Contributi INPS omessi: quando si prescrivono

di Redazione PMI.it

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La prescrizione dei contributi INPS omessi non viene interrotta dall’accertamento fiscale ma solo sospesa: l'obbligo parte dalla produzione del reddito.

La prescrizione sui contributi INPS omessi non si interrompe in caso di accertamento del Fisco: il momento da prendere come riferimento per il calcolo dei tempi di prescrizione.

In tema di contributi cd. “a percentuale”, il momento costitutivo dell’obbligazione contributiva resta quello della produzione del reddito da parte del professionista o del lavoratore autonomo, a prescindere dal fatto che il reddito stesso venga comprovato solo successivamente tramite accertamento fiscale.

Termini di prescrizione

In sostanza, la prescrizione dei contributi INPS omessi decorre comunque, ai sensi dell’art. 3 della L. n. 335 del 1995, dal termine previsto per il loro pagamento, e non dall’atto, eventualmente successivo dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate con il quale il Fisco abbia accertato un maggior reddito (cfr.: Corte di Cassazione, sentenza n. 14410/2019).

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Tale atto può avere un mero effetto sospensivo e non interruttivo del termine prescrizionale. Con Ordinanza n. 1824/2020, ricordiamo che la Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione delle cartelle aventi per oggetto crediti previdenziali è sempre di 5 anni. I debiti contributivi sono infatti soggetti alla prescrizione breve (secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della i. n. 335 del 1995) e non sono invece soggetti alla prescrizione ordinaria di 10 anni, che si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale definitivo.

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