Locazioni turistiche e affitti brevi: come e quando chiedere il CIN

di Barbara Weisz

10 Gennaio 2024 09:28

Obbligo di CIN per tutti gli immobili in locazione turistica o affitto breve dopo 60 giorni dall'avvio della banca dati e del portale per la domanda.

Il nuovo CIN (Codice Identificativo Nazionale) obbligatorio per locazioni turistiche e affitti brevi, sarà attribuito dal ministero del Turismo ma al momento non è attiva la procedura di richiesta e rilascio, per cui si applicano le regole regionali fin quando non sarà realizzata la relativa banca dati nazionale e attivano il portale dedicato.

I gestori delle attività di locazione (in forma imprenditoriale ma anche i privati che affittano casa con contratto breve) dovranno poi presentare domanda in via telematica, una volta attivato il portale. Un apposito decreto del Ministero del Turismo dovrà anche definire le modalità di interoperabilità tra banche dati regionali e nazionale.

Vediamo quali sono esattamente le disposizioni contenute nel Decreto Anticipi (articolo 13-ter, DL 145/2023), che ha istituto il nuovo adempimento.

Chi deve chiedere il CIN e quando entra in vigore l’obbligo

Non sono previste eccezioni: anche l’affitto con contratto di affitto breve (meno di 30 giorni) di una sola unità immobiliare richiede il CIN. Il Codice Identificativo Nazionale è obbligatorio per le unità immobiliari ad uso abitativo destinate a:

  • contratti di locazione per finalità turistiche,
  • locazioni brevi (non solo in forma imprenditoriale),
  • strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere.

La norma è già in vigore ma l’obbligo scatta dopo 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso attestante l’entrata in funzione della banca dati nazionale e del portale telematico del ministero del Turismo per l’assegnazione del CIN.

Dunque, al momento non è necessario fare nulla.

Guida alla procedura di rilascio del CIN

Il meccanismo è il seguente:

  1. prima si presenta domanda al Ministero del Turismo, tramite apposito portale telematico, che sarà attivato soltanto dopo che sarà stata realizzata la banca dati nazionale (anagrafe italiana di tutti gli immobili messi in affitto ai turisti o con contratto breve) e sarà stata resa interoperabile con le attuali banche dati regionali (quasi tutte le Regioni già rilasciano i CIR, ossia i codici identificativi regionali);
  2. al ricevimenti della domanda, il Ministero verifica la presenza, assieme alla domanda, dell’autodichiarazione dei requisiti relativi all’immobile (devono essere dotati di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti e di estintori portatili a norma di legge);
  3. a quel punto avviene il rilascio del CIN da parte del Ministero, con la procedura che assegna un codice identificativo, tramite procedura automatizzata.

Le Province di Trento e Bolzano, che hanno già procedure di attribuzione di codici specifici, dovranno aggiungere agli attuali codici un prefisso alfanumerico che li trasformerà in CIN.

Domanda CIN con auto-dichiarazione

Alla domanda online bisogna dunque allegare una dichiarazione sostitutiva attestante i dati catastali dell’unità immobiliare o della struttura e, per i locatori, la sussistenza dei requisiti di sicurezza dettagliati nel comma 7 dell’articolo 13-ter del decreto.

  • Per i gestori in forma imprenditoriale, i requisiti di sicurezza degli impianti sono quelli prescritti dalla normativa statale e regionale vigente.
  • Per tutti i locatori: le unità immobiliari devono essere dotate di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio funzionanti, di estintori portatili a norma di legge da ubicare in posizioni accessibili e visibili, in particolare in prossimità degli accessi e in vicinanza delle aree di maggior pericolo e, in ogni caso, da installare in ragione di uno ogni 200 metri quadrati di pavimento, o frazione, con un minimo di un estintore per piano (le indicazioni sulla tipologia di estintori sono contenute al punto 4.4 dell’allegato I al decreto del ministro dell’Interno 3 settembre 2021).

Codici immobili in affitto: come passare da CIR a CIN

Saranno utili le indicazioni operative del decreto attutivo atteso, per capire in che modo i locatori e le strutture ricettive dovranno muoversi presso Comuni e Regioni in cui di fatto sono già previsti codici identificativi di questi immobili (CIR).

Sembra probabile, vista la necessità prevista dalla legge di ricodificare gli immobili e di presentare le attestazioni sopra descritte, che sarà comunque necessario presentare la domanda di CIN.

Obbligo di esporre il CIN

Una volta che il ministero avrà rilasciato il codice CIN, c’è l’obbligo di esporlo all’esterno dello stabile in cui è collocato l’appartamento o la struttura, assicurando il rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici, nonché ad indicarlo in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato.

L’obbligo di esporre il CIN negli annunci riguarda anche gli intermediari e i portali telematici.

Anche questo adempimento è rimandato a 60 giorni dopo l’attivazione della banca dati nazionale e del portale telematico per la domanda di CIN.

Obbligo di SCIA per attività imprenditoriali

Ricordiamo infine che le nuove disposizioni istituiscono l’obbligo di SCIA per chi gestisce l’attività di locazione per finalità turistiche in forma imprenditoriale.

Sanzioni per mancato CIN o SCIA

  • Chi affitta immobili senza CIN rischia una multa da 800 a 8mila euro, a seconda delle dimensioni dell’immobile.
  • La mancata esposizione del CIN (codice rilasciato ma non esposto) comporta una sanzione da 500 a 5mila euro.
  • Per chi esercita l’attività di affitto turistico in forma imprenditoriale senza rispettare i requisiti di sicurezza, la multa va da 600 a 6mila euro per ogni violazione accertata.
  • Se manca la SCIA nei casi in cui è richiesta (attività imprenditoriale), la sanzione varia da 2mila a 10mila euro.