Iva per cassa: gli esclusi dal dl anti-crisi

di Chiara Bolognini

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versare l'Iva sono alla riscossione della fattura? Approvata la misura, ma con molte eccezioni: sarà un decreto ministeriale a stabilire il volume d'affari dei contribuenti che potranno usufruirne. Intanto, stabiliti gli esclusi

Tra le iniziative a sostegno delle piccole e medie imprese al centro dell’attenzione in questi giorni, anche la cosiddetta misura Iva per cassa, introdotta con il decreto anti- crisiapprovato venerdì 28 novembre (articolo 7).

Le nuove disposizioni, che prevedono che le aziende abbiano la possibilità di pagare l’imposta nel momento in cui si incassa il corrispettivo, varranno solo in alcuni casi.

Sono infatti escluse le operazioni dei soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’imposta e quelle riferite a cessionari o committenti che assolvono l’imposta con il reverse charge o inversione contabile.

Per usufruire della possibilità di versare l’Iva «per cassa» è necessario indicare espressamente in fattura che si tratta di un’«operazione con imposta ad esigibilità differita ai sensi dell’articolo 6, comma 5, secondo periodo, del Dpr n. 633/72». In caso contrario si applicano le regole ordinarie.

Per conoscere il volume d’affari dei contribuenti soggetti alle nuove disposizioni occorrerà attendere un decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze.

Tra le possibilità l’estensione dell’opzione a tutte le Pmi indipendentemente dalla tipologia della clientela.

La novità contenuta nel decreto anti-crisi si applicherà in via sperimentale per gli anni 2009, 2010 e 2011, ma si è ancora in attesa dell’ok definitivo di Bruxelles.

Il via libera dalla Ue alla misura dovrebbe essere garantita, dal momento che gli Stati membri hanno diritto (direttiva 2006/112/CE, articolo 66) di differire l’esigibilità dell’IVA fino al momento del pagamento, senza previa autorizzazione.

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