Uffici 2.0

di Chiara Basciano

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Tra desideri futuribili e realtà che stenta la tecnologia entra in ufficio

L’apporto della tecnologia nel lavoro d’ufficio quotidiano sta diventando sempre più importante eppure sono ancora poche le aziende che si stanno sviluppando in questa direzione.

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Secondo il report The Tech Evolved Workplace, stilato da Ricoh, il 70% delle aziende è fermo nell’evoluzione tecnologica, anche se i lavoratori intervistati (2.200 dipendenti europei di tutti i livelli) indicano come essa potrebbe aiutare i molti campi.

L’immaginario dei lavoratori va molto in avanti nel futuro, arrivando a desiderare dispositivi sensoriali collegati direttamente al cervello, e ologrammi che li possano sostituire durante noiose riunioni, ma nell’immediato vi sono davvero tecnologie non troppo futuribili che possono essere adottate per migliorare la resa del lavoro.

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Nel dettaglio sono molto desiderate piattaforme web per la collaborazione interna, sistemi web based per l’organizzazione di meeting e il follow-me printing, vale a dire la possibilità di stampare da qualunque dispositivo su qualunque stampante dell’ufficio in riservatezza e tramite un codice personale.

Invece tra gli elementi considerati attualmente più utili si indica l’archiviazione digitale delle informazioni, anche se i sistemi utilizzati non ne permettono un utilizzo diffuso, infatti solo un intervistato su sei dichiara di avervi accesso.

Nonostante la rivoluzione tecnologica sia vista come trasformazione necessaria i tempi appaiono molto lunghi e si ipotizza che solo nel 2036 gli uffici saranno radicalmente diversi.