È realtà il brevetto unico europeo

di Chiara Basciano

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Dal 2014 sarà possibile registrare le invenzioni con un solo atto in tutto il territorio europeo. Contrarie Italia e Spagna.

Via libera dal Parlamento europeo al brevetto unico europeo, dopo parecchi decenni di trattative fallite. Dal 2014 sarà quindi possibile registrare le invenzioni con un solo atto in tutto il territorio europeo.

Il nuovo sistema, che riesce ad abbattere i costi di circa l’80%, passando dagli attuali 36mila euro circa a 4.700, prevede che la domanda di registrazione di un brevetto (valida in 25 paesi, con Italia e Spagna al momento ancora fuori) possa essere presentata in una qualunque delle lingue Ue (italiano incluso) più una traduzione in inglese, francese o tedesco, che sarà quella che avrà valore legale.

I brevetti saranno accessibili in tutte le lingue Ue grazie a un sistema di traduzioni automatiche. Il Parlamento ha ottenuto che le spese di traduzione siano totalmente rimborsate per le PMI, le organizzazioni no profit, le università e le organizzazioni pubbliche di ricerca con sede nell’Ue.

Italia e Spagna si sono dichiarate contrarie al regime linguistico scelto, basato su inglese, francese e tedesco, ritenendo la scelta discriminatoria e hanno presentato ricorso alla Corte di giustizia Ue, anche se le possibilità che questo venga accolto sembrano essere davvero poche. “La porta è aperta” – ha dichiarato il commissario Ue al mercato interno Michel Barnier – “e spero che Italia e Spagna aderiranno presto”.

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