Quando la tecnologia è distruttiva

di Chiara Basciano

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Tre tipi di innovazione disruptive che cambiano il volto del mercato

Si parla sempre dell’importanza dell’innovazione tecnologica e su come questa abbia un impatto positivo sul profitto aziendale, ma esiste l’altro lato della medaglia. In generale prende il nome di disruption, ma si tratta di un concetto di vaste proporzioni, che cambia a seconda dei contesti.

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La puntuale analisi fatta da Umberto Bertelè per ict4executive mette in evidenza tre caratteristiche di innovazione disruptive, a seconda dell’impatto che ha sul mercato. Il primo tipo cambia del tutto le carte in tavola, cancellando prodotti o servizi che diventando all’improvviso obsoleti, si pensi al destino delle carrozze all’avvento delle automobili. E quando si parla di carrozze bisogna pensare a tutto un sistema che sparisce, dalla costruzione delle stesse all’allevamento di cavalli da tiro, passando dal servizio taxi. Questo tipo di innovazione da un lato fa crescere un mercato e dall’altro ne distrugge un altro.

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Di livello meno impattante il secondo tipo che si ha quando un’innovazione fa concorrenza ad un prodotto o servizio già esistente, imponendo nuove regole. In questo caso non si ha la sparizione del vecchio prodotto, ma lo si costringe a cambiare offerta o aumento la qualità o abbassando i prezzi.

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Infine, il terzo tipo di disruption cambia semplicemente gli equilibri della filiera, creando nuove regole e spingendo verso l’alto o verso il basso le capitalizzazioni. In questo caso le aziende possono cambiare obiettivi e cedere il passo in determinate produzioni, ma non tendono a sparire.

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