CCNL Metalmeccanici: trattativa in salita dopo i nuovi incontri, cosa cambia davvero per salari e inquadramento

di Anna Fabi

14 Novembre 2025 19:15

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Rinnovo CCNL Metalmeccanici, trattativa in bilico dopo gli incontro di novembre: salario al centro del nodo sindacale, le imprese chiedono gradualità.

Nel corso degli incontri del 13 e 14 novembre, le delegazioni di Federmeccanica-Assistal e delle sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno confermato che la trattativa per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici prosegue, ma senza che emergano elementi concreti in grado di avvicinare le posizioni.

Le imprese insistono sulla necessità di tenuta competitiva e gradualità negli aumenti, mentre i sindacati tornano a chiedere aumenti salariali di ampia portata e un rafforzamento dell’inquadramento normativo.

Le proposte sul tavolo e le distanze ancora visibili

Federmeccanica-Assistal sostengono che l’attuale contesto macroeconomico impone un modello di rinnovo più moderato, orientato al welfare aziendale e all’innovazione delle relazioni industriali. Le associazioni hanno sottolineato che il nuovo contratto dovrà mantenere “equilibrio e sostenibilità” per garantire continuità industriale e tenuta occupazionale. I sindacati (Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil) rilanciano la richiesta di un incremento salariale lordo intorno ai 280 euro mensili per il livello C3 insieme a impegni sul fronte della stabilità dell’occupazione, della riduzione del ricorso al lavoro a termine e dell’ampliamento delle tutele sulla salute e formazione continua.

Al termine delle sessioni, le segreterie sindacali hanno sottolineato la qualità del confronto tecnico, ma hanno avvertito: “clima costruttivo ma tempo breve”. In un comunicato congiunto, Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato che «se entro le prossime settimane non arriveranno risposte chiare sul salario e sull’inquadramento normativo, si valuteranno forme escalative». La piattaforma sindacale unitaria prevede aumenti tabellari, rafforzamento del welfare contrattuale, più formazione e un aggiornamento degli inquadramenti professionali. Temi sui quali la risposta delle controparti è ritenuta ancora “insufficiente”. Le sigle hanno inoltre chiesto di accelerare gli approfondimenti sul nuovo sistema di inquadramento, sul tema della salute e sicurezza, sulle tutele per i lavoratori coinvolti nei processi di riorganizzazione industriale e sulle politiche per i giovani.

Nel documento diffuso al termine dei lavori, Federmeccanica e Assistal hanno comunque rivendicato la volontà di mantenere un confronto costante e costruttivo. Le imprese chiedono un approccio prudenziale sugli incrementi salariali, evidenziando la necessità di allineare il rinnovo alle dinamiche economiche reali dei settori metalmeccanico e impiantistico. Le associazioni hanno inoltre ribadito la centralità della formazione tecnica, dell’innovazione organizzativa e del rafforzamento della partecipazione nelle relazioni industriali, temi sui quali si è registrata maggiore convergenza con la parte sindacale.

I prossimi incontri

Il confronto dunque non si ferma: Federmeccanica e Assistal hanno confermato che la trattativa proseguirà in ulteriori incontri già calendarizzati nelle giornate del 19, 20 e 21 novembre. La prossima sessione servirà per entrare nel merito delle proposte economiche e definire un primo perimetro condiviso sulle modifiche normative.

L’obiettivo è arrivare entro fine anno a un impianto negoziale più maturo, anche se i tempi del rinnovo dipenderanno dalla capacità delle parti di convergere sulle richieste più sensibili.

I nodi da sciogliere

Tra i punti più critici restano la misura degli aumenti dei minimi tabellari, il rafforzamento del welfare contrattuale, il nuovo sistema di inquadramento professionale, le tutele nei processi di transizione digitale e green e la formazione continua obbligatoria.

La distanza sul fronte economico è attualmente il principale ostacolo. I sindacati chiedono un rinnovo “di forte impatto” a tutela salariale, mentre le imprese chiedono di tenere conto della congiuntura e dei margini ridotti di molte aziende.