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Lavoro fino a 70 anni: cosa cambia in azienda

di Chiara Basciano

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Riprogrammare il rapporto con i lavoratori in vista di una maggiore longevità in azienda: consigli per HR e strategie di talent management per tutte le età.

Le aspettative di vita aumentano continuamente e i dati demografici confermano l’incessante tendenza all’invecchiamento della popolazione, forza lavoro compresa.

Uno scenario che impone un ripensamento sul presente ed il futuro del mercato del lavoro. Non si potrà più pensare alla vita lavorativa con una divisione netta in tre fasi: formazione, lavoro e pensione.

Con l’allungarsi delle stagioni della vita ci potranno essere anni di formazione intervallati da lavoro, cambi di direzione e nuove possibilità.

Le aziende devono dunque affrontare questa complessità studiando percorsi personalizzati, sia dal punto di vista economico che formativo. Cornerstone OnDemand ha fatto il punto fornendo consigli utili per imprese ed HR Manager.

=> Work-life balance sempre al primo posto

  1. Non pensare a salari necessariamente legati all’età e anzianità di servizio, potrebbero essere presenti in azienda professionisti di età avanzata ma alla prima esperienza in un determinato settore: per questo sarà necessario ripensare salari e bonus per attirare e trattenere i talenti di ogni età.
  2. Offrire programmi formativi che tengano conto dell’evoluzione tecnologica diventa essenziale per permettere a tutte le generazioni di crescere professionalmente. In alcuni casi i lavoratori potrebbero addirittura conseguire una seconda laurea che li porti a rientrare in azienda sotto un’altra veste.
  3. Diventano sempre più importanti i benefit da offrire ai lavoratori per trattenerli in azienda, in primis legati alla salute (massaggi, palestre, assicurazione sanitaria integrativa…).
  4. Infine l’equilibrio tra lavoro e vita privata resta condizione essenziale e requisito centrale per ogni fascia d’età, quindi ben vengano flessibilità e anni sabbatici, per avere lavoratori soddisfatti e fedeli.

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