollari al mese, secondo le prime voci) robot fornito di ruote per spostarsi in autonomia negli uffici aziendali, in grado di facilitare al massimo le videoconferenze tra colleghi, o tra il manager lontano e il team.

Colin Angle, Chief Executive di iRobot, ne parla così: «Ava 500 siederà parcheggiato in un angolo di un ufficio aziendale, che ha ampiamente mappato sul suo computer di bordo. Se un lavoratore in un ufficio satellite vuole avviare una riunione, diciamo con un collega di nome “Frank”, egli va al suo PC o iPad e imposta gli orari di una sessione di videoconferenza. Al tempo stabilito, il robot si sveglia, naviga attraverso le sale verso l’ufficio di tale Frank (schivando colleghi a bocca aperta, senza dubbio), si mette in posizione, e avvia la chiamata video».

Il movimento nell’ufficio può avvenire in modalità privata, con lo schermo in bianco, o pubblica, con il volto dell’utente remoto riprodotto sul display. Andrew W. Davis, analista di Wainhouse Research, vede lungo e preannuncia un certo successo per un robot del genere: «Credo che questo rappresenterà un nuovo terreno per un gruppo di industrie, tra cui la videoconferenza e la robotica». E chissà che non ci si abitui presto a veder girare l’avatar del manager nei corridoi dell’ufficio, invece della sua figura in carne e ossa.

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