Occhio ai trust signals

di Chiara Basciano

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I segnali di fiducia utili per capire com impostare il proprio sito di e-commerce

L’e-commerce spalanca un occhio su tutto il mondo, ma l’apparente unificazione a cui porta non è reale. Ogni paese infatti lo percepisce e lo utilizza in maniera diversa. A seconda del paese a cui ci si rivolge quindi bisognerebbe tener contro di alcuni fattori specifici del luogo.

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Il portale di comparazione prezzi idealo ha preso in esame i Trust Signals, vale a dire i segnali di fiducia, più usati nelle homepage dei siti e-commerce europei identificando le differenze tra i paesi. Quelle considerate come più affidabili sono le recensioni dei clienti stessi, che vengono spesso messe in home page dai siti di e-commerce per evidenziare la fiducia di cui godono. Nel dettaglio il 90% dei siti inglesi le utilizza, mentre la percentuale scende a 34% per quelli spagnoli. L’Italia si attesta sul 38%.

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Non meno importante il riferimento all’uso del protocollo di crittografia SSL a garanzia dei dati personali e finanziari dei clienti, al secondo posto tra i trust signals. Questi sono particolarmente cari ai francesi, con l’80% dell’utilizzo, mentre in Germania la percentuale scende al 30%. L’Italia in questo caso si attesta sui 56%. I sigilli di qualità vengono esibiti dal 48% del campione esaminato, in questo caso il primato dell’utilizzo va alla Polonia con l’86%, mentre l’Italia è quella a cui piacciono di meno, con il 14%. Un negozio su cinque espone sulla homepage riconoscimenti e awards ottenuti per segnalare l’affidabilità dei servizi offerti, in particolare in Polonia, con una presenza del 68% contro una percentuale del solo 2% per l’Italia.

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In ultima posizione, con il 13%, tra i segnali di fiducia più comuni troviamo i certificati di garanzia, ad esempio quelli rilasciati da enti certificatori. Anche in questo caso la Polonia si piazza a primo posto, con il 42%, laddove Regno Unito e Francia mostrano una percentuale inesistente, dello 0%. L’Italia invece arriva a stento all’8%.