Persuasione e contatto visivo: i falsi miti

di Teresa Barone

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Quanto serve mantenere il contatto visivo con i propri interlocutori per ottenere il loro consenso? Ecco una teoria che ribalta alcune false verità.

Il contatto visivo è ritenuto uno strumento fondamentale in svariati ambiti, soprattutto quando si parla di comunicazione e persuasione. Guardare negli occhi del proprio interlocutore aiuta a diffondere al meglio idee e pensieri ottenendo consensi, tuttavia un recente studio promosso dalla Kennedy School of Government di Harvard in collaborazione con la British Columbia ha fatto chiarezza su alcuni false teorie legate a questo argomento.

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Secondo i ricercatori, infatti, la capacità persuasiva dell’oratore si manifesta in modo più efficace se il suo sguardo non incrocia quello del pubblico ma guarda altrove,  soprattutto se chi ascolta ha idee opposte a quelle di chi parla.

Detto in altre parole, si è maggiormente portati a confermare il proprio disaccordo con chi cerca di convincerci guardandoci negli occhi, come se volesse dominarci ed esercitare controllo.

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Gli autori della ricerca consigliano quindi di comunicare evitando di guardare negli occhi una persona più di quanto non si farebbe nel corso di una conversazione normale. Ci sono altri fattori, infatti, che contribuiscono a persuadere andando oltre il contatto visivo, come il linguaggio del corpo e il tono della voce.

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