Quando il capo è donna? non cambia nulla

di Teresa Barone

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I lavoratori non hanno preferenze di genere quando si tratta di scegliere il boss ideale.

Il genere sessuale del capo non è certamente in cima alle preoccupazioni dei lavoratori, che in misura sempre maggiore si mostrano poco interessati all’argomento dimostrando di non avere particolari predilezioni quando si tratta di scegliere tra un boss uomo o un capo donna.

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Lo rivela un recente sondaggio condotto da Gallup, che nel mese di agosto ha indagato sulle opinioni degli americani in materia di leadership e disparità tra i due sessi: il 46% degli intervistati ha ammesso di non avere preferenze, una percentuale cresciuta notevolmente negli anni (nel 2000 solo il 28% degli interpellati era della stessa opinione).

A diminuire nel corso degli anni, inoltre, è anche il numero dei dipendenti che preferirebbero avere a che fare con un capo di sesso maschile (il 33% nel 2014 contro il 48% del 2000, il 62% del 1975 e il 66% del 1953).

Stando alle percentuali diffuse da Gallup, anche le donne ammettono di preferire la leadership al maschile, tuttavia i lavoratori di entrambi i sessi che attualmente interagiscono con un capo donna preferirebbero un boss di sesso femminile anche in futuro.

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Questo dato, secondo Rebecca Rifkin di Gallup, indica che a una crescita del numero di dirigenti donne potrebbe corrispondere anche un aumento dei lavoratori che  darebbero la loro preferenza a un leader in rosa.