Motivare? ma non troppo

di Teresa Barone

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I limiti che manager e datori di lavoro non dovrebbero superare per motivare i dipendenti.

Motivare i dipendenti e fare in modo che il loro lavoro sia sempre ricco di significato è un obiettivo comune ai manager e ai datori di lavoro. Un nuovo studio, tuttavia, avverte sui possibili rischi e sulle conseguenze, tutt’altro che positive, delle strategie volte a “forzare” la motivazione.

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Una ricerca promossa dall’Università del Sussex nel Regno Unito, infatti, focalizza l’attenzione sulle strategie motivazionali messe in atto per arricchire di significato il lavoro dei dipendenti, ad esempio incoraggiandoli ad abbracciare i valori aziendali o a individuare un fine superiore da raggiungere.

Se un lavoratore percepisce che le tecniche di incoraggiamento avviate dal suo manager non sono autentiche e che, soprattutto, si rivelano incoerenti, questo ha un effetto negativo sulla sua motivazione.

Una pessima strategia di gestione, secondo gli studiosi, è quella del manager che stimola il dipendente a lavorare sodo per conquistare un nobile scopo, come aiutare e supportare realmente la clientela, celando invece il mero fine del suo sostegno: aumentare il fatturato.

Aiutare i dipendenti a rendere il loro lavoro realmente ricco di significato, sottolineano i ricercatori, dovrebbe essere una delle sfide principali per ciascun manager.

Fonte immagine: Shutterstock

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