Ibm, la prima donna al vertice

di Barbara Weisz

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Ibm festeggia i 100 anni di storia nominando la prima donna Ceo, Virginia Rometty. Samuel Palmisano resta come presidente.

Non succede spesso di trovare sulla homepage di un’azienda, anzi di un colosso come Ibm, la notizia in bella mostra della nomina del nuovo Ceo. Ma in questo caso l’occasione è storica, perchè per la prima volta in 100 anni di storia alla guida di Ibm c’è una donna. Virginia Rometty, fino ad oggi senior vice president e capo delle vendite del gigante della tecnologia, è stata nominata amministratore delegato. Si insedierà il primo gennaio del 2012, prendendo il posto di Samuel Palmisano, che resta come presidente.

«Non c’è privilegio maggiore nel business di ricevere la richiesta di guida Ibm, specialmente in questo momento» ha commentato la top manager esprimendo la sua stima nei confronti del predecessore che, a sua volta, sottolinea che «Ginny è il Ceo ideale per guidare Ibm nel suo secondo secolo».

Palmisano è stato Ceo per dieci anni, ha preso l’incarico nel 2002 (e nel 2003 è diventato presidente) e ha costantemente aumentato i profitti del gruppo.

Ma ora l’attenzione è tutta concentrata su Virginia Rometty, chiamata Ginny, che entra nella ristrettissima cerchia delle top manager donna delle grandi corporation a stelle e strisce, insieme a Ursola Burns (Xerox), Indra Nooyi (Pepsi), Ellen J. Kullman (DuPont) e Meg Whitman (Hewlett-Packard).

Virginia Rometty, 54 anni, ingegnere, conosce bene l’azienda in cui lavora da circa 30 anni. E’ entrata in Ibm nel 1981 come system engineer, e ha fatto una brillante carriera interna. Pur avendo una specializzazione tecnica, l’esperienza manageriale della nuova Ceo è tutta concentrata sulle vendite. Come numero uno delle vendite internazionali, ha ottenuto successi notevoli.

Nel 2008 è stata l’artefice di una delle più importanti integrazioni della storia dell’azienda, l’acquisizione di PricewaterHouse Coopers per 3,5 miliardi di dollari. Ha anche guidato lo sviluppo dell’azienda su mercati importanti come Cina e India.

Fra i tanti riconoscimenti, nel 2006 ha ricevuto il Carl Sloane Award, ambito premio dell’associazione della consulenza manageriale. E’ stata anche general manager di IBM Global Services, America e, precedentemente, general manager della divisione Insurance and Financial Services.

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