Pubbliche amministrazioni senza donne

di Chiara Basciano

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Pochissime donne nei ruoli dirigenziali: il ritratto della situazione italiana

Ancora sotto i riflettori il problema delle quote rosa. Torna ancora una volta alla ribalta il problema dell’assenza delle donne nelle pubbliche amministrazioni con la ricerca effettuata da Rete Armida (rete delle alte professionalità femminili all’interno della pubblica amministrazione).

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La cosa che la ricerca mette in evidenza è il fatto che la presenza femminile sia particolarmente bassa nei ruoli dirigenziali, in particolare quelli assegnati per nomina. Il discorso invece appare diverso nei ruoli assegnati tramite concorso, in questo caso, infatti, le donne mostrano tutta la loro competenza.

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I campi meno discriminanti appaiono i ministeri della Difesa, dove i dirigenti fra il personale civile sono per il 75% donne e dell’Interno con il 57% di donne al vertice. Ma se questi dati fanno ben sperare si ha un crollo di fiducia quando si scopre che non ci sono donne tra i cinque direttori generali del ministero dell’Ambiente e non sono presenti neanche alla Giustizia e alle Infrastrutture, così come non esistono donne nella carriera diplomatica di alto livello. Infatti se gli ambasciatori sono solo uomini, i segretari di delegazione hanno un 31% di presenza femminile.

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Non supera il 20% la presenza, nei ruoli dirigenziali, in Politiche agricole ed Esteri. La situazione indica ancora una volta i pregiudizi esistenti nel mondo del lavoro e le difficoltà inerenti la carriera per le donne.