Condono fiscale, edilizio e tombale: Berlusconi vs. Tremonti

di Noemi Ricci

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Un condono fiscale (non edilizio ma tombale) con cui recuperare 15 miliardi di euro contribuendo a sanare il debito pubblico. Berlusconi favorevole, contrario Tremonti, che rischia la poltrona cui il Premier vorrebbe Sacconi.

Sotto i riflettori il condono fiscale: da fonti della maggioranza sarebbe dato per certo l’arrivo del condono tombale proposto da Scilipoti con un ordine del giorno già approvato, e che ora sarebbe caldeggiato anche dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Scopo ultimo, recuperare circa 15 miliardi di euro.

L’obiettivo di questo condono fiscale 2011 è dunque sempre lo stesso: ridurre il debito pubblico.

Un problema non solo italiano ma che sta penalizzando particolarmente il nostro Paese, al centro dell’attenzione internazionale. Basti pensare ai recenti tagli al rating decisi dall’agenzia Standard & Poor’s.

Un quadro che, unitamente alle stime al ribasso sulla crescita del Paese e al timore di non raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013, starebbe portato Berlusconi a mettere in campo – ancora una volta – la misura drastica del condono fiscale.

Ricordiamo che nell’ordine del giorno a firma Scilipoti approvato presso la Camera dei Deputati prevedeva due possibili forme di condono fiscale: il condono tombale di cui sopra (per gli anni 2006-2010) e un condono edilizio (per opere abusive realizzate entro il 31 dicembre 2010 in ampliamento di opere esistenti).

Secondo voci di corridoio il premier avrebbe deciso di ricorrere al condono fiscale tombale, con una operazione di finanza straordinaria che troverebbe l’appoggio della Lega e di quasi tutto il Pdl. Di tutt’altra opinione sarebbe invece il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che non ritiene questa la strategia giusta per risanare l’economia italiana.

E proprio il condono fiscale potrebbe essere motivo di una irreparabile rottura tra Tremonti e Berlusconi tanto che quest’ultimo – sempre secondo indiscrezioni – starebbe addirittura pensando a sostituirlo con l’attuale Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, mettendo al posto di quest’ultimo Guido Crosetto.

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