Studi di Settore: guida alle novità 2012-2013

di Barbara Weisz

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Dall'Agenzia delle Entrate, una guida per gli studi di settore relativi alle imposte 2012: indicatori di coerenza, correttivi anti-crisi, nuovi studi di settore approvati, revisioni, retroattività, modelli.
Studi di settore: guida completa alle novità per le dichiarazioni 2013

La revisione degli studi di settore, i nuovi indicatori di normalità e coerenza in considerazione della crisi, i controlli del Fisco, gli esempi pratici di calcolo nei casi particolari: la circolare 23/E dell’Agenzia delle Entrate fa il punto su tutte le novità per il periodo d’imposta 2012.

Novità

I 68 studi di settore approvati con i decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze del 28 dicembre 2012, che rappresentano la revisione di 69 precedenti studi: 12 relativi al settore manifatture, 24 ai servizi (con lo studio VG82U che costituisce l’evoluzione degli studi UG42U e UG82U), 12 ad attività professionali, 21 al commercio.
Questi studi non si applicano, in fase di accertamento, ai contribuenti che dichiarano redditi da lavoro autonomo oppure ricavi superiori a 5.164.569 euro.
Le integrazioni per tenere conto degli andamenti economici e dei mercati, e l’aggiornamento degli indicatori di coerenza, approvati con i decreti del ministero dell’Economia e delle Finanze del 21 marzo e 28 marzo 2013:
  • indicatori di coerenza economica basati su anomalie nei dati dichiarati,
  •  indicatore di normalità economica in assenza del valore dei beni strumentali,
  • introduzione di indicatori per alcuni studi applicabili alle attività di impresa,
  •  correttivo per quattro studi di settore applicabili alle attività professionali,
  • due correttivi per lo studio di settore VG68U,
  • modifica dello studio di settore VM05U, ma con effetti a partire dal periodo di imposta 2013.
L’incidenza della congiuntura economica 2012 per tutti i 205 studi di settore: è la revisione congiunturale speciale contenuta nel decreto ministeriale 23 maggio 2013.

I nuovi modelli 2013 per la comunicazione dei dati rilevanti e softare Gerico 2013.

=>Scarica i Modelli 2013

Cause di inapplicabilità

Per l’attività d’impresa, in base ai decreti del dicembre 2012 gli studi di settore non si applicano a:

  • società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate,
  • società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.
Questo vale solo per cooperative di imprese e utenti «che non operano per conto terzi e che non seguono le ordinarie regole di mercato» e «in presenza di attività svolte esclusivamente a favore dei soci o associati e degli utenti».

Eventi sismici

Si ricorda che non presentano gli studi di settore relativi i soggetti con residenza o sede operativa in uno dei comuni colpiti dal terremoto individuati nel decreto ministeriale 1 giugno 2012 che:
  • presentano un periodo di non normale svolgimento dell’attività, in ragione della specifica situazione soggettiva,
  • hanno cessato l’attività,
  • si trovano in liquidazione volontaria.

Retroattività

In generale, nel caso di accertamento le risultanze degli studi di settore evoluti, se più favorevoli al contribuente e a richiesta del medesimo in sede di contraddittorio, possono essere applicati anche a periodi d’imposta precedenti quello della loro entrata in vigore.

Attenzione: vista la crisi, gli studi relativi al periodo di imposta 2012, analogamente al 2011, non possono essere utilizzati per rideterminare, in contraddittorio, l’ipotesi di pretesa tributaria basata sulle risultanze relative ad annualità precedenti. E’ però possibile, al netto dei correttivi anticrisi 2012, applicarli per l’eventuale rideterminazione, in contraddittorio, delle tasse 2010, visto che la base dati utilizzata per elaborare gli studi evoluti per il periodo di imposta 2012 si riferisce proprio a tale annualità.

Analisi della territorialità

Con i decreti del 28 dicembre 2012 e del 28 marzo 2013 sono state apportate modifiche agli indicatori territoriali per avvicinare gli studi di settore alla realtà economica in cui profesisonisti e imprese si trovano. Princiapli novità in questo senso:

  • territorialità del livello delle quotazioni immobiliari, approvata con il decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in sostituzione di quella precedente (decreto ministeriale 12 marzo 2010), con la differenziazione del territorio nazionale sulla base dei valori di mercato degli immobili per comune, provincia, regione e area territoriale. I dati considerati provengono dall’Osservatorio sul Mercato Immobiliare (OMI), sono riferiti all’anno 2010 e contengono per ogni comune il valore minimo e quello massimo di mercato degli immobili, differenziati per tipologia (abitazioni, magazzini, laboratori, negozi, uffici e via dicendo), stato conservativo, fascia comunale, zona.
  • Modifica allo studio VM05U (commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature e pelletterie ed accessori): tiene conto della presenza sul territorio dei Factory Outlet Center, considerando la distanza in minuti di percorrenza di ogni comune dall’outlet più vicino. Criterio generale: non vengono considerati i comuni distanti più di 90 minuti dall’outlet più vicino, perché dall’analisi delle funzioni di ricavo emerge che oltre tale distanza la presenza di un FOC è irrilevante in termini di concorrenza.

