Alcoa: dall’Italia la terza proposta di acquisto

di Andrea Barbieri Carones

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L'azienda torinese KiteGen Research ha manifestato il proprio interesse ad acquisire lo stabilimento Alcoa, che sarebbe alimentato con energia eolica.

Mentre ancora molti dipendenti dello stabilimento Alcoa di Portovesme sono in fase di protesta in Sardegna e a Roma, all’orizzonte si profila un’altra società che potrebbe essere interessata a rilevare l’azienda Usa. Si tratta della KiteGen Research, impresa con sede vicino a Torino e attiva nello sfruttamento dell’energia eolica.

Il presidente dell’azienda – che è titolare di alcuni brevetti proprio per lo sfruttamento dell’energia del vento – avrebbe manifestato il proprio interesse attraverso una lettera inviata al ministero dello Sviluppo Economico nella quale si lancia l’idea di alimentare con l’energia eolica il 100% del sito dove si produce alluminio, dopo averlo acquisito senza effettuare alcun taglio di personale.

Nella sua comunicazione al dicastero, il persidente Massimo Ippolito sottolinea un elemento importante: nei 15 anni passati di energia sovvenzionata dallo Stato italiano, il contribuente ha speso circa un miliardo di euro.

La tecnologia della KiteGen Research permetterebbe di utilizzare i forti venti esistenti in Sardegna per produrre l’energia necessaria a far funzionare lo stabilimento, mantenendo inalterato il livello produttivo di 150mila tonnellate l’anno. In base ai calcoli effettuati dalla dirigenza, in 2 anni riuscirebbe a ripagare l’investimento effettuato sui generatori di corrente. “Chiediamo di acquisire lo stabilimento di Portovesme alle condizioni precedentemente offerte (alle aziende svizzere Glencore e Klesch, ndr), convertendo parzialmente le previste sovvenzioni in conto energia in puro capitale di avviamento”.

L’azienda acquirente dello stabilimento in Sardegna avrà un obbligo non indifferente: quello di restituire i 300 milioni di euro in aiuti di Stato che Alcoa ha ricevuto in Italia ma giudicati illegittimi dalla Commissione Europea.

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