Licenziare un dipendente che sottrae un bene aziendale

di Teresa Barone

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No al licenziamento del dipendente che sottrae il pc aziendale: comportamento sanzionabile, ma non interrompendo il rapporto di lavoro.

Il dipendente che sottrae dall’ufficio il notebook aziendale, installandolo nella sua abitazione, compie un’azione punibile ma non con il licenziamento.

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La Corte di Cassazione ha infatti giudicato illegittimo il licenziamento di un lavoratore responsabile della manutenzione degli impianti generali che, dopo vent’anni di servizio, ha portato a casa un pc aziendale  violando il divieto di “portare fuori dall’ambiente di lavoro i beni aziendali“.

La sentenza 26323/14 parta tuttavia chiaro, definendo il comportamento del dipendente come “disciplinarmente rilevante” ma non ritenendo opportuna l’interruzione del contratto di lavoro.

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Il comportamento del lavoratore che ha volontariamente trafugato un bene aziendale è stato definito come di “scarsa gravità” e privo di intento doloso, pur meritevole di sanzione.  Secondo la Corte Suprema, il licenziamento deve essere sempre concepito come “extrema ratio“, pertanto il dipendente deve essere reintegrato nelle sue funzioni.

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