Le 100 donne più potenti secondo Forbes

di Barbara Weisz

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Prima la first lady Michelle Obama, quarta la cancelliera tedesca Angela Merkel. Unica italiana, come nella classifica di Fortune, Marina Berlusconi

Quelle che per la prima volta una donna… Ebbene, nella tradizionale classifica di Forbes sulle 100 signore più influenti del mondo, la numero uno è una degna rappresentante della categoria di cui sopra, essendo la prima first lady afro americana degli Stati Uniti.

Uno potrebbe dire: ecco, la donna più potente del mondo è una moglie. Ma Michelle Obama, prima di diventare first lady, era uno degli avvocati più noti di Chicago e d’America. La cronaca vuole che sia stata lei, anni fa, ad assumere il marito, anch’egli avvocato, nello studio in cui lavorava. Forbes sottolinea la forte personalizzazione da lei impressa al ruolo di first lady, più coinvolta nelle politica di Laura Bush, ma con modalità diverse da Hillary Clinton. Si è tenuta lontana da temi forti (come la riforma sanitaria che era stata promossa da Hillary), preferendo un ruolo di change-maker, interessandosi a temi sociali come l’alimentazione, l’attenzione per i bambini, e promuovendo campagne di successo come quella contro l’obesità infantile.

A dimostrazione del fatto, sottolineato da Forbes, che le donne di potere fanno squadra, la numero due in classifica, Irene Rosenfeld, Ceo di Kraft Foods, in rispsta alla campagna della first lady (Let’s Move!) ha impegnato l’azienda che dirige a tagliare 1,5 triliardi di calorie dai prodotti entro il 2015. Lo stesso hanno fatto altre grandi imprese del settore, come la Pepsi Cola diretta da Indra Nooyi, numero sette in graduatoria. Entrambe le signore erano ai vertici della classifica recentemente rilasciata da Fortune sulle più potenti business woman americane (la Nooyi prima, la Rosenfeld seconda).

Forbes non prende in considerazione solo le dirigenti, la classifica è il risultato dell’integrazione di quattro differenti categorie: politica, business, lifestyle, media. E proprio una famosa signora dei media è al terzo posto, Oprah Winfrey. Dunque, Obama, Rosenfeld e Winfrey occupano i tre gradini più alti del podio, e sono tutte e tre americane. Al quarto posto, la prima non statunitense, la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ma poi, si torna negli States con il segretario di Stato Hillary Clinton, la già citata Indra Nooyi, la cantante Lady Gaga, l’australiana Gail Kelly, chied executive di WestPac, quindi un’altra cantante nonchè fashion designer, Beyonce Knowles, mentre decima è la conduttrice di talk show Ellen DeGeneres.

Per trovare un’altra europea bisogna scendere al 24 posto di Alle Lauvergeon, francese, Ceo di Areva e poi al 35esimo, con un’altra francese, anch’essa first lady, Carla Bruni in Sarkozy. L’unica italiana, come nella classifica di Fortune, è la numero uno di Fininvest Marina Berlusconi.

Tornando alle signore che “per la prima volta una donna”, da segnalare Julia Gillard, 58esima, prima donna a capo del governo australiano, e Ellen Johnson Sirleaf, 86esima, prima donna africana presidente di uno stato, la Liberia. Oppure la prima donna presidente della Camera negli Usa, Nancy Pelosi (11esima), e la prima (e unica) pilota ad aver mai vinto un campionato della Indycar series, Danica Patrick, 93esima. E ancora, per la prima ci sono tre donne che fanno parte della Suprema Corte di Giustizia a stelle e strisce (Sonya Sotomayor, 19esima, Elena Kagan, 25, e Ruth Bader Ginsburg, 31).

In generale, sono otto le signore a capo di uno stato (oltre alle tre già citate, la presidente finlandese Tarya Halonen, la collega irlandese Mary McAleese, la presidente argentina Cristina Fernandez, quella islandese Johanna Sigurdardottir, la costaricana Laura Chinchilla), due regine (Elisabetta D’Inghilterra e Rania di Giordania), due ministre, entrambe all’economia, la francese Christine Lagarde e la collega degli Emirati Arabi Uniti Sheikha Lubna Al Qasimi. Venticinque le Ceo. Fra le signore dello spettacolo, Angelina Jolie, 21esima, Madonna, 29esima, Sarah Jessica Parker, 45esima, fra quelle dei media oltre alla Winfrey ci sono la direttrice di Vogue Anna Wintour, 56esima, e Christiane Amanpour della Cnn, 73esima.

Infine, una considerazione legata all’età. Le donne potenti della politica in media sono cinquantenni o sessantenni, le business leader sono quarantenni o cinquantenni, mentre nei media e nel lifestyle l’età del successo scende a trenta e anche a vent’anni.