Indicatori di coerenza

Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 21 marzo 2013 ha confermato i seguenti indicatori di coerenza economica già applicati l’anno precedente:

  • incoerenza nel valore delle rimanenze finali e/o delle esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale (aggiornato correggendo alcune criticità),
  • valore negativo del costo del venduto, comprensivo del costo per la produzione di servizi,
  • valore negativo del costo del venduto, relativo a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso,
  • valore del costo del venduto, relativo a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso, superiore al valore dei corrispondenti ricavi,
  • presenza anomala di costi o ricavi relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso (anche qui, sono state corrette alcune criticità),
  • mancata dichiarazione delle spese per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria in presenza del relativo valore dei beni strumentali,
  • mancata dichiarazione delle spese per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria in presenza del relativo valore dei beni strumentali,
  • mancata dichiarazione del valore dei beni strumentali in presenza dei relativi ammortamenti,
  • mancata dichiarazione del numero e/o della percentuale di lavoro prestato degli associati in partecipazione in presenza di utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro.

Lo stesso decreto ha introdotto i seguenti nuovi indicatori:

  • Margine per addetto non dipendente: riguarda 63 studi, misura il contributo di ciascun addetto non dipendente alla creazione del “margine”.
  • Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti: riguarda gli stessi 63 studi del precedente, misura il grado di copertura dei principali costi per l’utilizzo di beni strumentali all’attività dell’impresa mediante il Margine al netto della remunerazione, ritenuta economicamente plausibile, degli addetti non dipendenti.
  • Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo: riguarda 18 studi, misura il contributo dei beni strumentali mobili alla creazione di valore.
  • Resa delle cartelle tradotte: applicabile allo studio di settore VG53U, fornisce una misura dei ricavi derivanti dall’attività di traduzione per ogni cartella tradotta.
  • Resa delle giornate di interpretariato: applicabile allo studio VG53U, fornisce una misura dei ricavi per ogni giornata di interpretariato svolta.
  • Ricavo medio per pratica automobilistica: riguarda lo studio VG88U, fornisce una misura dei ricavi per ogni pratica automobilistica effettuata.
  • Ricavo medio per patente nautica: studio di settore VG88U, misura i ricavi derivanti dai soli servizi relativi alle patenti nautiche per ogni iscritto ai corsi.
  • Incidenza del costo per acquisto di ricambi e accessori sui ricavi: studio di settore VG48U, misura il rapporto tra il costo per l’acquisto di pezzi di ricambio e accessori e i ricavi derivanti dalle riparazioni, dalla vendita di accessori e ricambi e dall’installazione di antenne.
  • Numero di pasti erogati per addetto, studio di settore VG76U, rapporto tra il numero di pasti erogati dalle imprese che effettuano servizio di mensa e catering e il numero di addetti.
  • Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui ricavi: applicabile agli studi VG76U e VG85U, fornisce una misura del peso dei principali costi variabili (nello specifico la somma del costo del venduto e del costo per la produzione dei servizi) sostenuti dall’impresa sui ricavi complessivi.
  • Resa chilometrica: studio di settore VG79U, fornisce una misura dei ricavi derivanti dal solo noleggio di autoveicoli per ogni chilometro percorso.
  • Superficie complessiva dei locali per riunito: applicabile allo studio WK21U, fornisce una misura dei metri quadri della superficie complessiva dei locali destinati all’attività in rapporto al numero dei riuniti.

Correttivi

Stabili collaborazioni: per gli studi VK23U, VK24U, VK25U, WK03U, WK04U, WK05U e WK18U, nuovo modello di stima diverso rispetto a quello utilizzato per le precedenti versioni, basato esclusivamente, per tutte le tipologie di attività, sulle prestazioni/incarichi svolti.

Correttivi per lo studio VG68U, trasporto di merci su strada e servizi di trasloco: sono due correttivi specifici relativi al credito d’imposta per caro petrolio e al familiare che svolge esclusivamente attività di segreteria.

Correttivi specifici per la crisi: riguardano sempre lo studio VG68U, e gli studi VG72A (trasporto con taxi e noleggio di autovetture con conducente), VG72B (Altri trasporti terrestri di passeggeri), e sono relativi al costo della benzina.

Modelli misti

Ci sono cinque studi di settore per cui sono previsti i cosiddetti Modelli Lineari Misti, che in base a complicati modelli matematici determinano la funzione che meglio si adatta all’andamento dei ricavi delle imprese, tenendo conto della suddivisione in gruppi omogenei e di quella territoriale. Ecco i cinque studi:

  • UG98U: riparazione di beni di consumo n.c.a.,
  • VG69U: Costruzioni,
  • VG89U: Servizi di fotocopiatura, preparazione di documenti e altre attività di supporto,
  • VM45U: Commercio al dettaglio mobili usati e oggetti di antiquariato,
  • VM48U: Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici.

Revisione congiunturale

E’ quella prevista dal decreto del 23 maggio 2013, e tiene conto di quattro tipologie di correttivi:

  1. modifica del funzionamento dell’indicatore di normalità economica durata delle scorte,
  2. correttivi specifici per la crisi.
  3. correttivi congiunturali di settore,
  4. correttivi congiunturali individuali.

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