Scaglioni e Aliquote IRPEF verso la riforma: guida completa

di Redazione PMI.it

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Riforma IRPEF con accorpamento scaglioni: come si applicano le aliquote agli scaglioni di reddito e come cambiano tassazione e detrazioni in dichiarazione.

Prende corpo la riforma IRPEF, complementare ai progetti del PNRR (dopo le audizioni parlamentari nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla revisione degli scaglioni ed il documento conclusivo che servirà come base di partenza per definire la legge-delega, dopo il rapporto della Corte dei Conti sulla spesa pubblica e le anticipazioni del Ministro dell’Economia, Daniele Franco, sulle rimodulazioni allo studio). La volontà del Governo Draghi è quella di andare verso una revisione del sistema impositivo in ottica di maggiore progressività, quindi le novità potrebbero interessare (ma solo nel lungo periodo) anche la flat tax delle Partite IVA (tassa piatta e non progressiva), ma nel breve termine si agirà a vantaggio delle famiglie: si dovrebbero ridurre da 5 a 3 gli scaglioni attuali. Si mira infatti a introdurre misure contro l’evasione fiscale (in particolare in ambito IVA) e correttivi a costo zero (redistribuzioni a parità di gettito), per recuperare risorse da reinvestire nella riforma delle aliquote e degli scaglioni IRPEF e alleviare l’imposizione sulle classi medio-basse.

=> Riforma fiscale: revisione scaglioni e aliquote IRPEF

Per quest’anno le aliquote sono rimaste invariate, sia come scaglioni di reddito sia come fasce percentuali. Ad oggi, l’imposizione fiscale sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è comunque costituita da un’imposta diretta e progressiva, proporzionale all’effettiva entità di tutti i redditi percepiti dal contribuente, da versare per il periodo d’imposta di riferimento in funzione dei consueti 5 scaglioni di reddito nel quale si rientra, corrispondendo al Fisco il dovuto in base alle relative aliquote IRPEF, collocata nel range 23% – 43%. L’obiettivo è rendere il meccanismo meglio mirato ed evitare bruschi scaloni impositivi.

=> Riforma fiscale: revisione IRPEF nella legge delega

Addizionali IRPEF

Alle aliquote e agli scaglioni IRPEF si sommano le addizionali comunali e regionali da versare agli enti locali, in base alla residenza. Ogni Regione delibera l’imposta entro il tetto massimo di 3,3% mentre il Comune entro lo 0,8% tranne casi particolari (es.: Roma Capitale 0,9%). Su questo fronte non sono previste novità.

Detrazioni fiscali

Nella dichiarazione dei redditi 2021 il Governo ha mantenuto le detrazioni fiscali al 19%, proporzionali ai consueti scaglioni di reddito. Alcune novità potrebbero però sopraggiungere in combinazione con il riordino delle misure per la famiglia (assegno unico figli in primis), che per il suo finanziamento ha previsto anche il riordino di alcune agevolazioni fiscali in atto. Per ora, comunque il quadro fiscale resta inalterato, in attesa della prima bozza di riforma IRPEF ufficiale, per cui si procede al calcolo IRPEF come di consueto. Da gennaio 2022 è attesa l’entrata in vigore dell’assegno unico universale, con la conseguente abolizione delle detrazioni per figli a carico, che troverà posto proprio nei decreti attuativi del Family Act e nell’attesa riforma fiscale.

Aliquote e scaglioni IRPEF 2021

I° scaglione

Reddito tra 0 e 15.000 euro – Il primo degli scaglioni IRPEF coinvolge i contribuenti con un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 euro. In questo caso l’aliquota IRPEF è del 23%, che corrisponde – nel caso di massimo reddito per questa fascia – ad una tassazione di 3.450 euro.  Facendo un rapido calcolo, nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro.

II scaglione

Reddito tra 15.001 e 28.000 euro – Il secondo scaglione IRPEF è quello che comprende i redditi tra da 15.001 euro a 28.000 euro. L’aliquota riservata a questa fascia è del 27%, con una tassazione – nel caso di reddito più alto – di 6.960 euro. Sono rappresentati da tale categoria le persone con reddito mensile non superiore a 2.335 euro. È importante evidenziare che a partire dal secondo scaglione in poi (quindi in caso di reddito maggiore rispetto a quello con aliquota base), si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito.

III scaglione

Reddito tra 28.001 e 55.000 euro – Il terzo scaglione di reddito è quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, per contribuenti con un reddito massimo di 4.583 euro. L’aliquota IRPEF è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda (ossia si applica il 38% solo per la quota di reddito che supera i 28mila euro, ai quali si applica l’aliquota precedente del 27%). In questo caso, la quota IRPEF sarà pari a 17.220 euro in caso di reddito più alto.

IV scaglione

Reddito tra 55.001 e 75.000 euro – Il quarto scaglione IRPEF coinvolge tutti i contribuenti da 55.001 euro a 75.000 euro, che presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro. Per questi contribuenti, l’aliquota IRPEF sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41% e di conseguenza l’onere fiscale più alto sarà pari a 25.420 euro.

V scaglione

Reddito sopra i 75.000 euro – Oltre i 75.000 euro di reddito, ovvero per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l’aliquota IRPEF è pari al 43%. I contribuenti facoltosi, che percepiscono un reddito annuo eccedente i 75 mila euro, ovvero oltre 6.250 euro mensili dovranno corrispondere 25.420 euro più il 43% sul reddito eccedente.

IRPEF: scaglioni e aliquote

Scaglioni Aliquota Imposta
fino a 15.000 euro 23% 23%
del reddito
da 15.001
fino a 28.000 euro
27% 3.450,00
+ 27%
sul reddito
che supera i 15.000 euro
da 28.001
fino a 55.000 euro
38% 6.960,00
+ 38%
sul reddito
che supera i 28.000 euro
da 55.001
fino a 75.000 euro
41% 17.220,00
+ 41%
sul reddito
che supera i 55.000 euro
oltre 75.000 euro 43% 25.420,00
+ 43%
sul reddito
che supera i 75.000 euro