Con il voto definitivo del Senato del 15 aprile 2026, il Decreto PNRR (DL n. 19/2026) è diventato legge. L’articolo 8 elimina l’obbligo di conservare le ricevute POS cartacee per documentare i pagamenti elettronici: al loro posto potranno essere usate le comunicazioni inviate da banche e intermediari finanziari, inclusi gli estratti conto digitali scaricabili da home banking e app. Una semplificazione attesa da imprese, professionisti e privati che gestiscono ogni giorno un numero elevato di transazioni con carta.
Dalle ricevute POS agli estratti conto con valore probatorio
La norma contenuta nell’articolo 8, comma 1 del DL n. 19/2026 interviene sugli obblighi di conservazione documentale legati ai pagamenti tracciabili. Il riferimento legislativo è l’articolo 119 del Testo Unico Bancario: i documenti che banche e intermediari finanziari inviano ai propri clienti — estratti conto, rendiconti, notifiche digitali — acquisiscono lo stesso valore probatorio delle ricevute generate dai terminali POS. La semplificazione si applica a tutti i pagamenti elettronici effettuati con carta di credito, debito o prepagata, senza distinzione tra transazioni verso privati o verso la Pubblica Amministrazione.
La misura si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione fiscale del 2026, che ha già ridisegnato il rapporto tra pagamenti elettronici e registratori di cassa telematici per gli esercenti.
Quali documenti sostituiscono le ricevute POS
L’estratto conto bancario — sia cartaceo sia digitale — è il documento principale che può prendere il posto della ricevuta POS. Rientrano nello stesso perimetro i rendiconti scaricabili tramite home banking, le notifiche inviate via app e qualsiasi comunicazione prodotta dall’intermediario finanziario nell’ambito dei rapporti regolati dall’art. 119 TUB.
Affinché il documento sia valido, però, deve contenere i dati relativi alla singola operazione: non è sufficiente un riepilogo mensile aggregato o un totale giornaliero; deve riportare almeno la data della transazione, l’importo e la controparte (oppure il riferimento al terminale di pagamento nel caso degli esercenti). Un estratto che elenca solo saldi non soddisfa il requisito richiesto dalla norma.
Conservazione per dieci anni, l’obbligo non cambia
L’obbligo di conservare i documenti per dieci anni non viene abolito: è quello già previsto dall’articolo 2220 del Codice Civile per le scritture contabili. La novità sta nel supporto, non nella durata. Chi dispone dell’estratto conto corrispondente non è più tenuto a conservare la ricevuta POS; chi opta per il formato digitale deve però affidarsi a un sistema di conservazione elettronica a norma, secondo le regole del Codice dell’Amministrazione Digitale, per lo stesso periodo decennale.
Regole a confronto, caso per caso
Un aspetto da non sottovalutare è che la ricevuta POS non è una fattura né uno scontrino fiscale. Attesta l’avvenuto pagamento ma non descrive la natura della spesa. Per la piena deducibilità delle spese aziendali restano quindi necessari i documenti giustificativi rilasciati dal fornitore — fattura, ricevuta fiscale, documento commerciale. Il decreto semplifica la prova del pagamento, non il corredo documentale per le deduzioni.
Restano poi invariati gli obblighi di conservazione di fatture, scontrini fiscali e ricevute fiscali, che non sono ricevute POS e seguono regole proprie. La semplificazione del decreto riguarda esclusivamente le ricevute generate dai terminali di pagamento elettronico, e non modifica il quadro complessivo degli adempimenti documentali per le deduzioni.
Per imprese e professionisti, meno carta da archiviare
Per gli esercenti e le imprese con un alto volume di transazioni quotidiane, la novità ha un effetto immediato: non è più necessario archiviare fisicamente le singole ricevute cartacee emesse dai terminali. È sufficiente che la banca fornisca un rendiconto analitico che riporti ogni singola operazione. Per i professionisti e i lavoratori autonomi, il vantaggio è altrettanto tangibile nelle spese di trasferta e di rappresentanza: l’estratto conto digitale scaricato dall’app bancaria è sufficiente a documentare il pagamento tracciabile, sostituendo la ricevuta cartacea che spesso diventa illeggibile in pochi mesi.