Microsoft, ecco perché Steve Sinofsky si è dimesso

di Floriana Giambarresi

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Berenson, ex di Microsoft, è intervenuto per chiarire le regioni dell'abbandono di Steve Sinofsky come ex presidente di Windows.

Steve Sinofsky ha da poco presentato le dimissioni da Microsoft per il ruolo di presidente di Windows e in Rete sono circolate molte indiscrezioni circa quelle che sarebbero le reali motivazioni del suo abbandono. Le chiarisce Hal Berenson, presidente di True Mountain Group ed ex dipendente del gruppo di Redmond, con un intervento appena condiviso pubblicamente.

Vi sono state in Rete diverse illazioni circa la decisione di Steve Sinofsky di abbandonare l’incarico dopo oltre venti anni di carriera in Microsoft. Secondo Hal Berenson, la decisione sarebbe giunta in seguito all’aver perso la battaglia per il controllo della divisione Windows Phone e di quella Sviluppo di Redmond.

Il non esser riuscito ad ottenere anche il ruolo di presidente per tali due divisioni avrebbe intralciato i piani di Sinofsky per lo sviluppo del sistema operativo Windows. Inoltre, secondo le indiscrezioni, avrebbero influito sulla sua decisione anche i rapporti molto tesi che l’ex presidente di Windows avrebbe con Steve Ballmer, CEO di Microsoft, che comunque erano già abbastanza noti anche in precedenza.

Sinofsky ha comunque risposto sul blog di Berenson smentendo quanto affermato da quest’ultimo, con le seguenti parole: “non ho mai avviato alcuna discussione per riunire le organizzazioni e i prodotti che stai descrivendo e nessuno mi ha mai proposto di gestirli come parti di Windows 7 o 8“.

Prende l’incarico di presidente di Windows Julie Larson-Green, che fin dal 1993 dirige molti dei progetti di Redmond.