I pericoli della web reputation

di Chiara Basciano

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Reputazione on line: un mondo pieno di possibilità ma anche di pericoli

Con la trasformazione delle piattaforme web, più attente al parere degli utenti e quindi più interattive è del tutto cambiato lo scenario virtuale. La possibilità di esprimere il proprio parere crea un ambiente più vivo ma anche più pericoloso.

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Di questo si è parlato al recente convegno Web e Legalità 2. La reputazione aziendale, organizzato dall’Osservatorio Web e Legalità. Grandi aziende ed esperti di comunicazione hanno cercato di fare il punto della situazione, individuando le maggiori criticità legate alla reputazione on line. Si è partiti dall’analizzare i dati resi noti dall’indagine Tomorrow’s investment rules, condotta da  Ernest&Young, secondo cui “Gli investitori riconoscono un valore intrinseco significativo ad elementi non tangibili o non iscritti in bilancio: l’80% del valore delle imprese è dato dai c.d. intangible assets”.

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Le aziende riconoscono quindi l’importanza della comunicazione on line come i costanti pericoli ad essa connessi. In particolare nella prima parte le grandi aziende hanno parlato del loro modo di affrontare la questione, mentre nella seconda parte si è parlato del quadro normativo, del ruolo delle autorità di controllo e degli strumenti giuridici disponibili per la tutela della web reputation. Interessante l’intervento di Antonio Punzi – Professore ordinario di Metodologia della Scienza Giuridica presso la Facoltà di Giurisprudenza della LUISS – “Guido Carli” di Roma,  che ricorda «Il ddl in materia di diffamazione – che sotto alcuni profili prevede l’estensione della L. n. 47/1948 alle testate giornalistiche e radiotelevisive online – è fermo da anni in Parlamento. Tale lacuna sottrae al danneggiato la possibilità di utilizzare strumenti intesi ad annullare o diminuire il danno da lesione reputazionale».