Detrazioni IRPEF lavoro autonomo, come si applicano nel 2022

di Barbara Weisz

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Sale la soglia esentasse e aumentano le detrazioni IRPEF sui redditi da lavoro autonomo: come si calcola la tassazione dal 1° gennaio 2022 dopo la riforma.

La nuova IRPEF modifica le detrazioni fiscali anche per il lavoro autonomo e i redditi diversi, innalzando anche la soglia di reddito esentasse e introducendo un nuovo scaglione. A differenza delle tassazione sui dipendenti e i pensionati (che applicheranno le nuove detrazioni nelle dichiarazioni 2023 per l’anno d’imposta 2022), per il lavoro autonomo le novità si applicano fin dal primo gennaio 2022, non essendoci per loro una busta paga su cui applicare subito il taglio del cuneo fiscale.

Vediamo dunque a quanto ammontano e come si calcolano le nuove detrazioni, in base alla Circolare 4/2022 dell’Agenzia delle Entrate 2, che recepisce la riforma fiscale.

Da quando si applicano le nuove detrazioni

La detrazione IRPEF sul lavoro autonomo, a differenza di quelle per i dipendenti e i pensionati, spetta a prescindere dal periodo di attività svolta nell’anno. Pertanto, il nuovo regime fiscale, per i redditi di lavoro autonomo e altri redditi, è in vigore dal 1° gennaio 2022 e riguarda professionisti, titolari di impresa individuale, Partite IVA e soggetti che svolgono un lavoro autonomo continuativo oppure per prestazioni occasionali.

Nuovi scaglioni e aliquote IRPEF 2022

Anche per gli autonomi si applicano i nuovi scaglioni e le relative aliquote:

  • fino a 15mila euro: aliquota 23%
  • fra 15mila e 28mila euro: aliquota 25%
  • fra 28mila e 50mila euro: aliquota 35%
  • Oltre i 50mila euro: aliquota 43%

Detrazioni sul lavoro autonomo: come cambiano

Fino allo scorso anno, il sistema delle detrazioni per il lavoro autonomo si basava su due soglie: quella esentasse (fissata a 1.104 euro) e quella massima (fissata a 55.000 euro). Dal 1° gennaio, in base alla riforma, cambiano sia le soglie sia gli importi delle detrazioni sul lavoro autonomo previste dal Testo unico imposte sui redditi (comma 5, articolo 13, TUIR).

  • Reddito fino a 5.500 euro: detrazione di 1.265 euro (soglia esentasse). Prima, invece, la detrazione massima era di 1.104 euro e la soglia esentasse si fermava a 4.500 euro.
  • Fino a 28.000 euro: detrazione di 500 euro aumentata del prodotto fra 765 euro e l’importo corrispondente al
    rapporto fra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 22.500 euro.
  • Fino a 50mila euro: detrazione di 500 euro per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 50mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 22mila euro.

Ecco una tabella riepilogativa che chiarisce il modo in cui si calcolano le nuove detrazioni da lavoro autonomo:

REDDITO DETRAZIONE
Reddito complessivo non superiore a 5.500 euro 1.265 euro
Reddito complessivo non superiore a 5.500 euro e fino a 28.000 euro 500 + 765 x [(28.000-reddito complessivo)/22.500)]
Reddito complessivo superiore a 28.000 euro e fino a 50.000 euro 500 x [(50.000-reddito complessivo)/22.000]
Reddito complessivo superiore a 50.000 euro Nessuna detrazione

N.B. Per il solo 2022, se il reddito complessivo è fra 11mila e 17mila euro, la detrazione è aumentata di un importo pari a 50 euro.

=> Buste paga 2021-2022 a confronto, calcolo risparmi IRPEF

Detrazioni lavoro autonomo: a chi si applicano

Le detrazioni riguardano:

  • i lavoratori autonomi (redditi previsti dall’articlo 53 del Tuir),
  • le imprese minori in contabilità semplificata (articolo 66),
  • alcuni redditi diversi (articolo 67, commi i, quindi attività commerciali o di lavoro autonomo non esercitate abitualmente),
  • specifiche tipologie di redditi assimilati al lavoro dipendente (comma 50, lettere e,f,g,h,i, quindi ad esempio, i gettoni di presenza e le indennità per le cariche elettive, i compensi per l’attività intramuraria dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale, le rendite vitalizie).