Trovare lavoro? Anche col giusto linguaggio del corpo

di Andrea Barbieri Carones

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Ricerca tra i capi del personale di grandi aziende mostra che in fase di colloquio di lavoro, il linguaggio del corpo del candidato è fondamentale.

Una stretta di mano, uno sguardo, una postura o come si gesticola possono contribuire a fare la differenza tra essere assunti in azienda o essere scartati a priori, anche se il curriculum è di tutto rispetto e anche se la preparazione non lascia spazio a dubbi. In un colloquio di lavoro, il cosiddetto linguaggio del corpo è tutto.

Questo è quello che è emerso in occasione di una ricerca effettuata presso 100 direttori del personale di altrettante aziende italiane, interpellati dalla filiale di Milano della Robert Half, una società di recruiting con sede negli Stati Uniti e oltre 350 uffici nel mondo. Ne è emerso che molto spesso i candidati per una posizione lavorativa sono valutati in base a come appaiono all’interlocutore, che sono addestrati a capire da piccoli dettagli come sia la personalità dell’aspirante.

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Alla domanda “A cosa presta attenzione durante un colloquio di lavoro?” i manager delle risorse umane hanno risposto così, tenendo presente che erano possibili risposte multiple:

  • Se il candidato mantiene un contatto visivo: 94%
  • Il linguaggio del corpo del candidato quando parla: 94%
  • Il linguaggio del corpo del candidato quando ascolta: 91%
  • Come il candidato saluta (stretta di mano): 82%
  • La postura del candidato: 80%
  • Se il candidato attende che gli sia chiesto di sedersi: 59%

Per dare una prima buona impressione di sé, è pertanto preferibile stringere la mano in modo deciso (ma non eccessivo, dando sfogo alla propria muscolatura), guardare negli occhi chi si ha di fronte e sedersi in maniera composta senza peraltro lasciarsi andare in atteggiamenti né troppo rilassati né troppo tesi, dato che 7 manager HR su 10 rimangono positivamente colpiti dai candidati che mostrano di sentirsi a proprio agio e sicuri di sé, senza per questo diventare spavaldi.

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Soltanto il 28%, invece, non terrebbe conto di questo aspetto. Mantenere il contatto visivo con la controparte, poi, è indice di attenzione e di concentrazione, mentre il sedersi in maniera composta evitando di muoversi continuamente e in modo brusco è un punto in più in fase di valutazione.

Ma come mostrarsi a proprio agio durante un colloquio? Robert Half offre alcuni consigli per non sbagliare, primo fra tutti: comportarsi in modo naturale e non troppo artefatto.

1 – Attenzione ai saluti. Il selezionatore presterà attenzione anche alla stretta di mano, è consigliabile che sia vigorosa e che la mano non sia sudata, inoltre, meglio attendere che sia l’interlocutore a porgere il braccio per primo.

2 – Linguaggio del corpo positivo. E’ bene muoversi lentamente, senza movimenti bruschi ed evitare di gesticolare troppo, segnale di ansia e agitazione, o di incrociare le braccia, segnale di chiusura e disagio. Inoltre, mai annuire eccessivamente, dando segno di impazienza di voler aggiungere qualcosa.

3 – Occhi attenti, sorriso amichevole. Mantenere il contatto visivo con l’interlocutore, indice di attenzione e concentrazione su ciò che si dice e si ascolta e mostrare un sorriso naturale, non tirato.