Lavorare smart

di Chiara Basciano

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Una guida per organizzare al meglio il lavoro flessibile.

Utilizzare la tecnologia per costruire un lavoro più flessibile, guardare al risultato e non al tempo impiegato per raggiungerlo, sono questi i capisaldi dello smarter working, un modo diverso ed innovativo di lavorare che si sta affermando nelle aziende di ogni dimensione.

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Soprattutto nelle grandi aziende non è facile introdurre questo nuovo modo di pensare, i manager vecchio stampo fanno ancora resistenza, eppure il cambiamento è possibile e deve avvenire in tempi brevi. Secondo la ricerca svolta da IDC entro il 2015 il 34% dei lavoratori lavorerà da remoto.

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Allora per capire come muoversi e sfruttare al meglio la potenzialità dello smart work ecco arrivare una guida pratica, fatta di consigli utili da utilizzare subito. Si tratta del libro The Smarter Working Manifesto, opera di Guy Clapperton, giornalista e scrittore inglese e Philip Vanhoutte, Senior Vice President e Managing Director di Plantronics, Europa e Africa. Clapperton spiega «Le aziende non possono più ignorare il cambiamento dello stile lavorativo. Sono lontani i giorni lavorativi dalle 9 alle 17, seduti in un luogo di lavoro tradizionale. Il lavoratore odierno può usare molti strumenti e tecnologie specifiche che aiutano a lavorare smarter, a prescindere dal luogo di lavoro. Il Manifesto Smarter Working aiuta sia l’imprenditore sia i dipendenti a intraprendere questo percorso».

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Si tratta soprattutto di operare un cambio di mentalità, dando fiducia ai collaboratori e puntando a risultati comuni. I lavoratori si dichiarano pronti a mollare la scrivania senza rinunciare alla fatica, basta che i manager li seguano in questa voglia di lavoro più intelligente.

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