Forbes, 14 donne fra i paperoni del mondo

di Barbara Weisz

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Sono il 2% dei 1.011 miliardari nella classifica della rivista Usa che si chiede: perché così poche? Un'italiana, Giuliana Benetton, sette le cinesi

Anche fra i super-miliardari le donne sono in minoranza. Secondo la classifica di Forbes, su poco più di un migliaio di super ricchi, solo 14 appartengono all’altra metà del cielo. Sono tutte imprenditrici o manager, tutte self made women.

Nella classifica generale dei 1,011 ricconi, sono 665 quelli che “si sono fatti da soli”, fra cui i primi tre, Carlos Slim Helú, Bill Gates e Warren Buffett. Dunque, in qualsiasi modo la si voglia guuardare, ai massimi livelli mondiali dell’imprenditoria e del top management le donne sono in nettissima minoranza. Fra le quattordici miliardarie al top del pianeta, un dato balza all’occhio: sette, ovvero la metà, sono cinesi.

La più ricca è Wu Yajun, chief executive di Longfor Properties, società di real estate che ha portato in borsa a Hong Kong nel 2009. La signora vanta un patrimonio di 3,9 miliardi di dollari. Segue Rosalia Mera, spagnola, che ha fondato insieme all’ormai ex marito la Inditex, società proprietaria fra l’altro del marchio Zara. Il suo patrimonio è valutato 3,5 miliardi di dlr. Dalla quotazione della società ha guadagnato 600 milioni di dollari, che ha investito in una serie di attività, dalle produzioni cinematografiche alla ricerca contro il cancro.

Terza la russa Elena Baturina, moglie del sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, che ha iniziato lavorando in una fabbrica e frequentando il Moscow Institute of management, e che oggi è un’importante business woman con interessi in svariati campi e un patrimonio di 2,9 miliardi di dollari.

La prima americana è la numero quattro, Doris Fischer, fondatrice di Gap, seguita da un’altra cinese, Xiu Li Hawken, sesta la regina americana dei talk show, Oprah Winfrey, 2,4 miliardi, e quindi l’unica italiana, Giuliana Benetton, fondatrice dell’azienda di famiglia insieme ai tre fratelli Gilberto, Luciano e Carlo, con 2,1 miliardi.

Seguono, velomente, Chu Lam Yiu, magnate cinese del tabacco, le connazionali Zhang Xin, imprenditrice immobiliare, e Yan Cheung, undicesima Meg Whitman, ex numero uno di eBay nonchè prima candidata repubblicana donna alla carica di governatore della California. Quindi un’altra cinese, investitrice immobiliare, Chan Laiwa, seguita da Lei Jufang e infine dalla “mamma” di Harry Potter, la scrittrice J.K. Rowling.

Ma perché solo 14 donne, ovvero il 2% del totale? Gli esperti di Forbes se lo sono chiesti. Oltre al minor numero di donne presenti in genere fra imprenditori e manager, la rivista registra un gap nell’accesso al credito, citando una ricerca della Kaufmann Foundation, secondo cui le società guidate da donne partono con un capitale dal 30 al 50% inferiore rispetto a quelle in cui il capo è un uomo. Raccolgono meno vanture capital, circa l’8% dell’intero investimento complessivo nel 2008.

Un terzo motivo segnalato è il diverso approccio che le donne hanno con il mondo del lavoro e con i propri obiettivi, non sempre legati esclusivamente ai guadagni miliardari. La pensa così, per esempio, Sharon Hadary, consulente specializzato in leadership al femminile: «gli uomini tendono a intraprendere un business per farlo crescere e per dirigerlo, mentre le donne tendono a scegliere iniziative con un maggior significato». In genere, «diventare miliardarie non è il loro obiettivo». D’accordo Teresa Nelson, della Simmons School of Management: «le ricerche dimostrano che le donne sono attirate da organizzazioni che creano valore, non solo ricchezza».