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SISTRI abolito per rifiuti non pericolosi: impegno di Zanonato

di Barbara Weisz

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Il ministro Zanonato annuncia l'ipotesi del Governo di eliminare il SISTRI per le aziende che trattano rifiuti non pericolosi, rendendo dubbia la partenza a scaglioni della fase 2 a marzo 2014.

Nuovo capitolo sull’infinita vicenda SISTRI, il sistema di tracciabilità dei rifiuti: il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato annuncia che il Governo sta valutando la possibilità di alleggerire l’adempimento con l’abolizione per i rifiuti non pericolosi. Si tornerebbe alle origini, per così dire, perché inizialmente il SISTRI doveva riguardare solo i rifiuti pericolosi (=> Vai allo Speciale SISTRI). Le dichiarazioni, rilasciate nel corso del congresso nazionale degli Ingegneri a Brescia, confermano quanto anticipato davanti agli imprenditori di Confindustria in maggio, quando il ministro aveva criticato l’eccessivo peso burocratico del SISTRI.

Zanonato ammette che con la regolamentazione del SISTRI l’Italia è andata oltre le richieste della direttiva europea, creando un appensantimento che «comporta costi per un miliardo all’anno». Dunque,  in vista potrebbero esserci novità sull’applicazione del sistema mai entrato in funzione, dopo una lunga serie di rinvii e sospensioni ed il nuovo via libera fissato dal decreto del ministero dell’Ambiente per il primo ottobre (leggi il calendario SISTRI): si tratta di un avvio a scaglioni, che riguarda solo le imprese con produttrici di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti.

Per tutte le altre, la data di inizio è il marzo 2014. Il problema è che dallo scorso 30 aprile le imprese che devono partire a ottobre hanno avviato le operazioni di verifica e allineamento dati nel sistema (leggi qui). quindi hanno già sostenuto dei costi.  Stando alle dichiarazioni del ministro, l’ipotesi su cui l’esecutivo sta lavorando è l’eliminazione della sola tracciabilità dei rifiuti non pericolosi, quindi in pratica si tratterebbe di uno stop alla fase il cui inizio è previsto per il marzo 2014.

E il decreto sospende i contributi per il 2013: con ogni probabilità, ci sarebbero comunque imprese che davanti a un nuovo cambiamento come quello ipotizzato da Zanonato si troverebbero ad aver sostenuto costi inutili (ad esempio, le aziende sotto i dieci dipendenti, o produttrici di rifiuti non pericolosi, che hanno scelto di partire nella prima fase di ottobre, possibilità prevista dal decreto). Prevedibilmente, il legislatore nel decidere eventuali modifiche in corsa dovrebbe quindi tener conto di questi fattori.