Riforma del condominio: le morosità andranno condivise

di Teresa Barone

22 Dicembre 2025 12:02

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Disegno di legge sulla riforma dell’amministrazione condominiale: i debiti causati da condomini morosi andranno condivisi anche da chi paga regolarmente.

È al vaglio della Camera il disegno di legge contenente la riforma del condominio, introducendo numerose novità in tema di gestione amministrativa e responsabilità economiche. La proposta in discussione introduce requisiti più stringenti per la figura dell’amministratore e rafforza le regole sulla trasparenza dei rendiconti e sulla gestione delle morosità, con effetti diretti su proprietari, inquilini e professionisti del settore.

Al centro del dibattito c’è l’obiettivo di ridurre i contenziosi, migliorare la qualità dell’amministrazione e tutelare i condomini da gestioni opache o poco professionali. La riforma è comunque ancora in fase di discussione e dovrà affrontare il confronto parlamentare. Solo dopo l’eventuale approvazione si conosceranno i tempi di entrata in vigore e le modalità di applicazione delle nuove regole. Vediamo intanto cosa prevede.

Riforma del condominio: cosa prevede

Il ddl di riforma del condominio, strutturata in 17 articoli, prevede la creazione di un albo professionale degli amministratori di condominio presso il MIMIT, introducendo anche l’obbligo di acquisire una laurea almeno triennale per poter esercitare la professione. Oltre al divieto dei pagamenti in contanti e l’obbligo di nominare un revisore quando i condomini sono più di 20, la norma prevede anche una nuova gestione dei debiti causati da condomini morosi.

Secondo il disegno di legge, infatti, i creditori nei casi di morosità potranno agire sulle somme disponibili sul conto corrente condominiale e, in via sussidiaria, anche sui beni dei condomini in base alla morosità di ciascuno. È anche consentito agire nei confronti dei condomini in regola con i pagamenti. Cambiano anche le tempistiche per il recupero delle quote non versate, infatti, l’amministratore non dovrà più attivare decreti ingiuntivi entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio ma solo successivamente all’approvazione del rendiconto.

Amministratore di condominio: requisiti più elevati

Uno dei punti più discussi della riforma riguarda l’accesso alla professione di amministratore di condominio. La proposta prevede un innalzamento dei requisiti minimi, con l’introduzione dell’obbligo di laurea, affiancata a una formazione specifica e continua. L’intento è quello di qualificare maggiormente una figura che oggi gestisce patrimoni rilevanti, flussi finanziari complessi e rapporti giuridici delicati, spesso senza un percorso formativo strutturato.

Con l’inasprimento delle regole, all’amministratore vengono attribuiti anche maggiori obblighi di vigilanza e intervento, soprattutto in caso di irregolarità nei pagamenti o di gestione non conforme. In parallelo, cresce il rischio di responsabilità professionale: errori nei conti, omissioni nei rendiconti o ritardi nelle azioni contro i morosi potrebbero esporre l’amministratore a contestazioni e richieste di risarcimento.

Conti più chiari e rendiconti standardizzati

La riforma interviene anche sulla rendicontazione condominiale, prevedendo schemi più chiari e standardizzati. I bilanci dovranno essere redatti in modo comprensibile, con indicazione dettagliata di entrate e uscite; distinzione netta tra spese ordinarie e straordinarie; tracciabilità dei movimenti sul conto corrente condominiale.

L’obiettivo è rendere più semplice il controllo da parte dei condomini e ridurre le aree grigie che spesso alimentano conflitti e impugnazioni delle delibere.

Morosità: il rischio di pagare per tutti

Uno dei nodi più delicati riguarda la gestione dei condomini morosi. La proposta chiarisce che, in presenza di mancati pagamenti, i fornitori possono rivalersi sull’intero condominio, con la conseguenza che i condomini in regola potrebbero anticipare le quote dei morosi.

Una previsione che rafforza la responsabilità collettiva e spinge verso una gestione più tempestiva del recupero crediti, ma che solleva anche preoccupazioni tra i proprietari virtuosi.