Le abitudini social dei grandi dirigenti

di Chiara Basciano

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Che uso fanno dei social i cinquecento dirigenti delle più grandi aziende degli Stati Uniti?

Secondo un rapporto pubblicato da Domo e Ceo.com, che va a scandagliare le abitudini social dei cinquecento dirigenti delle più grandi aziende degli Stati Uniti, la febbre dei social network ha contagiato solo una parte di essi, tanto che le percentuali di presenza di questi grandi dirigenti in rete risultano spesso sorprendenti.

Prendendo ad esempio il caso di Twitter, sono solo 28 su 100 quelli che hanno un account sulla piattaforma di microblogging, e solo il 19% ne fa davvero uso. Se si eccettuano insomma i nomi dei grandi manager seguiti da migliaia e migliaia di followers, da Marissa Mayer a Rupert Murdoch, sono pochissimi quelli che si affidino ai 140 caratteri per comunicare con clientela reale e potenziale. Stesso discorso per Facebook e Google Plus (solo in 5 presentano un account su questo network), con ben 7 grandi imprenditori su 10 che si tengono a distanza da questi canali di comunicazione.

L’unica piattaforma che sembra attirare la categoria è quella professionale di LinkedIn, dove rispetto all’anno scorso i Ceo presenti con un account sono 140, il 25,9% in più, con 25 di loro che hanno più di 500 connessioni. In testa alla classifica su LinekIn troviamo l’ad di Hp Meg Whitman (220mila followers) e Jamie Dimon (130mila), Ceo di Jp Morgan Chase.

Difficile trovare un’unica spiegazione a questa disaffezione verso i meccanismi social, che per qualcuno dei grandi dirigenti si stanno invece rivelando come un’autentico volano per veicolare informazioni e comunicare efficacemente con la clientela.

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