Le regole del business plan

di Chiara Basciano

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Qualche regola per costruire un business plan che aiuti l'avvio di un'impresa

I consigli per un business plan di successo arrivano da più parti e ognuno ha la sua teoria, anche se molto spesso i punti di maggior importanza sono condivisi. Non ultimi arrivano i consigli di Domenico Nicolò, professore di Economia Aziendale presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e coordinatore scientifico di Lab ReTMES, pubblicati su Skuola.net e rivolti soprattutto ai giovani startupper.

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Prima di tutto spiega nel dettaglio a cosa serve un buon business plan «per testare le assunzioni di fondo della strategia di start-up e correggere eventuali errori che potrebbero determinare la nascita di un’impresa fragile, perché affetta da difetti genetici; per conquistare la fiducia degli stakeholder ai quali ci si rivolge per ottenere le risorse umane, finanziarie e tecniche necessarie per la nascita e lo sviluppo dell’impresa».

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Inoltre un buon business plan dovrebbe illustrare il risultato di esperimenti pratici che rendano credibile l’avvio dell’impresa e non dovrebbe mai mancare il sommario, utile per capire i punti salienti del progetto. Non ci si illuda poi che avendo steso un business plan perfetto l’impresa non avrà difficoltà, si tratta solo di un modo di evitare i difetti genetici e i problemi più grossi.

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Infine il benchmarking e le consulenze esterne, soprattutto per rivedere il lavoro finito, possono essere d’aiuto ma il presupposto essenziale è essere capaci di redigerlo da soli, altrimenti significa che non si è pronti per dare inizio ad un’azienda.